Chissà… Magari domani…


Le giornate scorrono veloci, ci si sveglia e si va al lavoro per qualche ora, si pranza in fretta e furia e poi si cerca altro lavoro, o si fa qualche commissione, o qualche “lavoretto” per arrotondare, dell’attività fisica, o se tutto va bene vedo l’amore.

Ci si lava, si cena senza gusto e poi si è stanchi, e ci si ammazza con una passeggiata definitiva oppure si va a letto stravolti sperando in un giorno migliore.

Quanti mesi che si va avanti così? Quanti curriculum? Quante preghiere? Quante incazzature? Zero risultati.

Teniamo duro?

Io mi sono rotto…

Ho questa ossessione di ricerca della libertà ed indipendenza che non riesco più a godermi la vita.

TUTTO VERO – Quarchedundepegi


Vuc's:

Quarc, oltre ad essere un signore, è un amico, uno dei primi conosciuti qui su WordPress. Ci seguiamo da molto e non si è mai tirato indietro nei miei momenti più oscuri, lasciando sempre commenti incoraggianti e pieni di conforto. Anche nel privato, mi è stato vicino ai tempi, quando dovevo dimagrire e avevo problemi di schiena, fino ad oggi, dandomi un po’ di forza nel momento del bisogno.

Lo stimo perchè è un brav’uomo che lotta contro tutte le ingiustizie, come può, attraverso i suoi post, che scrive per farci PENSARE! Per me è un piccolo grande eroe!

Ora ha scritto un libro, che non mancherà di certo nella mia libreria, e che si presenta così:

“Il titolo di questo libro non lascia spazio a nessun dubbio: Tutto vero sta a significare che non si tratta di un romanzo né di un racconto di fantasia. Quello che leggiamo nelle oltre 140 pagine di questo volume del dottor Alessandro Depegi è il resoconto di alcuni aspetti professionali e umani della sua esistenza. Un’esistenza dominata dalla curiosità, dal desiderio di considerare il paziente nella sua totalità e non solo in quanto corpo da guarire. Il dottore, nato a Genova nel 1936, ha vissuto e lavorato sia in Italia sia in Svizzera e con gli anni ha integrato le sue conoscenze scientifiche acquisite con lo studio e con il lavoro, con altre nozioni che toccano aspetti dell’essere umano più profondi, più misteriosi. L’autore, descrivendo i casi che è stato chiamato ad analizzare nella sua vita, ci invita ad andare oltre, a guardare al di là delle evidenze materiali, per entrare nella psiche della persona. Un luogo affascinante e ancora tutto da scoprire che spesso ci rivela situazioni che lui stesso definisce” apparentemente assurde e inimmaginabili”. Nella psiche, nell’inconscio e nel mondo che ha preceduto la nascita della persona, sondando addirittura vite precedenti, appartenenti ad un passato che, grazie all’ipnosi, possono tornare improvvisamente e tragicamente a galla. Ma anche fortunatamente, si legge nel libro, dato che un’indagine di questo tipo porta alla rimozione del fatto ricordato e quindi alla guarigione dell’individuo. Adina, Romina, Aurora, Bettina, Agenore e altre persone ci vengono presentati nella loro complessità e ci fanno riflettere, ci affascinano e ci fanno paura allo stesso tempo.”

Originally posted on Quarchedundepegi's Blog:

Eccolo che è arrivato.
Vi presento la copertina:

Copertina TUTTO VERO - istantanee di vitae l’Ultimo di copertina… se si chiama così:

Ultimo di Copertina TUTTO VERO - istantanee di vita

C’è l’ISBN e il http://www.fontanaedizioni.ch che ha curato la stampa.

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2014… E’ solo l’inizio! (pt.1 – Chi è con me?)


Ultimamente c’ho la morte dentro, credo sia colpa dei carboidrati, o almeno, spero…
E’ da lunedì 17 marzo che non mangio pasta, pizza, focaccia, farinacei e lieviti vari. Nemmeno una birra mi sono concesso! Mi sentivo un po’ gonfio e ho preso questa decisione, ovvero, due settimane senza carboidrati.

Naturalmente ho perso peso e mi sono anche sgonfiato, però… Mi manca qualcosa… Carboidrati a parte, mi manca qualcosa, o forse qualcuno… La mattina non mi sveglio felice, ed è una cosa che spero fortemente la sera prima di addormentarmi, cosa che faccio abbastanza presto, perché son sempre stufo della giornata appena trascorsa.

Mi infastidisco subito, per tante piccole cose, che si accumulano e diventano giganti e si mettono in fila dietro ad altre cose già giganti di loro. Preoccupazioni riguardo al futuro che non mi fanno apprezzare il presente, già difficile da apprezzare per quello che è. Sono scontroso.

Primi sintomi di una depressione. Per colpa del tempo, sia libero che metereologico, non faccio molto movimento. Non ho sfoghi e nemmeno stimoli. Mi vien voglia di prendere una bottiglia di qualcosa di forte e tante sigarette, di fronte al computer a leggere e scrivere, freno però questo istinto dopo che mi son chiesto, “a cosa mi porterebbe?”

Penso troppo al futuro, ed il presente incerto, ricco di bugie, non mi slancia verso l’infinito. Più ci penso e più son convinto che questo non è il mio mondo.

La competizione, lo sfruttamento, le falsità, l’economia, il sistema bancario, il lavoro, il concetto di libertà, la mania di possedere, la smania di successo, il potere, il significato del progresso, le etichette, la corruzione… Non è facile diventare se stessi, è più facile diventare qualcuno.

Sembra che c’è qualcosa o qualcuno che ci vuole così, inermi.

