Che dormi…


Che gridi di nuovo dal cuore
che mi nascondo
come la merda dei cani,
fra le foglie autunnali…

Che è arrivata l’ora d’alzarmi,
che i fiori dei prati mi sono alleati
che cantan alle armi!
Che i fiori finti saranno vinti.

Che volevo esser io,
ed ovunque ho scritto,
che volevo esser bello,
e dovunque ho corso,
che volevo esser felice
e comunque ho pianto.

Che ora c’ho voglia di salvare il mondo…
E lo voglio fare con te.

Capire e non capire.


Non capisco come mai
quando piove penso a voi,
ed è il cielo che mi rende dal mare
rate di lacrime già spese.

Non capisco come puoi,
fingere di esser quel che vuoi.
Che cosa vuoi poi non lo sai.
A meno che non viene lei…

E’ difficile
capire come uscirne.
Quasi impossibile…

Potresti morirne.

Tu vaghi fra
vuoto verace
e il vivacchiare
vivace.

Non voglio accettare
che quel che io sembro
è quel che mi fotte.

Che poi ti fotte solo lei
con il sorriso dei musei.

Io non posso più restare qua.

Non oso poi ammettere
che siamo in mille
a dire che siam soli…

E’ facile sai…
Dir che hai ragione…

Come quando scoprii,
che la gioia è nelle persone.
E c’è chi non la vuole.
C’è chi non la vuole…

E’ dura capire
questo cazzo di mondo.

E’ possibile capire
come cazzo salvarlo?

E bello sapere
che ci sei tu,
che i tuoi pensieri
rimarranno.

Vuc’s

02.40


Convive l’inconscio nel ricordo.
Chissà tu ogni giorno…
Col mio nome.
Con chi non è il mio.

Era amore.
Ora maledizione.

Non riesco a dormire.
Non voglio dormire.

Forse sei tu che mi pensi troppo forte.

Il passato è passato.
Di nuovo.

Non ci penso…
Ma ci penso.

Meglio sveglio!
Navigo nel paese
delle meraviglie.

C’è una sirena,
Tra le sirene.
L’unica…
Che non canta!

Torno a letto.
Felice.

Vuc’s