I baci in discoteca per me son morti dal 2009.


Ho dato da mangiare ad una maiala. L’ho nutrita come fanno i pinguini con i loro piccoli. Aveva tanta fame ed era tanto contenta da trascinarmi ovunque, per poi saltarmi addosso. Siamo anche caduti insieme, mi son rotto le ginocchia. Le ho dato ancora da mangiare, ma lei aveva ancora fame, e girandosi, ha accettato le caramelle dell’ennesimo sconosciuto.

L’avrei apparecchiata lì in mezzo a tutti, che io sicuramente un pic-nic gliel’ho proposto, conoscendomi… Non era un granchè, carina… Roba che se mi aveste visto, vi sareste strappate i capelli, urlando qualcosa del tipo… “Se lei può perchè non posso anche io!?!?”

I baci in discoteca per me son morti dal 2009. L’ubriachezza inibisce e ti fa venir voglia di provarci con tutte, ed anche se ottieni risultati, alla fine a casa, nel cuore, nei ricordi, insomma ovunque, ovunque… Non ti rimane niente. Niente. Forse una volta, la malinconia, di fronte a queste situazioni, mi spingeva a credere ancora nell’amore. Ma ora?

Non c’è più magia, nemmeno il profumo, nessuna minima speranza. Parto ormai con questa convinzione. Mai un segno, un cazzo di segno. Quindi…

Quindi sabato sera ero un porco. Ci ho provato con tutte. Ho rischiato di litigare con un sacco di ragazzi. In bagno un piccoletto voleva picchiarmi forte, probabilmente perchè ci ho provato con la sua ragazza, ma io ci provo con tutte, non era una questione personale, ma certe persone queste cose non le capiscono. Normalmente sono quelle persone che mettono corna a chiunque…

Non ho portato a casa nessun numero, nessun nome. Ho però trovato un biglietto da visita in tasca, ce l’ aveva anche Elia. Ce lo avevano tutti. Vado però su questo sito e mi trovo in diverse foto, una con due maiale poliziotte, un’altra con una ragazza molto bella ed il mio amico Elia.

Elia… Il bastardo è più piccolo di me, ma in queste cose molto più sveglio. Lui ha portato a casa numeri di telefono, contatti, di gente anche non troppo lontana. Ma soprattutto figa.

Vabbè qualcuno ha taggato sta bellissima ragazza, TAC. La contatto subito.

“Ciao, sono il ginecologo ubriaco.”

“ahahahah oh cazzo… alla fine ce l’hai fatta a trovarmi”

IL TEATRO DEGLI ORRORI – Pagina tratta dal romanzo “Vita da rocker!”


“Stasera mi sbronzo di brutto
e alla fine mi sdraio per terra e dormo come un cane!
Mi passasse sopra un tir o un intercity… Io me ne frego!!!
Me ne frego di Dio!!!
Me ne frego del demonio!!!
Me ne frego dei sacramenti!!!
Me ne frego di te!!!
Non me ne frega niente di Dio, del demonio, dei sacramenti e di te!!!”

IL TEATRO DEGLI ORRORI – “E lei venne!”

Ad un concerto gratuito non potevo di certo presentarmi sobrio! Allora seguo quasi alla lettera parte del testo di una splendida canzone de IL TEATRO DEGLI ORRORI, e bevo! In compagnia di altri “buoni gomiti”, uno scenario naturale, sotto gli alberi, a mangiare una pizza d’asporto e a bere DU DEMON scadute da sette mesi. Io me ne scolo quattro, e sono bello carico! Voglio gridare le loro canzoni, voglio scatenarmi, voglio inveire contro il sistema a suon di ottimo ROCK!

