The winner is… Jack!


autobus11

Jack quella mattina non si capacitava del fatto che il troppo freddo aveva creato un qualcosa di scientifico a lui sconosciuto da poter bloccare la porta del box. Senza Porche come cazzo ci arrivo in città? Pensò.
L’idea dei mezzi pubblici aveva scaturito in lui un senso di nostalgia adolescenziale tanto forte da convincersi ad andare dal tabaccaio, a piedi, e comprare sigarette e biglietti del bus. Per Jack tutto ciò non era nuovo, ma era comunque qualcosa di antico, qualcosa che non faceva da anni ormai, e da una piccola cazzata che è aspettare il pullman, egli si sentiva già più giovane e felice. Dovrei vendere la macchina! Pensò.
Alla fermata del pullman il sole incominicava a farsi più forte, alle porte dell’inverno, la luce ormai diventa quasi fastidiosa agli occhi. Jack rimipiange di aver lasciato gli occhiali da sole in macchina, i suoi mitici RayBan, che lo fanno sentire sempre più sicuro di se ogni volta che li indossa. I colori della giornata però non sarebbero apprezzabili con gli occhiali da sole, il cielo è azzurrissimo, le foglie rimaste ancora sugli alberi creano un effetto scenico da stadio, il rosso, il verde ed il giallo si alternano come se il Camerun dovesse giocare in casa, ricorda un po’ anche le fiere dei Bonzi, dove nelle bancarelle prevalgono questi colori, con collanine di Bob Marley, bandiere, sciarpe, Bong e Cyloom… Alla fermata del pullman non si trova da solo, c’è una compagnia di amiche, un ragazzo di colore pieno di borsoni, ed una signora vestita di rosso che continua a tossire e a soffiarsi il naso. Ma perchè non se ne sta a casa sua? Pensò.
Tra il gruppo di ragazze che aspettava il pullman insieme a Jack, ce n’era una che colpiva per sorriso e simpatia, indossava un giubbetto corto a giacca nero, una sciarpa bianca, un cappello nero con para orecchie stile colbacco, stivali neri con tacco e blue-jeans. La ragazza continuava a parlare sempre e solo con un’amica, e non smetteva mai di ridere, sembrava proprio felice, ed è quella felicità che colpì Jack più di tutto, più del sorriso, più degli occhi, più del sedere, nonostante avesse un gran bel sedere… A Jack non sfugge niente…
Il pullman non è ancora arrivato, Jack è stanco di aspettare, anche se il continuare ad osservare quella ragazza provocava in lui un piacere ostinato, quasi ad invidiare quella sua felicità, quasi a volerne un po’ anche per se. La tattica che usava da giovane Jack per far si che arrivasse il pullman era quella di accendersi una sigaretta, si sentiva talmente sfigato che ogni volta che l’accendeva, per andare a scuola, dopo tre tiri arrivava subito il pulman, e la sigaretta era quindi da buttare. Prende quindi il pacchetto di Marlboro, ne estrae una e l’accende. La ragazza alla vista del pacchetto si avvicina a Jack, tira fuori un sorriso e gli chiede: <<Mi scusi, gentilmente, mi offrirebbe una Marlboro? Ho finito il tabacco…>>
Jack si volta e la guarda, per qualche secondo rimane incantato da quel sorriso, dallo sguardo e dal colbacco, che rendevano quella ragazza amorevole come uno di quei personaggi dei cartoni animati giapponesi…
<<Mi dispiace ma se te la offro, l’accenderai e ti toccherà buttarla via, perchè adesso arriva il pullman. Guarda, ho fatto due tiri, ti lascio il terzo, appena il fumo uscirà dalla tua bocca, spunterà il pullman da dietro l’angolo. Io mi chiamo Jack e tu? Ah… Dammi pure del tu!>> Porge la sigaretta alla ragazza, che lo osserva stranita, lei la prende e fa un tiro, guardando verso l’angolo di strada da dove sarebbe comparso il pullman. Come per magia, tra il fumo che esce dalla bocca, dall’angolo di strada compare il pullman.
Si affianca alla fermata, si ferma e apre le porte, la gente incomincia a salire. <<Visto che ti piaciono i giochi, siediti vicino a me, e ti dirò il mio nome…>> Jack è eccitato, la ragazza aveva toccato il tasto giusto, i giochi, che per un songatore sono la chiave dei sogni più belli. Salgono sul pullman e si siedono in fondo, davanti a loro c’e il ragazzo di colore che occupa due posti insieme ai borsoni.
<<Il mio nome è 15 28 35 34 12>> il ragazzo di colore si gira con aria sconvolta <<non sono matta, nemmeno un cyborg o un androide, ti ho detto che sarebbe stato un gioco, in aggiunta ti do anche il mio numero di telefono che è 34********, sta a te associare questo numero di telefono ad un nome, e soltanto quando mi manderai un messaggio con scritto il mio nome, riceverai risposta da me!>>
Jack prende dalla tasca una penna e si segna i numeri dietro un biglietto da visita.
<<Ok, adoro i giochi ed accetto la sfida, l’unica cosa che mi serve è un indizio, oppure un regolamento, un qualcosa che mi aiuti a risolvere questi numeri, altrimenti ne aggiungo uno e li gioco alla lotteria, se ti chiamerò per dividere la vincita, mi risponderai comunque?>>
<<Non risponderò fin quando non avrai indovinato il mio nome, ogni numero, formato da due cifre compone una lettera, ed il cellulare non ti servirà soltanto per chiamarmi. Accetti la sfida?>>
<<Sfida accettata, poi se indovino però dovrai invitarmi a cena, in quanto io gioco, ma sapere soltanto il tuo nome come premio potrebbe non bastarmi…>>
<<Un nome associato ad un numero, un numero per comunicare con me, non sono preziosa, ma credo che questo possa bastare, ora ti devo salutare, questa è la mia fermata, è stato un piacere conoscerti Jack!>>
<<Piacere mio 15 28 35 34 12!>>
Quella ragazza aveva lasciato Jack molto perplesso, aveva scaturito in lui una curiosità pazzesca. Voleva sapere a tutti i costi il suo nome, voleva conoscerla a tutti i costi. Era rimasto troppo colpito da quella forza e da quella sicurezza che emanava nelle parole e nel sorriso. Prese in mano il telefono ed incominciò a fissare quei numeri.

