2014… E’ solo l’inizio! (pt.2 – Io merito di meglio.)


Non dico che siamo tutti depressi, ma questa crisi ci sta un po’ logorando, dentro tutti quanti noi sembra che manchi qualcosa, e non quel vuoto indefinibile di cui parlavo tempo fa, ma del coraggio e della fiducia in se stessi. Una volta vi erano i risultati dopo la fatica, ora risultati non ce ne sono, ci rimane solo addosso la sensazione che non abbiamo fatto abbastanza, che abbiamo sbagliato, che siamo noi quelli sbagliati.

Spesso mi sento di troppo, inutile. So fare una marea di cose e non sono mai stato ripagato in misura giusta per quello che ho fatto. Per di più ora non c’è nemmeno bisogno di me, non c’è più bisogno di nessuno ormai. Cerchiamo di arrangiarci o di chiedere favori. Il fai-da-te sta diventando un must, in quanto i soldi diminuiscono ed i prezzi dei servizi aumentano. Io sono il primo a farlo, e a subirlo.

La mattina è dura svegliarsi in questo paese… Mi pagheranno? Troverò un altro lavoro migliore? In cosa sto sbagliando? Forse davvero io non sono all’altezza e non mi merito niente.

No. Io sono all’altezza. Io sono un bravo professionista. Io sono un buon uomo. E se questo sistema non è in grado di ripagarmi per quel che davvero sono, lo dimostrerò con tutte le forze, a me stesso, chi davvero sono.

Nel mio piccolo cercherò di metterlo in culo a tutti quei ladri figli di puttana che ci hanno fatto arrivare a questo, non votandoli! Perché son loro che si meritano di svegliarsi la mattina coi complessi, non io! Son loro che si devono preoccupare di come pagare onestamente le rate del mutuo, non io, son loro che devono piangere tutte le sere perché non possono metter su famiglia, non io! Son loro che devono morire ogni giorno, non io.

Il primo che si lamenta e vengo a sapere che li ha votati ancora me lo mangio vivo. Io merito di meglio, non so voi…

Duemilaetredici… LA SVOLTA (pt.3)


Questo speciale sul 2013 prosegue.
Nasce tutto da una domanda, forse la più importante di tutte, prosegue con uno sfogo, per far ricordare alle persone che non sono un coglione.
Nella terza parte, questa, cerco di dare una risposta a questa domanda bastardissima.

“Tu cosa sei disposto a dare?”

Adesso che ho passato più di 24 ore in preda ad una febbre altissima vien quasi facile rispondere a questa domanda. Io sono disposto a dare tutto quello che ho per la salute dei miei cari. Ecco. Ho diverse cose che hanno un bel valore materiale ed economico. Che cazzo me ne faccio? Se un giorno non starò bene o se l’amore della mia vita non starà bene…

Sarei disposto a dare la mia vita? Questo ancora non lo so. Per i miei futuri figli, la risposta è assolutamente positiva. Ma per i miei fratelli, genitori o amici? Per il mio futuro amore?

La verità è che sto ancora delirando per la febbre. La quarta tachipirina sta facendo effetto e sto sudando. Non riesco a stare a letto, riesco a muovermi un pochino, volevo approfittarne per scrivere qualcosina. Ho avuto diversi incubi ed anche un allucinazione.

Nella confusione si fan chiare diverse cose che voglio. Perchè qui si cerca di rispondere a quella domanda… Ma io son sempre uno che pretende, che desidera, che vuole! Voglio fare una festa con tutti i miei amici, dove si cucina, si beve, si balla e si fa i cretini fino al mattino. Voglio stare bene. Voglio limonare e voglio ricevere delle carezze.

E te… Cosa farai da grande?


Da piccoli la stragrande maggioranza di voi avrà avuto sicuramente una risposta pronta alla classica domanda: “cosa farai da grande?”

