Volevo solo essere amato.


C’è sempre stato dentro di me un notevole desiderio di riscatto. Ho sempre sognato di urlare da vincitore in tutte quelle cose che generano emozioni negli altri ed anche invidia nei miei confronti. Mi sono sempre sentito un perdente durante gran parte della mia vita.

Le ragazzine che mi urlano come fossi il leader di una boy-band, gli ultras della curva col mio nome in coro e la mia maglietta, la mia schiacciata in logo su tutte le scarpe da basket, l’alternativo in metropolitana che viaggia altrove con i miei assoli di chitarra in cuffia, la trentenne single che piange e trova coraggio leggendo il mio ultimo libro, centomila accendini accesi mentre canto la canzone d’amore del mondo, i bambini che giocano a fare Vuc’s…

“Lui è quello che ci ha fatto vincere, lui è quello che mi ha aperto il cuore, lui è quello che mi ha dato speranza, lui è il più ricco, il più bello, il più forte, il più intelligente, il più veloce e il più buono dell’universo…”

Volevo queste parole, sulla bocca di tutti, volevo che mi guardassero come se fossi l’unico vero idolo. Il successo, la miglior vendetta sui presunti nemici… Dovevano tutti rosicare.

Presunzione nata dalla sofferenza. Sofferenza nata dall’ignoranza.

Sbattendo la testa un po’ ovunque poi, ho colto il risveglio dell’intelligenza, che non è la conoscenza delle cose, ma la consapevolezza dei propri sogni e dei propri sensi. Quell’esplosione di vita poi quando ho scoperto l’empatia e l’accettazione… Che non ci sono nemici, che abbiamo tutti ragione. Ci si sente arrivati, sembra di aver capito tutto.

Succede poi che arriva lei, che ti guarda come volevi che ti guardassero tutti loro, solo perché sei tu, e ti rendi conto che non c’è mai stato niente da capire, che c’è soltanto da amare ed essere felici. Sempre.

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Questione di fiducia.


Amici cari,
avrete probabilmente pensato ad uno sciopero dei postini, oppure peggio ancora, che mi sia successo qualcosa di grave. Nessuna delle due, purtroppo i postini lavorano ancora e chi riceve le raccomandate ben lo sa! Per fortuna invece non mi è successo niente di grave e chi riceve i miei sorrisi non ha mai subito preoccupazioni

Ebbene si, non ho mai preso carta e penna da quindici giorni a questa parte. Spero perdonerete questa insolita assenza, ma era poca la voglia di sedermi ed iniziare a raccontare di lamentele e noie, ho preferito meditare ed agire.

Ho pensato in questi giorni a qualche possibile via d’uscita, i soldi non daranno la felicità, ma permettono di dare una certa stabilità nella mente di un uomo che ha tanti desideri… Ho quindi dedicato parte del mio tempo ad inviare curriculum vitae un po’ ovunque, a liberarmi del superfluo, al riposo fisico e mentale, all’amore e all’amor proprio. Tutto è stato necessario per respirare aria di fiducia, avevo bisogno di sicurezza e tranquillità.

Ho sempre avuto un legame affettivo ed economico per le cose, me ne sto liberando per accumulare denaro al fine di vivere delle esperienze, e non per accumulare. Bisogna un po’ arrangiarsi ed incominci sul serio a farlo quando ti ritrovi a non poter uscire a cena o non riuscire a fare il pieno di gas alla macchina, per arrivare all’inizio del mese con qualcosa in banca da farsi scalare per il mutuo. Per di più il telefono cellulare mi sta abbandonando e appena raggiungo un buon tesoretto me ne prendo uno carino, non uno di quelli che costano come un computer portatile, ma un telefono che mi permetta almeno di scrivere qui, ovunque mi trovi. Non l’ho mai fatto e la cosa mi incuriosisce. Deve essere bello poter condividere in tempo reale i pensieri e le immagini che stimolano il mio cuore.

