Ci vogliono le idee chiare!


È un po’ di giorni che ho una voglia matta di frutti di mare. C’ho questa busta in freezer da un kg piena di cozze, vongole, gamberetti e ciuffetti. Vorrei dividerla in tre parti per farne poi un’insalata di mare, un risotto alla pescatora ed uno spaghetto allo scoglio. Credo che a giorni lo farò. Voglio anche innaffiare il tutto con una bella bottiglia di Fiano…

Perché penso a questo anche mentre cerco il numero della banca? È forse più importante della rinegoziazione del mutuo?
E mentre compongo il numero penso che ci aggiungerei anche dei cubetti di zucchine nella pasta, oltre al pomodorino, il risotto invece lo arricchirei con dei porcini. Wow…
Quante idee chiare…

“Buongiorno signora, ho un mutuo presso la vostra banca, col cambio di contratto e la diminuzione delle ore lavorative il mio nuovo stipendio è pari alla rata che pago regolarmente all’inizio di ogni mese. Che cosa possiamo fare?”

Nell’attesa di una risposta che arriverà a giorni, passeggio e penso ancora ai frutti di mare che stanno in freezer. Che non sono miei, che nemmeno il freezer è mio… È tutto dei miei genitori, che non appoggiano la mia idea di rinegoziazione, che dicono che devo andare avanti cosi a scrocco altrimenti faccio la fame.
E a me la fame così passa, senza libertà. Quasi trent’anni e vivere ancora così… Come potrò mai reaponsabilizzarmi? Come potrò mai costruirmi una famiglia e fare figli e mantenerli fino a trent’anni?

Quando riuscirò finalmente ad urlare…

AMOREEE! BAMBINIII! A TAVOLA! 

Che io sono davvero fortunato, ma la dignità in questo paese civile perché la si deve costruire coi soldi degli altri?

Io finito questo mutuo di debiti non ne voglio più. È un sistema malato lavorare per avere qualcosa e non per vivere. Sacrifico questi anni per il mio nido, appena finisco io faccio le uova. Voglio insegnare a volare ai miei uccellini! Crescerli con gli ideali migliori e non con quelli imposti dal sistema. Voglio viverli, lavorare per crescerli e viverli e non per sacrificarmi per una banca.

La vita va vissuta ma se seguiamo troppo i canoni imposti ce la fregano giorni dopo giorno.

Il mio stipendio verrà usato per mangiare, stare al caldo e viaggiare, e non per pagare degli interessi.

Gli interessi non esistono. Esistono le idee chiare.

Vado a mandare qualche curriculum.

L’insalata di mare l’accompagnerei con delle bruschette.

Poi so già come andrà a finire, che ai miei figli non piacerà il pesce…

Che c’hai? C’ho la crisi!


Il mio primo post scritto con lo smartphone! Uno di quelli di fascia medioevale, 180€ simpatici donati al mediaworld per togliere di mezzo il vecchio citofonino, sul quale erano comparsi quei simboli che incidono gli zingari per indicare che sono un poveraccio.
A proposito di poveracci, a voi come vanno le cose?  Come state affrontando la crisi? Io non bene, lavoro solo mezza giornata e stringo la cinghia per tenere su almeno le poche braghe rimaste. Le prospettive di un futuro dignitoso rimangono a galla nel water perché ad ogni tirata di sciacquone sono altri soldi che se ne vanno. Ricordate la bellissima frase di… Credo fosse Aristotele… “Se è gialla sta a galla se è marrone tira lo sciacquone!” Ecco direi che quasi ci siamo! E dire che tra i bamboccioni sono tra quelli piu fortunati, un part time che forse mi darà 800€, e dico forse perché non ho ancora visto lo stipendio di gennaio. Mantenuto in casa dai genitori, per fortuna benestanti e con una macchina da prestarmi, nonostante la casa di proprietà da finire di pagare, 650€ circa di mutuo per altri tre anni, che la banca scala puntualmente ogni mese…
Cambia lavoro ti dicono! Ha visto più cazzi la Merkel delle occasioni lavorative che mi si sono presentate. Ho messo anche la mia foto sul curriculm, punto almeno sulla bellezza, ma forse dovrei cambiare sesso… Dovrei forse scrivere un curriculum simpatico, pieno di battute irriverenti? O forse farmi raccomandare da qualcuno! Qualcuno di voi è in grado di offrirmi qualcosa?
Io chiedo aiuto a tutti, con la consapevolezza che nessuno è in grado di aiutarmi! È in po’ come quando da piccolo pregavo Gesù per far si che mi svegliassi magro il giorno dopo… Insomma se non ci metto del mio non combino un cazzo, ed ora come ora, per quanto son vere le botte che avrei dato a Claudia Koll nel film di Tinto Brass, coi tempi che corrono, ci devo mettere il culo per guadagnare qualcosa!
Ma perché devo essere così pessimista? Adesso abbiamo una speranza in più, è un personaggio che fa tante cose, anche il sindaco di Firenze! Magari al terzo colpo di stato le cose andranno un po’ meglio per tutti. Ah… Speriamo che le banche si riprendano presto e che le mafie tornino a speculare come una volta, cosicché non pensino più a come fotterci quel poco che ci rimane.
Eh si oggi sono un po’ giù… Volevo indipendenza ma sono ancora attaccato al cordone ombelicale di mammà! Penso poi a quelli che stanno peggio di me, auguro almeno a tutti questi la salute! E che nessuno pensi al suicidio, che io in realtà un po’ c’ho pensato… È un’ipotesi remota, ma prevederebbe prima l’omicidio.

Oggi c’è il sole e ti penso felice.


Gli angoli della mia bocca guardano gli occhi, che a loro volta guardano il cielo. Il collo un po’ si piega ed il respiro si fa pieno ma anche lieve. Il cuore, e chi l’avrebbe mai detto, batte lento ma potente. Serve forse a fermare il tempo, serve forse a pensarti più a lungo. Impossibile nasconderti, lo vede un cieco e lo sente un sordo che sei dentro me. E come il limone, ad un bimbo, gli ruba il sorriso, fai tuo, il mio ebete viso…

La messa è finita, andate in culo.


Il giudizio degli altri non mi fa più niente, sempre e solo se questi altri non mi conoscono. Son liberi di dire quello che vogliono, lo faccio anche io… Però se mi conosci e mi sbatti in faccia le mie debolezze ad una ad una… Preferisco la lapidazione, almeno prima ti dicono di cosa sei colpevole.

Se serve però a darti forza, ad andare avanti per la tua strada, lo accetto, ne prendo atto e a risultato ottenuto sarò pure contento.

Vedi però di lanciarle bene queste pietre, tanto forte quanto la tua sincerità, devono lasciarmi il segno, devono farmi capire quello che davvero vuoi dire.

“Trovagli il cuore e il debole muore.”

Dartelo in mano è un atto di coraggio. Rispettalo.

Amen un cazzo.

Che dormi…


Che gridi di nuovo dal cuore
che mi nascondo
come la merda dei cani,
fra le foglie autunnali…

Che è arrivata l’ora d’alzarmi,
che i fiori dei prati mi sono alleati
che cantan alle armi!
Che i fiori finti saranno vinti.

Che volevo esser io,
ed ovunque ho scritto,
che volevo esser bello,
e dovunque ho corso,
che volevo esser felice
e comunque ho pianto.

Che ora c’ho voglia di salvare il mondo…
E lo voglio fare con te.