Io risposte precise credo di non averne mai avute, possibile che aspirassi a diventare un tecnico informatico? Bah… Magari rispondevo astronauta, poliziotto, o venditore di Lego. Da adolescente invece avevo le idee un po’ più chiare, volevo fare l’attore porno o anche Batman. Da teenager avrei preferito invece diventare una rockstar oppure un narcotrafficante buono. Nella prima metà del mio ventennio volevo invece diventare un ricco proprietario terriero, fare soldi nell’informatica ed un mucchio di bambini, cinque era un bel numero secondo me. Per cause di forza maggiore le mie prospettive si accartocciarono in un mucchio di scarabocchi di pensieri e fantasie, volevo diventare uno scrittore maledetto, un poeta amato da tutti, alcolizzato e dongiovanni…

Uno stile di vita che mi ha fatto crescere, in tutti i sensi. La mia pelle lievitava ed i miei pensieri impastavano fantasie e realtà, passavo il tutto poi nella nonnapapera e creavo pappardelle d’esami di coscienza e tagliolini di consapevolezze, e come condimento, sughetti d’insicurezze e irrequietezza.

In questo ultimo anno ho ripreso coraggio, perchè ho deciso che da grande farò la rockstar, fotomodello, presidente della repubblica, proprietario terriero, attore porno esclusivamente per la mia amata, sette figli, scrittore, ristoratore, venditore di Lego, maratoneta, pilota di elicotteri e perchè no, anche l’agente segreto che salverà il mondo con la sua Harley-Davidson.

Anche il campione mondiale di tango argentino non sarebbe mica male…

Detto questo, posso andare a dormire, che dopo essermi schiarito le idee, ho da sognare cos’altro potrei diventare da grande.

 

 

 

Le galline hanno le ali ma non sanno volare.


Ho trascorso un ponte meravigliso, ho visitato delle belle città, ho sentito delle emozioni forti e son stato bene coi miei amici.

Mi è stato chiesto in questi giorni cosa io volessi dalla vita, ho risposto che ora come ora mi piacerebbe vivere un’amore, avere anche dei figli per coccolarli ed insegnargli a vivere. In generale poi voglio essere felice sempre, nelle piccole cose che mi circondano, nel mio Paese, e soprattutto con me stesso e gli altri. La serenità è l’unica cosa che mi fa star bene e voglio viverla per sempre. Mi è stato chiesto quindi, cosa volessi veramente di concreto in questa vita, io non penso però che tutti questi desideri non si possano “toccare” e allora, un po’ per scherzo, ho risposto che volevo il veliero dei Lego.

Lunedì scorso poi mi son letto “Il piccolo Principe” tutto in poco più di un’ora. Io non l’avevo mai letto. Consiglio di leggere questo libro a tutti perchè contiene più verità di tanti altri libri, ti tante altre storie e soprattutto di tante altre persone. “Il piccolo Principe” è disarmante, ti apre gli occhi, ti fa prima sentire un cretino e poi ti fortifica.

La costante ricerca che ci accompagna nella vita ci fa smuovere le cose, ci fa vivere. Bisogna capire quindi che cosa vogliamo e poi andarlo a cercare e non star li continuamente a desiderarlo. Io le ali le ho, e le voglio usare, non voglio fare la fine delle galline io. In questi giorni ho pensato tantissimo, più del mio solito e mi sento anche un po’ cresciuto. So cosa sono, so cosa voglio e so cosa non voglio, fatemi quindi spazio perchè io devo passare…

Principio di stress…


Il concetto di ferie quest’anno ha… Ma che cazzo ne so! Volevo scrivere qualcosa al riguardo ma non riesco. Mi immobilizzo di fronte al monitor ed incomincio a pensare ad un milione di cose contemporaneamente, senza concluderne nemmeno una. Vago apatico fra le cose che vorrei fare, le preoccupazioni futili, i soldi che non ho, i sacrifici, l’incoerenza, la poca voglia di fare, la solitudine e l’alienazione nei confronti di tutto.

