Dietro casa mia…


Dietro casa mia, una volta, c’erano i campi d’erba alta, che venivano usati per fare il fieno. Erano tutti suddivisi dai fossi, che rigogliosi si facevano sentire, assieme alle rane, nelle notti di primavera e d’estate. Da bambini li saltavamo, ci finivamo dentro, li esploravamo… Da bambini eravamo sempre nei campi a rincorrerci, a giocare a palla, o a fare le missioni avventurose con i bastoni e i viveri necessari per fare merenda in mezzo ai prati. Noi eravamo quelli che sapevamo le scorciatoie per arrivare dall’altra parte dei paese, grazie a quei campi…

Dietro casa mia, ora, ci sono i palazzi, un minimarket, un bar, una pizzeria ed altre villette. Una lunga lingua d’asfalto collega il tutto e crea il passaggio a nord-ovest utile per attraversare il paese. Una volta solo in pochi conoscevano quella strada e la si poteva fare solo in bicicletta… Ora ci passano macchine e camion a tutte le ore, e per darci il contentino hanno costruito una pista ciclabile utilizzata per di più da cacatoio per cani. Adesso ormai non si sentono più le rane, e nemmeno l’acqua dei fossi, ma solo automobili e numerosissimi rumori domestici.

Dietro casa mia, una volta, c’era un bosco ricco di pini e latifoglie ad alto fusto, da piccoli ci andavamo a prendere le more e i lamponi, ma non ci si allontanava mai troppo, in quanto, i pericoli erano sempre in agguato, come ad esempio le trappole che mettevano i bracconieri per catturare le volpi. Per di più nel bosco, ci vivevano anche i lupi, che sentivamo tutte le notti di luna piena, ululare come dannati, e noi, che dovevamo sempre alzare il volume per gustarci alla televisione “colpo grosso”…

Dietro casa mia, ora, vi è un quartiere industriale ad alta tecnologia, ove si fabbricano microchip, macrochop e Amica Chips. Ogni tanto passano i CHiPs in motocicletta che controllano la situazione, ma ora si chiamano Polnotte, Metronotte o “quelli che guardan le mignotte”… Negli orari d’apertura e di chiusura, si sentono le sirene delle fabbriche richiamare gli operai all’ordine e al riposo. Questi, in massa, arrivano dalla grande metropoli e dalle città adiacenti con la metropolitana. Di notte non si sentono più i lupi, ma solo strani rumoni di pistoni che pressurizzano qualcosa, e i clackson dei Metronotti che salutan le mignotte.

Dietro casa mia, una volta, c’era il mare, che si collegava all’Adriatico ed ospitava numerosissime specie marine, le cozze poi, le nostre cozze, erano le migliori. I pescatori con le loro barche di legno tornavano a casa con le reti piene! Erano sempre abbronzati e negli occhi avevano la forza del mare. Ogni tre mesi poi, dalle montagne, venivano gli allevatori che ci portavano il formaggio di pecorino e i fagioli che coltivavano, e allora i pescatori ci davano le cozze e la notte, si sentivano le voci di questi gradi lavoratori, che raccontavano storie e facevano grasse risate di fronte ai falò in spiaggia. Le massaie preparavano la pasta fatta in casa e nelle feste, servivano sempre pasta e fagioli con le cozze, ed una spolverata di pecorino grattuggiato. La pace regnava tra gli uomini d’alta montagna e i marinai, c’era sempre un cucchiaio ed un bicchiere di vino a tenerli uniti…

Dietro casa mia, ora, c’è un inter-porto spaziale per rifornimenti bioenergetici a masse di transizione scomposta da alveoli vulvo-anali. Mezzi di trasporto assai silenziosi, ma si sa, fanno una puzza… Purtroppo per noi, in questa galassia, siamo gli unici in grado di fornire questo tipo di energia, in quanto la composizione fauno-floreale-minerale di queste zone ha permesso la creazione di questa nuova fonte d’energia. Adesso qui c’è un via vai di navicelle che vengon da tutta la Via Lattea per far rifornimento… Noi abbiamo aperto uno spazio-grill e continuiamo a servire pasta e fagioli con le cozze, ma le cozze ed i fagioli non sono più quelle delle nostre zone, quelle le fanno in Cina, non nella Cina terrestre però, che quelle costan di più, ma nelle colonie cinesi su Marte…

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5 thoughts on “Dietro casa mia…

  1. Là dove c’era l’erba ora c’è una città
    e quella casa in mezzo al verde ormai
    dove sarà
    La la la… la la la la la…
    Eh no, non so perché
    perché continuano a costruire le case
    e non lasciano l’erba, non lasciano l’erba,
    non lasciano l’erba, non lasciano l’erba,
    eh no, se andiamo avanti così
    chissà come finirà, chissà…

Se hai qualcosa da dire al riguardo, questo è il momento giusto.

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