Arrivati alla festa pago subito una media rossa e me la scolo sotto il palco! Questo gruppo è dinamite sul palcoscenico, la gente sotto però pare non accorgersene troppo, non si lascia prendere ne dal ritmo ne dalla rabbia, pochissimo pogo al quale partecipo ubriaco, cerco anche di farlo nascere un paio di volte ma non c’è stata risposta. MEGLIO COSI’. Me li sono goduti questi musicisti, me li sono cantati, ringraziati, me li sono arrabbiati… Il mio cuore pareva un bimbo nella culla che gioca coi suoi trillini e carillon…

Finito il concerto l’alcol prende possesso del lato migliore di me. Sono euforico e bevo un’altra rossa media, si ride fra noi mangiucchiando qualcosa, la dieta in certe occasioni non la si deve seguire!!! Vita da rocker! Faccio quindi il pirla con un paio di ragazze, una di queste si chiama francesca, ma sfiga per lei che io capisca  ONESTA. Allora a tirarla scema perchè doveva sposarmi, in quanto il mio secondo nome è un aggettivo molto simile e saremmo stati la coppia che avrebbe salvato sicuramente il mondo! In due minuti i miei compagni di sbronza mi portan via che c’è da andare… (…niente da fare…)

Tornati al paese incontro altri amici con altri loro amici che non conosco. La sbronza sussiste e tra questi c’è una gran bella ragazza, allora faccio lo splendido! PRINCIPESSA! E sviolinate varie che tutti giù a ridere! Allora salgo addirittura in piedi sul tavolo e faccio lo showman, una battuta dietro l’altra che si ride come dei pazzi (battute di scarso valore artistico, ma anche il pubblico era bello sbronzo!) Che poi questa limona con uno di fianco e salta fuori che è il moroso, ULTRAGELOSO, ma che ride come un matto allora glielo dico: “CAZZO DIMMELO CHE E’ LA TUA MOROSA CHE STO ZITTO!” Ma tutti ancora giù a ridere, che alla fine poi salta fuori pure che è minorenne! Diciassette anni di figa! E io sostengo che me la sarei fatta lo stesso! E tutti ancora giù a ridere! Ahahah… (…niente da fare…)

Andiamo a casa va… Che s’è fatto tardi, meno male che il giorno dopo l’ho preso di ferie… Eh si… Era premeditata questa sbronza! Allora visto che son quasi le cinque del mattino, e la dieta in certe occasioni non la si deve seguire, mangiamoci un bel MAGNUM! Si… Proprio buono questo gelato…

“Poi mi ha svegliato mio padre!
Ero sdraiato sul divano,
con mezzo gelato sciolto in faccia…
L’altra metà sciolta sulla spalla
con sulla pancia lo stecchino del Magnum…
S’è spaventato papino…

Pensava fossi morto!”

IL TEATRO DEGLI SBRONZI – “E lui bevve!”

Pisa e le sue risa…


Pisa, Battistero di San Giovanni, di Flavio (the new entry) Alcuni diritti riservati

Fosse sempre così cazzo… Uscire dal lavoro alle sedici, lavarsi e trovarsi sotto casa Albert, VAilo e Flavio (the new entry) pronti per partire. Fosse veramente tutti i giorni così…

Pisa è una cittadina decisamente adorabile. La sera respira, nel suo centro storico, nelle luci riflesse nell’Arno, nei corpi di centinaia di giovani che bevono e chiaccherano… Avere poi Piazza dei Miracoli tutta per se non ha prezzo… Non aggiungo altro, alzate il culo ed andateci con le persone che amate.

Ora è notte fonda, sono le due e mezza, io e Albert siamo belli svegli e abbiamo anche svegliato gli altri, sembra proprio di essere in gita. Al buio scrivo questi pensieri e si parla tutti quanti. Siamo stanchissimi, ma si sta ancora un po’ svegli a scherzare tra noi, quasi a voler trasgredire un ipotetico coprifuoco, la sensazione è decisamente questa. Non sarà mai troppo tardi per fare le cose, quello che si è provato da bambini o a sedici anni lo si può provare anche a ventisette, e secondo me, anche a sessanta…

Rido e vomito…


Un sabato al bar del paese con l’intenzione di trascorrere una serata tranquilla, tre birrette, tre risate con gli amici, il tema era “spensieratezza” e così fu. Dopo la terza Super Tennent’s a stomaco vuoto ero già ubriaco, il mondo mi sorrideva ed io rispondevo facendogli l’occhiolino. Ero talmente contento che non son riuscito a dire STOP e ne ho bevute altre tre chiudendo la serie con un bel panino farcitissimo… Lo divoro in un attimo!