Non ho scritto in questo periodo per mancanza di voglia e di stimoli ma cerco comunque di tenermi sempre impegnato. Quando non ho niente da fare però mi innervosisco e divento triste, mi faccio domande assurde, come ad esempio, perchè non ho ancora un figlio? Credo che sto dando giu di matto sul serio ora. Voglio esplodere, prendere a pugni un sacco, correre fino all’infarto, morire e risorgere.

Quel che sono diventato mi rende orgoglioso ma anche triste, questa consapevolezza che c’è in me mi fa sentire completamente diverso da tutte le persone che mi circondano. Peggiore o migliore, dipende dai punti di vista, dipende dai momenti, dipende… Il concetto di dipendenza non logora soltanto i drogati, gli alcolisti e i viziosi di tutti i tipi, logora anche un tipo come me che ha bisogno d’amore, che ne vede poco e ne sente ancora meno.

Le ferie, due settimane a partire dall’otto Agosto, hanno il sapore amaro del Chinotto, perchè potro fare ben poco, ma saranno comunque fresche e me le berrò tutte d’un sorso.

La mia crisi.


Il 23 Febbraio 2009 scrissi questo post.

> Piccoli uomini crescono… <

Ora ho 26 anni e nulla è cambiato, a pensarci mi girano notevolmente i coglioni, cazzo io mi sento grande ma non ho ancora l’indipendenza economica necessaria per andarmene fuori dalle palle. Da adesso in poi credo che scriverò una marea di parole cattive perchè mi sto incazzando sul serio, sempre di più. Questo sistema non mi permette di crescere, non si trova un lavoro migliore di quello che sto svolgendo, ma qui bisogna continuamente aspettare ed io vivo male.

Mi mantengono i miei genitori, con i miei soldi mi sto pagando un appartamento e cerco sempre di mettere via qualcosa ma qui non si mette mai via un cazzo. Rinuncio alle vacanze da due anni, rinuncio ai vestiti di qualità a meno che non mi stra-piacciano o non me li regalano gli altri. Cerco di andare dal parrucchiere solo quando i capelli iniziano a diventare ingestibili, spesso rinuncio a tante serate, eventi o città da visitare perchè mi è troppo costoso il viaggio. L’unica cosa buona è che fumo meno sigarette perchè fanno male e costano troppo, ne compro solo un pacchetto a settimana ormai. Non rinuncio però alle serate con gli amici perchè altrimenti veramente io non vivrei più…

C’è gente messa peggio di me e questo mi dispiace molto, io soffro così figuriamoci loro. Le mie rinunce non sono poi così pesanti però cazzo non è che chiedo chissà che cosa. Mica come certi figli di puttana… Ho visto questo servizio delle “IENE” che parla della crisi, soprattutto la crisi nera che colpisce la Costa Smeralda. Non vi nascondo che ho bestemmiato e ho augurato a quasi tutti gli intervistati la morte. Perdonami Dio perchè ho peccato…

Le Iene show – LUCCI: La crisi in Costa Smeralda 15-09-2010

Family day.


Una delle cose più brutte quando vuoi ubriacarti è quella di non riuscire ad ubriacarti. Bevi tutta sera e si fan le cinque del mattino, l’effetto incomincia ad arrivare e te fra poco dovrai andare a casa. Sei e mezza a letto, sveglia alle dieci e venti e li si che mi sento ubriaco…

A pranzo mangio come un leone, ci sono ospiti a casa, quindi lasagne e pollo con le patate, direi il meglio per il dopo sbornia. Il pomeriggio m’insocco a letto e mi sveglio alle sette di sera. Qui i pensieri si fanno malinconici.

Ho addosso uno scazzo assoluto, non ho voglia di fare niente eppure so che questa situazione sotterra l’anima e non la fa uscire più. Stasera potrei uscire e stare in posti pieni di gente… Eppure in questo momento vorrei soltanto avere una moglie e dei figli, guardare dei dvd sul divano insieme a loro, e poi fare una passeggiata per le giostre e la festa del paese.