Dovrebbe esserlo…


Mina e Afterhours – Adesso è facile – From Youtube

Dici che mi vuoi perciò mi avrai
Dici che mi sai e poi si sa
Che tanto facile è tanto facile
Adesso che non c’è più lei
È tanto facile adesso è facile
Sapere cosa vuoi
Capire cosa sei
Ma ti ho aspettato e scopro
Che sei già passato dentro me
So che tu mi vuoi
Prendimi se puoi
E dici che mi sai
E poi mi va
Adesso è facile è tanto facile
Adesso che non c’è più lui
È tanto facile è solo facile
Capire cosa c’è
O dirsi che non c’è
Ricominciare a vivere con me per me
E adesso è facile è tanto facile
Davvero splendidi io e te
Adesso è facile è tanto facile
Capire cosa c’è e amare quel che c’è
Ricominciare a vivere per me con te
Ricominciare a vivere per me

Annunci

2014… E’ solo l’inizio! (pt.2 – Io merito di meglio.)


Non dico che siamo tutti depressi, ma questa crisi ci sta un po’ logorando, dentro tutti quanti noi sembra che manchi qualcosa, e non quel vuoto indefinibile di cui parlavo tempo fa, ma del coraggio e della fiducia in se stessi. Una volta vi erano i risultati dopo la fatica, ora risultati non ce ne sono, ci rimane solo addosso la sensazione che non abbiamo fatto abbastanza, che abbiamo sbagliato, che siamo noi quelli sbagliati.

Spesso mi sento di troppo, inutile. So fare una marea di cose e non sono mai stato ripagato in misura giusta per quello che ho fatto. Per di più ora non c’è nemmeno bisogno di me, non c’è più bisogno di nessuno ormai. Cerchiamo di arrangiarci o di chiedere favori. Il fai-da-te sta diventando un must, in quanto i soldi diminuiscono ed i prezzi dei servizi aumentano. Io sono il primo a farlo, e a subirlo.

La mattina è dura svegliarsi in questo paese… Mi pagheranno? Troverò un altro lavoro migliore? In cosa sto sbagliando? Forse davvero io non sono all’altezza e non mi merito niente.

No. Io sono all’altezza. Io sono un bravo professionista. Io sono un buon uomo. E se questo sistema non è in grado di ripagarmi per quel che davvero sono, lo dimostrerò con tutte le forze, a me stesso, chi davvero sono.

Nel mio piccolo cercherò di metterlo in culo a tutti quei ladri figli di puttana che ci hanno fatto arrivare a questo, non votandoli! Perché son loro che si meritano di svegliarsi la mattina coi complessi, non io! Son loro che si devono preoccupare di come pagare onestamente le rate del mutuo, non io, son loro che devono piangere tutte le sere perché non possono metter su famiglia, non io! Son loro che devono morire ogni giorno, non io.

Il primo che si lamenta e vengo a sapere che li ha votati ancora me lo mangio vivo. Io merito di meglio, non so voi…

La paura di non vivere.


Sono stanco di questa instabilità ma non posso mollare, non devo assolutamente farlo. Dopo tutto quello che ho passato, dopo tutti i traguardi raggiunti, buttarmi giù sarebbe da incoscienti. Non si torna indietro e non ci si deve fermare. Se camminando trovo solo sputi, fermandomi o tornando indietro ritroverò sicuramente gli stessi sputi, è andando avanti che si impara ad evitarli.

Avevo scritto queste righe per farmi forza, proprio il giorno dopo l’ultimo post. Ero davvero stanco di stare male… Decisi però di non pubblicarle, per integrarle con qualcosa di più positivo, qualcosa che avrebbe lasciato il segno.

Purtroppo però le cose sono andate a peggiorare, la vita è crudele. E’ venuto a mancare un giovane ragazzo della zona, cugino di amici, in un terrificante incidente. Una persona buona, amante della vita, timida ma sempre sorridente. Questo fatto mi ha sconvolto, ogni volta che succedono queste cose mi vien da chiedere sempre… Perché? Non se lo meritava, nemmeno la sua famiglia si meritava questa tragedia, li si vedeva spesso su facebook in foto cariche d’affetto.

Auguro a tutti loro di trovare la forza per andare avanti.

Chissà quante cose voleva fare ancora questo ragazzo nella sua vita, chissà se è mai riuscito a realizzare tutti i suoi desideri, di certo era sulla buona strada, gli piaceva molto il basket ed era arrivato addirittura a schiacciare.

Non posso nascondervi a questo punto la mia paura di morire, o peggio ancora, quella di non vivere. Io sono un coglione, io non sto vivendo. Son mesi che sto bene solo con lei e non la vedo quasi mai.

