Dovrebbe esserlo…


Mina e Afterhours – Adesso è facile – From Youtube

Dici che mi vuoi perciò mi avrai
Dici che mi sai e poi si sa
Che tanto facile è tanto facile
Adesso che non c’è più lei
È tanto facile adesso è facile
Sapere cosa vuoi
Capire cosa sei
Ma ti ho aspettato e scopro
Che sei già passato dentro me
So che tu mi vuoi
Prendimi se puoi
E dici che mi sai
E poi mi va
Adesso è facile è tanto facile
Adesso che non c’è più lui
È tanto facile è solo facile
Capire cosa c’è
O dirsi che non c’è
Ricominciare a vivere con me per me
E adesso è facile è tanto facile
Davvero splendidi io e te
Adesso è facile è tanto facile
Capire cosa c’è e amare quel che c’è
Ricominciare a vivere per me con te
Ricominciare a vivere per me

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La paura di non vivere.


Sono stanco di questa instabilità ma non posso mollare, non devo assolutamente farlo. Dopo tutto quello che ho passato, dopo tutti i traguardi raggiunti, buttarmi giù sarebbe da incoscienti. Non si torna indietro e non ci si deve fermare. Se camminando trovo solo sputi, fermandomi o tornando indietro ritroverò sicuramente gli stessi sputi, è andando avanti che si impara ad evitarli.

Avevo scritto queste righe per farmi forza, proprio il giorno dopo l’ultimo post. Ero davvero stanco di stare male… Decisi però di non pubblicarle, per integrarle con qualcosa di più positivo, qualcosa che avrebbe lasciato il segno.

Purtroppo però le cose sono andate a peggiorare, la vita è crudele. E’ venuto a mancare un giovane ragazzo della zona, cugino di amici, in un terrificante incidente. Una persona buona, amante della vita, timida ma sempre sorridente. Questo fatto mi ha sconvolto, ogni volta che succedono queste cose mi vien da chiedere sempre… Perché? Non se lo meritava, nemmeno la sua famiglia si meritava questa tragedia, li si vedeva spesso su facebook in foto cariche d’affetto.

Auguro a tutti loro di trovare la forza per andare avanti.

Chissà quante cose voleva fare ancora questo ragazzo nella sua vita, chissà se è mai riuscito a realizzare tutti i suoi desideri, di certo era sulla buona strada, gli piaceva molto il basket ed era arrivato addirittura a schiacciare.

Non posso nascondervi a questo punto la mia paura di morire, o peggio ancora, quella di non vivere. Io sono un coglione, io non sto vivendo. Son mesi che sto bene solo con lei e non la vedo quasi mai.

Mi sono innamorato della persona giusta, nel momento sbagliato. Come faccio a dire che è quella giusta? Perché dopo anni di coma il mio cuore si è risvegliato ed ha iniziato a parlare. Perché è il momento sbagliato? Perché lei è impegnata ed il suo lui si sta insospettendo della nostra amicizia, e si difende inviandomi diversi messaggi intimidatori.

Non ha tutti i torti, ma sa meglio di me che la loro promessa è fallita da anni, e non si è concretizzata per numerosi motivi che non posso spiegare. La cosa che più lo spaventa è che lei è innamorata di me.

Questa situazione mi ha mandato nel panico, dormo poco e mi sveglio con brividi e attacchi di diarrea, ho l’ansia appena squilla il telefono, a volte tremo e mi manca il respiro. Pensavo di essere forte, invece sono senza lucidità. Mi sento in colpa… A volte, quando sono solo, mi chiedo perché l’ho conosciuta… Poi quelle poche volte che la vedo o la sento, ringrazio il cielo per averla incontrata.

Le ho detto che sarebbe stato meglio non sentirsi per un po’. Avevo bisogno di pensare. Ho paura che lui gli possa fare del male, per colpa dei nostri sentimenti.

Si è sentita abbandonata…

La sto perdendo…

Mi sento una merda, forse perché davvero lo sono.

VOGLIO VIVERE! Ma non so se riesco ad essere una tragedia per qualcuno.

Sono stanco di questa instabilità ma non posso mollare, non devo assolutamente farlo.

A volte mi chiedo perché mi devono succedere certe cose… La risposta migliore che riesco a darmi è che forse… E’ perché sono in grado di superarle. Chi vivrà vedrà, ed io… VOGLIO VIVERE.