Ogni numero, formato da due cifre compone una lettera, ed il cellulare non ti servirà soltanto per chiamarmi… 15… 28… 35… 34… 12… Ma cosa vorrà dire… Pensa Jack… Pensa… Il cellulare… Il cellulare dev’essere decisamente la chiave per risolvere questo mistero… Ma io non sono Dan Brown… il Cellulare… Pensa… Il cellulare ha dei numeri… Ha dei tasti… Ogni tasto ha dei numeri ma anche delle lettere! Se vado per comporre un messaggio e digito 15? …no così non esce nulla… Due cifre… Scompongo… 1… 5… Una volta 5… cosa esce? J… Può essere qualcosa, andiamo avanti, due volte 8… U… JU… Tre volte 5… L… JUL… Tre volte 4… I… Una volta 2… A…

JULIA!

Quella sera, in un salotto, davanti ad un camino acceso, di fianco ad un bicchiere di vino, squilla un telefono, il display si illumina. “1 nuovo messaggio ricevuto” si legge dal riflesso del bicchiere. Una mano, affusolata e sensuale, prende il telefono, un sorriso che si illumina…

“Ciao Julia, sono Jack, ho vinto te?”

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13 thoughts on “The winner is… Jack!

  1. Pingback: Jack at Capitan Stento « VicozzaRecords

  2. Credo che dovrei prendere lezioni da Julia, io il mio numero lo dò con una facilità estrema!!
    Per te Jack farò un’eccezione, ma in sede privata!! 🙂

  3. bè io le sigarette non le do così a chi capita…
    a me quei due pacchetti servono fino all’ultimo tiro della giornata.
    Però se è donna posso fare uno strappo.
    Come al solito un’ottimo racconto.
    La sfiga della sigaretta alla fermata ce l’ho avuta sempre anche io.credo sia abbastanza diffusa.

    Mi hai fatto venire in mente un post sul tema però!
    Grazie 🙂

    emm …21 31 73 93 32 62 21 allora che ne dici di darmi il tuo di numero?
    Scherzo, poi non saprei che farne ^_^

  4. @Mino, Jack è un bullo… infatti mi assomiglia!!! 😉

    @Adry, chissà che non te lo trovi veramente sotto casa questo Jack, se ti vede potresti colpirlo… non con l’ombrello però!!! Ma con lo sguardo… Jack però odia la frangia… Il tabacco finito era in onore a te Adry!!!

    @rotgas, per me è scentificamente provato che dopo tre tiri passa il pullman… ti ringrazio per i complimenti, avvisami quando uscirà il post che ti è veuto in mente!!!

  5. Spero di non incontrarlo oggi, dato che piove e sono munita di ombrello!!
    La frangia è stata eliminata da mò, ma gli occhi sono sempre nascosti…grazie x il riferimento al tabacco, un pò mi ero impersonificata, e non a torto!!

  6. Dato che siete tutti conoscitori di Cioè, volevo farvi una domanda: ho fatto sesso stanotte e il preservativo si è rotto! Entarmbi eravamo un pò fuori e lui non ricorda se è effettivamente venuto fuori, io stamattina ho scoerto che qs è il mio periodo fertile (che culo!!) secondo voi che devo fare?? E non era una semplice pomiciata…

  7. Se vuoi diventare mandre, vai avanti senza pensarci, anzi, rifai tutto senza preservativo!!! Altrimenti, pillola del giorno dopo… categorico DA PRENDERE OGGI, PRIMA LA PRENDI, AVRAI MAGGIORI POSSIBILITA’ CHE FUNZIONI.

  8. Julia carissima, mi manca la magia… quella che mi hai fatto vivere fino ad ora… ho bisogno di qualcosa che mi stupisca…
    qualcosa che mi sconvolga di nuovo la vita…

Se hai qualcosa da dire al riguardo, questo è il momento giusto.

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