Io non sono felice qui, questo sistema mina ciò che mi rende umano. L’amore.

E guerra sia.

Ci vogliono le idee chiare!


È un po’ di giorni che ho una voglia matta di frutti di mare. C’ho questa busta in freezer da un kg piena di cozze, vongole, gamberetti e ciuffetti. Vorrei dividerla in tre parti per farne poi un’insalata di mare, un risotto alla pescatora ed uno spaghetto allo scoglio. Credo che a giorni lo farò. Voglio anche innaffiare il tutto con una bella bottiglia di Fiano…

Perché penso a questo anche mentre cerco il numero della banca? È forse più importante della rinegoziazione del mutuo?
E mentre compongo il numero penso che ci aggiungerei anche dei cubetti di zucchine nella pasta, oltre al pomodorino, il risotto invece lo arricchirei con dei porcini. Wow…
Quante idee chiare…

“Buongiorno signora, ho un mutuo presso la vostra banca, col cambio di contratto e la diminuzione delle ore lavorative il mio nuovo stipendio è pari alla rata che pago regolarmente all’inizio di ogni mese. Che cosa possiamo fare?”

Nell’attesa di una risposta che arriverà a giorni, passeggio e penso ancora ai frutti di mare che stanno in freezer. Che non sono miei, che nemmeno il freezer è mio… È tutto dei miei genitori, che non appoggiano la mia idea di rinegoziazione, che dicono che devo andare avanti cosi a scrocco altrimenti faccio la fame.
E a me la fame così passa, senza libertà. Quasi trent’anni e vivere ancora così… Come potrò mai reaponsabilizzarmi? Come potrò mai costruirmi una famiglia e fare figli e mantenerli fino a trent’anni?

Quando riuscirò finalmente ad urlare…

AMOREEE! BAMBINIII! A TAVOLA! 

Che io sono davvero fortunato, ma la dignità in questo paese civile perché la si deve costruire coi soldi degli altri?

Io finito questo mutuo di debiti non ne voglio più. È un sistema malato lavorare per avere qualcosa e non per vivere. Sacrifico questi anni per il mio nido, appena finisco io faccio le uova. Voglio insegnare a volare ai miei uccellini! Crescerli con gli ideali migliori e non con quelli imposti dal sistema. Voglio viverli, lavorare per crescerli e viverli e non per sacrificarmi per una banca.

La vita va vissuta ma se seguiamo troppo i canoni imposti ce la fregano giorni dopo giorno.

Il mio stipendio verrà usato per mangiare, stare al caldo e viaggiare, e non per pagare degli interessi.

Gli interessi non esistono. Esistono le idee chiare.

Vado a mandare qualche curriculum.

L’insalata di mare l’accompagnerei con delle bruschette.

Poi so già come andrà a finire, che ai miei figli non piacerà il pesce…

Che c’hai? C’ho la crisi!


Il mio primo post scritto con lo smartphone! Uno di quelli di fascia medioevale, 180€ simpatici donati al mediaworld per togliere di mezzo il vecchio citofonino, sul quale erano comparsi quei simboli che incidono gli zingari per indicare che sono un poveraccio.
A proposito di poveracci, a voi come vanno le cose?  Come state affrontando la crisi? Io non bene, lavoro solo mezza giornata e stringo la cinghia per tenere su almeno le poche braghe rimaste. Le prospettive di un futuro dignitoso rimangono a galla nel water perché ad ogni tirata di sciacquone sono altri soldi che se ne vanno. Ricordate la bellissima frase di… Credo fosse Aristotele… “Se è gialla sta a galla se è marrone tira lo sciacquone!” Ecco direi che quasi ci siamo! E dire che tra i bamboccioni sono tra quelli piu fortunati, un part time che forse mi darà 800€, e dico forse perché non ho ancora visto lo stipendio di gennaio. Mantenuto in casa dai genitori, per fortuna benestanti e con una macchina da prestarmi, nonostante la casa di proprietà da finire di pagare, 650€ circa di mutuo per altri tre anni, che la banca scala puntualmente ogni mese…
Cambia lavoro ti dicono! Ha visto più cazzi la Merkel delle occasioni lavorative che mi si sono presentate. Ho messo anche la mia foto sul curriculm, punto almeno sulla bellezza, ma forse dovrei cambiare sesso… Dovrei forse scrivere un curriculum simpatico, pieno di battute irriverenti? O forse farmi raccomandare da qualcuno! Qualcuno di voi è in grado di offrirmi qualcosa?
Io chiedo aiuto a tutti, con la consapevolezza che nessuno è in grado di aiutarmi! È in po’ come quando da piccolo pregavo Gesù per far si che mi svegliassi magro il giorno dopo… Insomma se non ci metto del mio non combino un cazzo, ed ora come ora, per quanto son vere le botte che avrei dato a Claudia Koll nel film di Tinto Brass, coi tempi che corrono, ci devo mettere il culo per guadagnare qualcosa!
Ma perché devo essere così pessimista? Adesso abbiamo una speranza in più, è un personaggio che fa tante cose, anche il sindaco di Firenze! Magari al terzo colpo di stato le cose andranno un po’ meglio per tutti. Ah… Speriamo che le banche si riprendano presto e che le mafie tornino a speculare come una volta, cosicché non pensino più a come fotterci quel poco che ci rimane.
Eh si oggi sono un po’ giù… Volevo indipendenza ma sono ancora attaccato al cordone ombelicale di mammà! Penso poi a quelli che stanno peggio di me, auguro almeno a tutti questi la salute! E che nessuno pensi al suicidio, che io in realtà un po’ c’ho pensato… È un’ipotesi remota, ma prevederebbe prima l’omicidio.