Chissà… Magari domani…


Le giornate scorrono veloci, ci si sveglia e si va al lavoro per qualche ora, si pranza in fretta e furia e poi si cerca altro lavoro, o si fa qualche commissione, o qualche “lavoretto” per arrotondare, dell’attività fisica, o se tutto va bene vedo l’amore.

Ci si lava, si cena senza gusto e poi si è stanchi, e ci si ammazza con una passeggiata definitiva oppure si va a letto stravolti sperando in un giorno migliore.

Quanti mesi che si va avanti così? Quanti curriculum? Quante preghiere? Quante incazzature? Zero risultati.

Teniamo duro?

Io mi sono rotto…

Ho questa ossessione di ricerca della libertà ed indipendenza che non riesco più a godermi la vita.

2014… E’ solo l’inizio! (pt.1 – Chi è con me?)


Ultimamente c’ho la morte dentro, credo sia colpa dei carboidrati, o almeno, spero…
E’ da lunedì 17 marzo che non mangio pasta, pizza, focaccia, farinacei e lieviti vari. Nemmeno una birra mi sono concesso! Mi sentivo un po’ gonfio e ho preso questa decisione, ovvero, due settimane senza carboidrati.

Naturalmente ho perso peso e mi sono anche sgonfiato, però… Mi manca qualcosa… Carboidrati a parte, mi manca qualcosa, o forse qualcuno… La mattina non mi sveglio felice, ed è una cosa che spero fortemente la sera prima di addormentarmi, cosa che faccio abbastanza presto, perché son sempre stufo della giornata appena trascorsa.

Mi infastidisco subito, per tante piccole cose, che si accumulano e diventano giganti e si mettono in fila dietro ad altre cose già giganti di loro. Preoccupazioni riguardo al futuro che non mi fanno apprezzare il presente, già difficile da apprezzare per quello che è. Sono scontroso.

Primi sintomi di una depressione. Per colpa del tempo, sia libero che metereologico, non faccio molto movimento. Non ho sfoghi e nemmeno stimoli. Mi vien voglia di prendere una bottiglia di qualcosa di forte e tante sigarette, di fronte al computer a leggere e scrivere, freno però questo istinto dopo che mi son chiesto, “a cosa mi porterebbe?”

Penso troppo al futuro, ed il presente incerto, ricco di bugie, non mi slancia verso l’infinito. Più ci penso e più son convinto che questo non è il mio mondo.

La competizione, lo sfruttamento, le falsità, l’economia, il sistema bancario, il lavoro, il concetto di libertà, la mania di possedere, la smania di successo, il potere, il significato del progresso, le etichette, la corruzione… Non è facile diventare se stessi, è più facile diventare qualcuno.

Sembra che c’è qualcosa o qualcuno che ci vuole così, inermi.

Io non sono felice qui, questo sistema mina ciò che mi rende umano. L’amore.

E guerra sia.

Oggi c’è il sole e ti penso felice.


Gli angoli della mia bocca guardano gli occhi, che a loro volta guardano il cielo. Il collo un po’ si piega ed il respiro si fa pieno ma anche lieve. Il cuore, e chi l’avrebbe mai detto, batte lento ma potente. Serve forse a fermare il tempo, serve forse a pensarti più a lungo. Impossibile nasconderti, lo vede un cieco e lo sente un sordo che sei dentro me. E come il limone, ad un bimbo, gli ruba il sorriso, fai tuo, il mio ebete viso…

Duemilaetredici… LA SVOLTA (pt.12 – Considerazioni finali?)


Mancano pochi giorni alla fine di quest’anno di cambiamenti, non mi piace più tirare le conclusioni, ma è doveroso fare delle riflessioni su questo periodo fondamentale della mia vita, e anche un po’ della vostra. Personalmente un anno favoloso e ricco di sorprese.

Tutto ebbe inizio in una piazza di Firenze, dove ubriaco insieme agli amici brindammo al nuovo anno augurando al mondo intero LA SVOLTA, il cambiamento che doveva avvenire in tutti noi, presi sul serio questa cosa, chi mi legge lo sa… Chi vuole il cambiamento deve fare un cambiamento.

Cosa è successo quest’anno di così eclatante? Tante, tantissime belle cose. Certo, ne son successe anche di tragiche, la vita a volte ci prende a schiaffi in faccia, anche gratuitamente, e non possiamo far altro che imparare la lezione, o mandar giù il boccone amaro a testa alta e continuare a vivere per godere di tutto quello che ci circonda.