Mi sono innamorato della persona giusta, nel momento sbagliato. Come faccio a dire che è quella giusta? Perché dopo anni di coma il mio cuore si è risvegliato ed ha iniziato a parlare. Perché è il momento sbagliato? Perché lei è impegnata ed il suo lui si sta insospettendo della nostra amicizia, e si difende inviandomi diversi messaggi intimidatori.

Non ha tutti i torti, ma sa meglio di me che la loro promessa è fallita da anni, e non si è concretizzata per numerosi motivi che non posso spiegare. La cosa che più lo spaventa è che lei è innamorata di me.

Questa situazione mi ha mandato nel panico, dormo poco e mi sveglio con brividi e attacchi di diarrea, ho l’ansia appena squilla il telefono, a volte tremo e mi manca il respiro. Pensavo di essere forte, invece sono senza lucidità. Mi sento in colpa… A volte, quando sono solo, mi chiedo perché l’ho conosciuta… Poi quelle poche volte che la vedo o la sento, ringrazio il cielo per averla incontrata.

Le ho detto che sarebbe stato meglio non sentirsi per un po’. Avevo bisogno di pensare. Ho paura che lui gli possa fare del male, per colpa dei nostri sentimenti.

Si è sentita abbandonata…

La sto perdendo…

Mi sento una merda, forse perché davvero lo sono.

VOGLIO VIVERE! Ma non so se riesco ad essere una tragedia per qualcuno.

Sono stanco di questa instabilità ma non posso mollare, non devo assolutamente farlo.

A volte mi chiedo perché mi devono succedere certe cose… La risposta migliore che riesco a darmi è che forse… E’ perché sono in grado di superarle. Chi vivrà vedrà, ed io… VOGLIO VIVERE.

2014… E’ solo l’inizio! (pt.1 – Chi è con me?)


Ultimamente c’ho la morte dentro, credo sia colpa dei carboidrati, o almeno, spero…
E’ da lunedì 17 marzo che non mangio pasta, pizza, focaccia, farinacei e lieviti vari. Nemmeno una birra mi sono concesso! Mi sentivo un po’ gonfio e ho preso questa decisione, ovvero, due settimane senza carboidrati.

Naturalmente ho perso peso e mi sono anche sgonfiato, però… Mi manca qualcosa… Carboidrati a parte, mi manca qualcosa, o forse qualcuno… La mattina non mi sveglio felice, ed è una cosa che spero fortemente la sera prima di addormentarmi, cosa che faccio abbastanza presto, perché son sempre stufo della giornata appena trascorsa.

Mi infastidisco subito, per tante piccole cose, che si accumulano e diventano giganti e si mettono in fila dietro ad altre cose già giganti di loro. Preoccupazioni riguardo al futuro che non mi fanno apprezzare il presente, già difficile da apprezzare per quello che è. Sono scontroso.

Primi sintomi di una depressione. Per colpa del tempo, sia libero che metereologico, non faccio molto movimento. Non ho sfoghi e nemmeno stimoli. Mi vien voglia di prendere una bottiglia di qualcosa di forte e tante sigarette, di fronte al computer a leggere e scrivere, freno però questo istinto dopo che mi son chiesto, “a cosa mi porterebbe?”

Penso troppo al futuro, ed il presente incerto, ricco di bugie, non mi slancia verso l’infinito. Più ci penso e più son convinto che questo non è il mio mondo.

La competizione, lo sfruttamento, le falsità, l’economia, il sistema bancario, il lavoro, il concetto di libertà, la mania di possedere, la smania di successo, il potere, il significato del progresso, le etichette, la corruzione… Non è facile diventare se stessi, è più facile diventare qualcuno.

Sembra che c’è qualcosa o qualcuno che ci vuole così, inermi.

Io non sono felice qui, questo sistema mina ciò che mi rende umano. L’amore.

E guerra sia.

Che c’hai? C’ho la crisi!


