The MoonJack


E’ da cinque minuti abbondanti che scende l’acqua dal rubinetto, talmente calda che lo specchio è diventato condensa, a Jack piace il rumore dell’acqua mentre fa la barba, lo fa sentire in movimento, parte integrante di una giostra che gira nella sua testa, nonostante ne disprezzi lo spreco, cerca infatti di radersi nel minor tempo possibile, sorprendentemente con risultati strabilianti. Jack pensa a ciò che potrà succedere una volta varcata la soglia di casa, è venerdì sera e gli amici lo aspettano al solito posto, Jack con le sue ali spicca sempre il volo, creandosi aspettative, sperando nel divertimento e nell’incontro della sua vita, la sua ipotetica anima gemella. A Jack piace quindi essere ordinato, sia in viso che negli abiti che indossa, non cerca mai di essere troppo elegante, Jeans e Polo invadono i suoi armadi, numerose scarpe da tennis hanno calzato i suoi piedi, ma mai per giocarci. L’acqua continua a scorrere, Jack apre ora la finestra perchè troppa condensa si è formata sullo specchio, vuole vederci chiaro per il momento, almeno mentre finisce di radersi, deve verificare che tutto sia perfetto, non per una convinzione maniacale, ma soltanto perchè non vede l’ora di mettere il suo profumo preferito, quello che a volte lo ha accompagnato nella realizzazione dei suoi sogni migliori.
Jack chiude l’acqua per far si che la condensa evapori prima, il silenzio improvviso del mancato scroscio dell’acqua lo riporta nel mondo reale, quel mondo che non gli appartiene. Jack fissa lo specchio, normalmente gli piace perdersi nella condensa che pian piano sparisce, che lascia spazio al riflesso del suo viso. Il circolo d’aria creato fa in modo però che la condensa si dirada dall’alto verso il basso, se fosse una mappa, da nord-est a sud-ovest. Jack dovrà aspettare più del solito stasera per vedere il suo viso, dall’angolo dello specchio però c’è qualcosa che lo chiama, una luce differente dalle altre, più la condensa sparisce più la visione si fa chiara, è la mezzaluna che si riflette, passa attraverso la finestra e si imprime nello specchio. Jack si sente quasi in un museo, ad osservare un quadro che dipinge un mondo fantastico, una vallata innevata sotto la mezzaluna, quella famosa sedia a dondolo dove tutti vorremmo sederci per osservare la vita dall’alto. Per Jack non è un messaggio casuale, è un messaggio della speranza, delle cose buone. Senza guardarsi in viso, mette subito il profumo preferito. Allo spruzzare viene inondato dai ricordi migliori, da tutti quei volti che si sono avvicinati al suo collo, sente ancora il naso di quei visi che sfiorano la sua pelle, le labbra eccitate da quel profumo, i sussurri… ed un brivido dal nulla che parte dall’orecchio percorre la sua schiena…

…Jack sa quello che vuole stasera e farà di tutto per averla…

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5 thoughts on “The MoonJack

  1. Mi piace il gioco con la condensa!
    Volevo dire una cosa, riguardo le scarpe da tennis mai usate x giocare… abbiam fatto 3 anni a giocare a tennis! E sempre con le stesse scarpe!:)

  2. Che smangiati che siete..davvero bella la metafora della mezzaluna vista come sedia a dondolo,non so da dove le tiri fuori ma mi piacciono di brutto le tue frasi poetiche

  3. Jack vorrei incontrarti per la strada, per diventare la tua aspettativa, per diventare ciò che vuoi. Perchè Jack non esiste? E’ un po’ come innamorarsi di un personaggio di un telefilm. Bravo Vicozza appena fai un libro mandami una mail.

  4. Pingback: The Jack Pilot… « VicozzaRecords

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