Chissà… Magari domani…


Le giornate scorrono veloci, ci si sveglia e si va al lavoro per qualche ora, si pranza in fretta e furia e poi si cerca altro lavoro, o si fa qualche commissione, o qualche “lavoretto” per arrotondare, dell’attività fisica, o se tutto va bene vedo l’amore.

Ci si lava, si cena senza gusto e poi si è stanchi, e ci si ammazza con una passeggiata definitiva oppure si va a letto stravolti sperando in un giorno migliore.

Quanti mesi che si va avanti così? Quanti curriculum? Quante preghiere? Quante incazzature? Zero risultati.

Teniamo duro?

Io mi sono rotto…

Ho questa ossessione di ricerca della libertà ed indipendenza che non riesco più a godermi la vita.

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Le galline hanno le ali ma non sanno volare.


Ho trascorso un ponte meravigliso, ho visitato delle belle città, ho sentito delle emozioni forti e son stato bene coi miei amici.

Mi è stato chiesto in questi giorni cosa io volessi dalla vita, ho risposto che ora come ora mi piacerebbe vivere un’amore, avere anche dei figli per coccolarli ed insegnargli a vivere. In generale poi voglio essere felice sempre, nelle piccole cose che mi circondano, nel mio Paese, e soprattutto con me stesso e gli altri. La serenità è l’unica cosa che mi fa star bene e voglio viverla per sempre. Mi è stato chiesto quindi, cosa volessi veramente di concreto in questa vita, io non penso però che tutti questi desideri non si possano “toccare” e allora, un po’ per scherzo, ho risposto che volevo il veliero dei Lego.

Lunedì scorso poi mi son letto “Il piccolo Principe” tutto in poco più di un’ora. Io non l’avevo mai letto. Consiglio di leggere questo libro a tutti perchè contiene più verità di tanti altri libri, ti tante altre storie e soprattutto di tante altre persone. “Il piccolo Principe” è disarmante, ti apre gli occhi, ti fa prima sentire un cretino e poi ti fortifica.

La costante ricerca che ci accompagna nella vita ci fa smuovere le cose, ci fa vivere. Bisogna capire quindi che cosa vogliamo e poi andarlo a cercare e non star li continuamente a desiderarlo. Io le ali le ho, e le voglio usare, non voglio fare la fine delle galline io. In questi giorni ho pensato tantissimo, più del mio solito e mi sento anche un po’ cresciuto. So cosa sono, so cosa voglio e so cosa non voglio, fatemi quindi spazio perchè io devo passare…

Che cosa stai cercando?


Per quanto possa sembrare assurdo, un pizzico d’egoismo è il primo ingrediente necessario da utilizzare per realizzare la felicità. Un’egoismo sano, che non vada a danneggiare gli altri. Fregatene dei pareri e delle esigenze altrui. Fregatene di quegli impegni che non ti portano a nulla. Prenditi tutto il tempo che ti serve per poter ottenere tutto quello che vuoi, desidera e soddisfa continuamente tutti i tuoi desideri. Godi di tutto quello che ti incuriosisce. Col tempo poi ti renderai conto sempre più di ciò che veramente hai bisogno perchè solo tu puoi saperlo.Prenditi cura di te e poi potrai prenderti cura anche degli altri. Pensa prima a te stesso e poi potrai pensare anche agli altri. Una volta compreso appieno questo principio, sarai pronto ad utilizzare anche il secondo ingrediente, una manciata abbondante d’altruismo…

I desideri, i sogni, non servono a niente se non cerchi di realizzarli. La felicità che tanto attendi, come manna che scende dal cielo, è dentro di te, cerca di conoscerti a fondo per poterla scoprire.

P.S.: Nei commenti troverete maggiori informazioni al riguardo.

La rivoluzione nasce in noi e muore in noi, rendendoci liberi di essere.


La rivoluzione parte sempre da dentro e poi va’ verso destinazioni fisiche e spirituali, a seconda del soggetto che la scaturisce. C’è chi ha bisogno di prendere e partire verso mete sconosciute per ritrovarsi, per cambiarsi o per dare un senso alla propria vita, c’è chi invece poi non va da nessuna parte e macina pensieri, domande e risposte che potrebbero scriverci un libro. La rivoluzione fa parte di noi, essere umani significa poter riflettere e prendere delle decisioni. Tutti quanti ci siamo chiesti “cosa sono?” “Cosa devo fare?” E andiamo alla ricerca di queste risposte che abbiamo sempre avuto sotto naso e che chi le ha non ha mai condiviso.

Allora viviamo, comunichiamo, cerchiamo, viaggiamo e incominciamo pian piano a raccogliere i pezzi trovati e a comporre il puzzle della vita. Poi, quando meno ce lo aspettiamo, si risolve l’enigma e tutto diventa più semplice. Capisci poi che chi ha le risposte non le condivide non per cattiveria ma per bontà, perchè a svelare il significato della vita, alla singola parola che ne definisce la risposta, chi l’ascolta non ci crede fin quando non se ne rende veramente conto. Io la risposta ce l’ho e chi mi segue veramente dovrebbe ormai saperla.

Alle superiori si studiavano gli scrittori, i grandi pensatori della vita, che avevano una loro filosofia al riguardo e tramite essa si esprimevano nelle loro opere d’arte. Ora come ora, pur non sentendomi assolutamente al loro livello, anche io mi sento un po’ così, con la mia filosofia di vita, con la mia risposta alla domanda “Perchè vivo?” Non mi va più quindi di darvela così, come fosse la risposta alla domanda di un telequiz, perchè sicuramente ne dubitereste. Facendo delle ricerce scopro poi che questa risposta la sappiamo in tanti, in tantissimi, ma fin quando non la si trova da soli, questa non sarà concepibile. Bisogna viverlo il percorso che porta a questa risposta ed io cercherò, con questo blog e con i miei post, ad aiutarvi a raggiungerla.