Il mio primo post scritto con lo smartphone! Uno di quelli di fascia medioevale, 180€ simpatici donati al mediaworld per togliere di mezzo il vecchio citofonino, sul quale erano comparsi quei simboli che incidono gli zingari per indicare che sono un poveraccio.
A proposito di poveracci, a voi come vanno le cose?  Come state affrontando la crisi? Io non bene, lavoro solo mezza giornata e stringo la cinghia per tenere su almeno le poche braghe rimaste. Le prospettive di un futuro dignitoso rimangono a galla nel water perché ad ogni tirata di sciacquone sono altri soldi che se ne vanno. Ricordate la bellissima frase di… Credo fosse Aristotele… “Se è gialla sta a galla se è marrone tira lo sciacquone!” Ecco direi che quasi ci siamo! E dire che tra i bamboccioni sono tra quelli piu fortunati, un part time che forse mi darà 800€, e dico forse perché non ho ancora visto lo stipendio di gennaio. Mantenuto in casa dai genitori, per fortuna benestanti e con una macchina da prestarmi, nonostante la casa di proprietà da finire di pagare, 650€ circa di mutuo per altri tre anni, che la banca scala puntualmente ogni mese…
Cambia lavoro ti dicono! Ha visto più cazzi la Merkel delle occasioni lavorative che mi si sono presentate. Ho messo anche la mia foto sul curriculm, punto almeno sulla bellezza, ma forse dovrei cambiare sesso… Dovrei forse scrivere un curriculum simpatico, pieno di battute irriverenti? O forse farmi raccomandare da qualcuno! Qualcuno di voi è in grado di offrirmi qualcosa?
Io chiedo aiuto a tutti, con la consapevolezza che nessuno è in grado di aiutarmi! È in po’ come quando da piccolo pregavo Gesù per far si che mi svegliassi magro il giorno dopo… Insomma se non ci metto del mio non combino un cazzo, ed ora come ora, per quanto son vere le botte che avrei dato a Claudia Koll nel film di Tinto Brass, coi tempi che corrono, ci devo mettere il culo per guadagnare qualcosa!
Ma perché devo essere così pessimista? Adesso abbiamo una speranza in più, è un personaggio che fa tante cose, anche il sindaco di Firenze! Magari al terzo colpo di stato le cose andranno un po’ meglio per tutti. Ah… Speriamo che le banche si riprendano presto e che le mafie tornino a speculare come una volta, cosicché non pensino più a come fotterci quel poco che ci rimane.
Eh si oggi sono un po’ giù… Volevo indipendenza ma sono ancora attaccato al cordone ombelicale di mammà! Penso poi a quelli che stanno peggio di me, auguro almeno a tutti questi la salute! E che nessuno pensi al suicidio, che io in realtà un po’ c’ho pensato… È un’ipotesi remota, ma prevederebbe prima l’omicidio.

Oggi c’è il sole e ti penso felice.


Gli angoli della mia bocca guardano gli occhi, che a loro volta guardano il cielo. Il collo un po’ si piega ed il respiro si fa pieno ma anche lieve. Il cuore, e chi l’avrebbe mai detto, batte lento ma potente. Serve forse a fermare il tempo, serve forse a pensarti più a lungo. Impossibile nasconderti, lo vede un cieco e lo sente un sordo che sei dentro me. E come il limone, ad un bimbo, gli ruba il sorriso, fai tuo, il mio ebete viso…

Volevo solo essere amato.


C’è sempre stato dentro di me un notevole desiderio di riscatto. Ho sempre sognato di urlare da vincitore in tutte quelle cose che generano emozioni negli altri ed anche invidia nei miei confronti. Mi sono sempre sentito un perdente durante gran parte della mia vita.

Le ragazzine che mi urlano come fossi il leader di una boy-band, gli ultras della curva col mio nome in coro e la mia maglietta, la mia schiacciata in logo su tutte le scarpe da basket, l’alternativo in metropolitana che viaggia altrove con i miei assoli di chitarra in cuffia, la trentenne single che piange e trova coraggio leggendo il mio ultimo libro, centomila accendini accesi mentre canto la canzone d’amore del mondo, i bambini che giocano a fare Vuc’s…

“Lui è quello che ci ha fatto vincere, lui è quello che mi ha aperto il cuore, lui è quello che mi ha dato speranza, lui è il più ricco, il più bello, il più forte, il più intelligente, il più veloce e il più buono dell’universo…”

Volevo queste parole, sulla bocca di tutti, volevo che mi guardassero come se fossi l’unico vero idolo. Il successo, la miglior vendetta sui presunti nemici… Dovevano tutti rosicare.

Presunzione nata dalla sofferenza. Sofferenza nata dall’ignoranza.

Sbattendo la testa un po’ ovunque poi, ho colto il risveglio dell’intelligenza, che non è la conoscenza delle cose, ma la consapevolezza dei propri sogni e dei propri sensi. Quell’esplosione di vita poi quando ho scoperto l’empatia e l’accettazione… Che non ci sono nemici, che abbiamo tutti ragione. Ci si sente arrivati, sembra di aver capito tutto.

Succede poi che arriva lei, che ti guarda come volevi che ti guardassero tutti loro, solo perché sei tu, e ti rendi conto che non c’è mai stato niente da capire, che c’è soltanto da amare ed essere felici. Sempre.