Tutto ciò però ha vita breve, mi accompagnano a casa e vado direttamente in cameretta perchè giù ci sono il Coreano e il Serio ancora svegli a guardar la tv. Mi sdraio e tutto incomincia a girare vorticosamente, appoggio quindi il piede per terra ma non funziona, dicono che i giramenti dovrebbero smettere ma sono solo palle… Allora mi alzo da letto ed incomincio a girare per la camera in senso contrario fin quando non mi ritrovo con la bocca piena di vomito!!! Non so più che fare… Giù ci sono quei due svegli, se vado nel bagno di sopra sveglierei la Gerry e io mica posso fare queste figure con mia madre, allora guardo il cestino, poi la finestra, poi il cestino, infine apro la finestra e incomincio a vomitare come un dannato giù nel cortile! Rido e vomito facendo un fracasso che rimbomba sulle mura delle case dei vicini, non credevo a quello che stavo facendo…

Le risate però finiscono appena mi rendo conto del danno fatto, una pozzanghera post-alluvione piena di vomito splende sotto la mia finestra… Che fare? Metto la tuta ed esco di casa, cercavo una canna dell’acqua per pulire il tutto ma il Coreano avea chiuso tutti i rubinetti… Che fare allora? Per fortuna che c’è un secchio pieno di cenere, evidentemente avevano appena pulito il camino, applico quindi la tattica dei bidelli! Scopa e segatura per il vomito dei bambini. Se con la cenere ci pulivano i panni… Perchè non pulirci anche il vomito? Beh la somma di idee ha funzionato e me ne torno a letto beato… Sono un ninja cazzo!!!

Beato un cacchio! Riprende tutto a girare, ma questa volta stringo i denti! Sono un cazzutissimo ninja io! Wuattà!

Bologna.


La sveglia alle sei è peggio di un calcio nei coglioni, è una botta che ti prende da fuori e pian piano il dolore s’intensifica nel basso ventre. La sveglia alle sei è però necessaria per prendere il treno delle sette e venti che ci porterà a Bologna, la città dell’affettato, degli universitari e dei portici. Più 38 km di portici attraversano questa città! Ricordo lo stesso stupore quando scoprii che l’intestino di un essere umano è lungo 9 metri!

I protagonisti di questa avventura sono Albert, il VAilo, lo Sganze, io e Paolo. Ma chi è Paolo? Paolo è il nostro nuovo compagno di avventure, un ragazzo modesto del centro Padania che fa il consulente informatico per una delle più importanti aziende del paese, lui gira il mondo col fagotto legato al bastone ed in uno dei suoi tanti viaggi incontrò il VAilo. Fu subito amore e lavorarono insieme per diversi mesi,  poi però il fato li divise ma loro continuarono a sentirsi, a vedersi, ad amarsi. La cosa piacque un sacco anche ad Albert, roba da portarli a partire insieme per l’Europa due anni fa… Una cosa a tre nel vecchio continente. Beh… Dopo questa esperienza direi che se fanno un altro viaggio mi aggrego pure io. Paolo è un personaggio dei fumetti, tranquillo, pacato e compostissimo, la prima cosa a cui ho pensato su di lui è che fosse un supereroe in incognito, tipo Clark Kent…

Bologna è proprio una gran bella città, si fanno un sacco di cose… Si cammina sotto i portici senza perdersi, si visitano le università chiuse, s’incontra una classe di fighe nel museo più sfigato della città, si spendono 10 euro per un aperitivo, si raddrizzano le torri con lo sguardo, si pranza con pane e mortadella e lambrusco, si offre un panino alla barbona di turno, si compra il lambrusco nei negozi degli indiani, si parla male del comportamento della chiesa cattolica nella storia del mondo passeggiando nel duomo, si bevono spritz nei bar delle biblioteche, si fanno aperitivi spartani in albergo guardando film di Renato Pozzetto, ci si lava con il detergente intimo, si beve una birra ogni 10 metri, si scoprono case di parenti lontani, si beve il negroni in un bar che ha il cesso nascosto sottobanco, c’è poi un’osteria dove si mangia divinamente, consigliata da Paolo, già uomo di mondo qui a Bologna dal lontano 1984. Dopo mangiato si bevono gli amari un po’ in giro, e si passeggia tra la gente, tra i locali, i più interessanti sono tutti sottoterra e anche molto imboscati, si balla la techno minimale, Albert e Sganze fanno anche una gara di breakdance, si canta sotto i portici, si canta di notte canzoni di Natale sotto il grande albero in piazza del Nettuno, si finisce a scoprire in anteprima il modello di una nuova automobile, lasciata apparentemente incostudita sotto uno dei tanti portici bolognesi. Ci si sveglia poi in una stanza che sa di morte, vino rosso fermentato e scorregge di pesci di fiume.