Quindi cosa diavolo è successo? Beh… Tante cose che vien da dire… “E chi l’avrebbe mai detto?!?”

In grande, è successo che viene eletto un nuovo Papa senza che sia morto il precedente, alle elezioni politiche un movimento di cittadini, che non fanno della politica una professione, è riuscito ad entrare in parlamento ed in senato, la Cassazione conferma la condanna per Berlusconi per il processo Mediaset, in Giappone nasce una nuova isola, il Senato approva la decadenza di Berlusconi da senatore, Hannah Montana diventa un mignottone…

In piccolo, che poi son e svolte migliori, il VAilo e Gian sono andati a convivere, e non insieme! Talento si è sposata e ha fatto un bellissimo bambino. Elia ha trovato lavoro in Italia e non contento ne ha trovato un altro a Londra dove sta facendo un’esperienza importantissima, non prima di aver vinto il campionato di basket assieme al Cipo e al Melo. Beppe ha comprato casa, pure Pasqua l’ha comprata. Mio fratello maggiore ha ottenuto il tanto desiderato aumento, Albert ha smesso di bere, Mino lavora più vicino, GE ha annunciato le sue nozze e sicuramente mi sfugge ancora qualcosa ma la finisco qui…

Io… Io finalmente ho avuto tempo per me stesso e per realizzare alcuni sogni che avevo messo nel cassetto, come viaggiare, correre e fare tanti km in bicicletta, conoscere gente nuova, accettare e affrontare la sofferenza, conoscermi, andare in pari con gli arretrati e notizia delle notizie, anche innamorarmi.

Possiamo quindi dire che sia stato un anno meraviglioso? Perché no. Questa è la mia vita, è composta da me e da tutto quello che mi circonda, prendo solo il meglio, il peggio mi serve da lezione, per imparare ad andare avanti per la mia strada, che sento che è quella giusta ma… Anche se fosse quella sbagliata, prima o poi arriverò ad un bivio e sceglierò la direzione che scaturirà in me i sogni più belli, perché ho imparato a realizzarli.

LA SVOLTA non è altro che la consapevolezza che si può star bene e che bisogna agire per farlo. E’ stato l’anno del cambiamento e delle più grandi illuminazioni. Non finirà mai e sarò sempre in grado di agire e di star bene in questo meraviglioso casino che chiamiamo vita. E brinderò all’anno finito e all’anno che verrà.

2014 – E’ solo l’inizio!

Volevo solo essere amato.


C’è sempre stato dentro di me un notevole desiderio di riscatto. Ho sempre sognato di urlare da vincitore in tutte quelle cose che generano emozioni negli altri ed anche invidia nei miei confronti. Mi sono sempre sentito un perdente durante gran parte della mia vita.

Le ragazzine che mi urlano come fossi il leader di una boy-band, gli ultras della curva col mio nome in coro e la mia maglietta, la mia schiacciata in logo su tutte le scarpe da basket, l’alternativo in metropolitana che viaggia altrove con i miei assoli di chitarra in cuffia, la trentenne single che piange e trova coraggio leggendo il mio ultimo libro, centomila accendini accesi mentre canto la canzone d’amore del mondo, i bambini che giocano a fare Vuc’s…

“Lui è quello che ci ha fatto vincere, lui è quello che mi ha aperto il cuore, lui è quello che mi ha dato speranza, lui è il più ricco, il più bello, il più forte, il più intelligente, il più veloce e il più buono dell’universo…”

Volevo queste parole, sulla bocca di tutti, volevo che mi guardassero come se fossi l’unico vero idolo. Il successo, la miglior vendetta sui presunti nemici… Dovevano tutti rosicare.

Presunzione nata dalla sofferenza. Sofferenza nata dall’ignoranza.

Sbattendo la testa un po’ ovunque poi, ho colto il risveglio dell’intelligenza, che non è la conoscenza delle cose, ma la consapevolezza dei propri sogni e dei propri sensi. Quell’esplosione di vita poi quando ho scoperto l’empatia e l’accettazione… Che non ci sono nemici, che abbiamo tutti ragione. Ci si sente arrivati, sembra di aver capito tutto.

Succede poi che arriva lei, che ti guarda come volevi che ti guardassero tutti loro, solo perché sei tu, e ti rendi conto che non c’è mai stato niente da capire, che c’è soltanto da amare ed essere felici. Sempre.