Il cammino è tutto in salita, è faticoso e vi porterà al caos. Sensazionale sarà quel che c’è oltre.

Elogio alle: confessioni di una mente pericolosa, cinica e romantica.


bocca16

Mi chiede se sia normale tutto ciò; Mi chiede quali e quanti elementi compongano la mia arte.

“Non so!“.

Sono il frutto di ciò che ho visto e vissuto. Ed io … ho voluto vivere e vedere solo te.

Quindi posso dire di essere in gran parte una tua creatura.

Non sei mia, forse non lo sarai mai. forse

La mia vita non è con te, forse il mio mondo non è il tuo.

Tu vivi di illusione e di realtà. Io di realtà e di promesse.

Non c’è altro.

Ci siamo solo Tu ed Io … Io e TE

Il giorno in cui riuscirò a definirti ti risponderò. Ora forse non sono pronto a te.la tua vita è ordinaria, la mia è ordinaria follia.

Non ha senso.

Si conclude sempre così. Non ha senso.

“Gli uomini cercano l’essenza; E la donna è essenza; Ma quando ce l’hanno tra le mani,  s’impelagano in grosse costruzioni astratte…

Le donne cercano l’amore. E quando lo trovano devono per forza distruggerlo. Non si sa perchè. Tutto deve finire in tragedia. In urla,pianti disperati, telefoni che non squillano.”

Per descriverlo sarebbero bastati 3 aggettivi.

Descriverla sarebbe stato impossibile. Specie con 3 aggettivi. D’altra parte era donna.

Si incontrarono

posso insegnarti una cosa.

Vieni con me. la prendo per mano. E in quel momento il suo microcosmo si unisce al mio. E si agita. E scalcia. Ma non c’è nulla da fare. Ormai siamo in contatto. Io e lei. Lei che parla.

La  porto in giardino. Apro lo zaino; Ne estraggo 2 sciarpe di seta. Entrambe nere. Entrambe sanno di passato. E di fumo. Bendo i suoi occhi, poi bendo i miei. La faccio sedere di fronte a me. Solo le nostre ginocchia si toccano. Nient’altro. La interrogo… sulla sua vita, sulla sua famiglia, sul suo passato. E’ in imbarazzo. Si capisce che non è a suo agio. Fa fatica a formulare le frasi. Sento le sue mani che gesticolano. Percepisco il suo viso muoversi.

Dentro di me,il dio dei sorrisi si sveglia. Sarà una grande lezione, penso.

Man mano che i minuti passano le sue parole vengono scandite,le sue mani cessano di danzare. Il suo viso trova un equilibrio.

La serenità si trasforma in desiderio. Desiderio di me, desiderio di parlare. Dimentica l’inusualità di quell’insolito modo di comunicare, bendati, sconosciuti. L’insofferenza si trasforma in serenità, la serenità diviene desiderio, il desiderio è ora eccitazione. Mani, viso…..

Gli tolgo la benda.

L’esperimento è finito!

Sai cos’hai imparato stanotte? Che ci sono delle cose, che nessuno ci insegna a fare, che sono magiche. Chissà quante esperienze ti sei persa,perchè considerate da tutti “non comuni”, esperienze che ti avrebbero cambiato, fatto crescere, aiutato, salvato.

Lui, nel corso della loro breve vita insieme gli avrebbe insegnato moltissime altre cose.

Lei …

Testo
Teo

Immagine
Da Internet

Jack il sognatore…


Jack è stanco della solita routine, Jack vede la noia più dei suoi migliori amici, Jack si stufa facilmente e tutta notte gira in macchina per la città, sembra solo nel suo Porche ma non lo è, di fianco a lui c’è seduta la speranza, dietro ci sono la noia e la malinconia. Musiche di tutti i generi lo accompagnano in questo viaggio apparentemente senza senso, se lo stereo pompa una canzone allegra Jack la canta a squarciagola, se la canzone è sofisticata Jack ci costruisce sopra pensieri filosofici, se la canzone è triste Jack non fa a meno di piangere. Il buio della notte e le luci della città creano un’atmosfera del tutto surreale, Jack ha fantasia, e fa sempre finta di girare per Las Vegas. Come un bambino senza giochi, finge di essere un detective, uno di quelli dei telefilm, che girano in borghese e spaccano naso e culo a tutti quelli che sgarrano, a volte vorrebbe essere un supereroe per liberarci tutti dal male o per sentirsi veramente vivo. Jack si sente solo, per fortuna è guidato da solidi ideali, che fanno si che non giri ubriaco per la città. Jack vuole compagnia e sono i soliti ideali che fanno si che non guardi nemmeno una puttana che incrocia per la strada. Ogni tanto si ferma, rimane seduto in macchina ad osservare i lussuosi interni, apre il cruscotto e prende il protafogli, all’interno ci sono diverse carte di credito e vari pezzi da 100 e da 50, è ben vestito e curato in viso, si accende una sigaretta perchè nonostante tutto si sente vuoto. Jack non si droga, ma si sente comunque un tossicodipendente, alla ricerca perenne della sua dose di felicità. Sono le tre del mattino, Jack ritorna a casa, si distende sul divano e fa zapping davanti alla televisione…

…e tra un canale e l’altro cerca quello dei giorni migliori…

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