Bologna è proprio una gran bella città, ma è proprio piena di gente strana… Abbiamo visto persone educate ma anche persone maleducate e fredde. Onestamente qui l’andazzo non è che cambi molto, ma credevo che a Bologna la gente se la tirasse di meno, trovando un riscontro positivo sul lato estetico ma negativo su quello intellettuale. Ora  è chiaro che io non posso permettermi di catalogare i bolognesi, ma la maggior parte delle persone che ho visto non mi è per niente piaciuta. Sembra quasi che ti parlino dal piedistallo…

Aneddoti che ricordo…

<<Ma la parola filologia esiste?>>
Albert di fronte all’aula di filologia italiana dell’università di Bologna.

<<C’è che qui i miei amici non hanno soldi, quindi se è gratis lei porti tutto quello che vuole da mangiare!>>
VAilo alla cameriera di un bar, dopo che ci aveva chiesto se avevamo bisogno di altro.

<<Ma si… Metti tre fette di mortadella in questo!>>
Io al VAilo che farciva il panino donato alla barbona. Noi poi rimanemmo senza…

<<E questo Fernet è per il ragazzo ubriaco…>>
Il cameriere mentre mi serviva il Fernet…

<<Ma tu che cazzo vuoi?>>
Una ragazza mentre la guardavo aiutare un’altra ragazza con delle sue amiche.

<<Ma che cazzo ridi?>>
La stessa ragazza, dopo che le ho chiesto se gli serviva una mano…

<<Sorrido perchè siete tanto carine e mi fate tenerezza!>>
La mia risposta alla domanda precedente.

<<Se la bevo di rigore andiamo a fighe, anzi, prima andiamo a mangiare>>
Paolo prende posizione nelle indecisioni del gruppo, e vince!

<<Ma non vedi che c’è la telecamera? Non vedi che c’è la telecamera? Non vedi che c’è la telecamera? …>>
Un omone di colore continuava a dire così al posto di picchiarmi, in quanto avevo tolto la coperta alla macchina in esposizione…

<<Ma cazzo io non sono ancora ubriaco, perchè siamo andati subito a ballare, dovevamo bere ancora!>>
Io, vistosamente ubriaco!

<<Dovevate provarci con la ragazza che stava male…>>
Sganze rimprovera noi single per essere andati in bianco…

<<Cos’è stato? Il terremoto?>>
Albert, dopo che sono caduto dal letto nel sonno…

Al compleanno di Gerry…


Gerry è la madre dell’amore, della bellezza e della pace in terra. Gerry è mia madre e ieri ha compiuto 26 anni (l’età di una signora non si può mica dire, la si deve dividere sempre per due).

Il giovedì precedente sono riuscito ad acquistare una bella borsa di Calvin Klein, grazie anche all’aiuto del mio amico Albert, che lui di donne se ne intende più di me. Trovare un posto per nascondere la borsa, in casa mia, non è un problema, in quanto sotto il mio letto, essendo Batman, c’è il passaggio segreto per la bat-caverna, ma questo forse non avrei dovuto dirlo.

Di solito però, alla Gerry, le facciamo trovare anche dei pasticcini e dei fiori, ma come ho detto prima (ma dove?!?!), di lunedì le pasticcerie sono chiuse ed i fioristi s’impegnano solo per i funerali. Il Nano (mio fratello, quello che ha 6 anni in meno di me ma è alto come me) è però in casa tutto il giorno a fare un cazzo, decide quindi di uscire dal paese ed andare dal primo fiorista che c’è aperto (in Patagonia) e di comprare una composizione floreale degna della madre più bella del mondo. Di sicuro i soldi glieli avrà dati il coreano (mio padre, che non è coreano ma c’ha i baffi), credo che di soldi gliene avrà dati anche parecchi, che non mi può tornare con un vasetto di merda con dentro un fiore dei lego e due foglie della siepe di fronte…

Per me il ragazzo ha fatto il furbetto ed ha tenuto i soldi, magari per pagare la sua parte di borsa, a questo punto si potrebbe anche chiudere un occhio al riguardo, ma qui, di soldi, che è martedì, non ne ho ancora visti… Speriamo non si droghi…

Decidiamo di festeggiare in una pizzeria dove fanno anche del buon pesce, il regalo lo nascondo nella mia bat-mobile, devo quindi guidare per forza io e convinco facilmente mio padre a non prendere la sua auto, facendogli notare che avrebbe potuto bere qualcosa in più del solito, senza la preoccupazione di dover guidare. Mangiamo come dei porcelli di mare, antipasto misto di mare, risotto ai frutti di mare, grigliata mista di pesci di mare, mare, mare, mare, ma che voglia di arrivare li da te…

Finito l’itticidio, prima del dolce, lancio di nascosto le chiavi al Nano, seduto di fianco a me, non prima di avergli inviato un sms con scritto: “Il regalo è nel baule, esci e fai finta che devi rispondere ad una telefonata”. Questo, con uno scatto felino, uno di quelli obesi con ancora la lisca in bocca, corre fuori e torna con questo bel pacco abbastanza anonimo…

Gerry: <<Un altro regalo?!? Ma mi avete già fatto i fiori oggi!>>

Io: <<E chiami fiori quel vasetto del cazzo con dentro due foglie? Questo è il vero regalo da parte di tutti!>>

Nano: <<Oh cazzo dici che quei fiori li ho pagati più di quella borsa…>>

Io: <<Ma se me li devi ancora dare i soldi per la borsa!>>

Gerry: <<Ah… E’ una borsa…>>

Yann Tiersen in concerto.


Era da diversi anni che aspettavo questo momento, e finalmente è arrivato. Sono appena tornato dal concerto di Yann Tiersen tenutosi al Carroponte di Milano e mi sento abbastanza realizzato. Sentire dal vivo un genio musicale del suo livello è un’esperienza che tutti quanti dovrebbero provare nella vita…

Yann Tiersen è un polistrumentalista minimalista francese, diventato famoso a livello mondiale grazie alla colonna sonora di uno dei miei film preferiti, “Il favoloso mondo di Amelie” e anche di “Good bye Lenin”. Crea principalmente pezzi strumentali che variano dal rock, alla musica classica e folkloristica francese. A me fanno impazzire le composizioni per fisarmonica, violino e pianoforte. Brani che fanno viaggiare la mente, che fanno sognare.

Peccato però che Yann questo giro mi abbia fatto uno scherzetto e la scaletta non prevedeva queste composizioni, purtroppo i suoi live si differenziano molto fra loro, a volte suona con un’orchestra, altre invece si cimenta in sessioni minimaliste con un batterista ed un chitarrista. Questa sera invece aveva una vera e propria band e si è cimentato in sessioni ritmiche poco melodiche e molto rockeggianti, toccando pochissime volte il violino, non considerando proprio il pianoforte e la fisarmonica, un gran peccato per le mie orecchie e per le mie aspettative classiche e folkloristiche.

Il ragazzo però ha saputo comunque stupirmi con pezzi che non avevo mai sentito e che ha fatto godere me e il pubblico pagante, numeroso e appagato. Andrò sicuramente a rivederlo, ma in condizioni migliori.

Dico condizioni migliori perchè al Carroponte, con queste temperature, in mezzo alla gente non ci si può stare. La cappa di afa presente constantemente su Milano, le zanzare giganti che trapassavano i jeans e la folla tutta bella appiccicata, portavano la temperatura alle stelle creando diversi disagi che non permettevano di godere a pieno della performance musicale. Qui purtroppo non è come in un concerto rock o pop dove si poga o si balla, creando del sudore giustificato dal movimento, qui bisogna starsene concentrati per godere a fondo ogni singola nota del musicista, e nonostante nessuno si muovesse, le mie tempie sgorgavano acqua più dei fontanili che ci sono nelle mie zone. Teo ha addirittura ringraziato Dio per avergli donato alla nascita le sopracciglia, altrimenti gli servivano dei tergicristalli per non far cadere acqua agli occhi. Una ragazza di fianco a me è addirittura svenuta…

Ma poi l’abbiamo capito che dovevamo spostarci da li, e sdraiati sull’erba tutto era più incantevole…