Ricordate la mia ultima missiva? Lamentavo il discreto stato d’animo, di salute ed economico che turbava le mie giornate. Ho reagito, a modo mio, senza trovar dirette soluzioni, ma tenendomi attivo e forte per andare avanti. Ed ho fatto un gran bel bene! Perché lamentarsi è utile solo se ci serve per spronarci a trovar delle soluzioni e quando ci si tira su le maniche, qualcosa cambia… La fiducia non è scontata perché è importante e a quanto pare necessaria per far andar bene le cose. Il mondo e tutto il resto iniziano a girare nella direzione voluta, e da un giorno all’altro arrivano notizie che portano un po’ di stabilità. Gli stipendi arretrati sono ora un brutto ricordo ed i soldi della cassa integrazione dovrebbero arrivare entro Natale. Dall’anno prossimo riprenderò anche a lavorare in maniera regolare, anche se purtroppo solo mezza giornata, non sarà tutto oro quello che luccica, ma finché c’è quella stella che brilla alta nel cielo, giorno e notte, beh… Non mi viene altro che sorridere.

Niente più brufoli, forfora e notti insonni, a parte questa… Scrivo alle cinque del mattino per voi e perché mi sono addormentato presto, e certi bisogni fisiologici non mi han permesso di proseguire il dolce riposo, pensavo fosse solo bisogno d’orinare, invece avevo un assoluto bisogno di farmi sentire.

Certo che… Se ci fosse stata lei al mio fianco ora, non mi sarei messo a scrivere. Avrei probabilmente acceso una piccola luce e mi sarei addormentato guardandola. Che donna amici miei… Che donna… Avete presente quando guardate il cielo e sospirate a cuor leggero? Io provo questo al solo pensiero, che andrà tutto bene… Andrà tutto bene!

Sono giornate un po’ così, un po’ del cazzo.


Non ho molte cose da dire, ho solo cose da fare ultimamente. Il lavoro e l’esercizio fisico hanno la priorità assoluta su tutto, non dimenticando assolutamente la dieta, che in quasi due anni avrò sì perso 32 kg, ma negli ultimi due mesi ne ho presi 4,5… Questa settimana, con la ripresa delle attività a pieno regime, ne ho smaltiti 1,5, ma la strada è ancora lunga e la fatica è tanta.

Sono in effetti un po’ stanco, dovrei riposare un po’ di più la sera, ma mi vien lo schifo addosso a starmene con le mani in mano, una piccola angoscia mi sussurra che non posso star qui a perdere tempo.

Ah il tempo… Quanto me ne servirebbe? Che poi ne ho molto di più, di tempo libero, rispetto alla maggior parte di tutti voi. Lavoro cinque giorni alla settimana e dalle 18 in poi son libero! Probabilmente è abbastanza ma non so sfruttarlo bene.

Mi son già impegnato tutta la prossima settimana.

A volte invece ne perdo tanto di tempo, soprattutto la sera, quando non c’è un cazzo da fare e veramente potrei riposarmi con un libro o un bel film, ma sempre quella cazzo di angoscia mi dice che devo muovermi, devo uscire, devo fumare, devo parlare con qualcuno, devo girare a vuoto in macchina con la musica a manetta, devo camminare…

Ma che cazzo ne so, provo sempre un po’ di noia ed insoddisfazione. Voglio l’addome piatto, voglio chiacchierare con persone che hanno cose nuove da dirmi, o che mi capiscano, o che non si spaventino per quel che ho io da dire. Posso parlare di argomenti splatter e poi passare alla filosofia personale da un secondo all’altro…

Quasi tutte le persone che mi circondano sono infelici e non fanno un cazzo per migliorare la propria situazione. Io col sacrificio ho fatto passi da gigante e a volte, con un po’ di presunzione, mi sento fin troppo avanti a loro. A volte, li sento quasi maledirmi per dove sto arrivando, e non è un bella musica di accompagnamento, ecco.

No perché io domani inizio a lavorare e mi devo sfogare!!!


Dio mio è un giorno esatto che sono qui e già mi son rotto i coglioni da 12 ore.

Menedevoannà…

Tre settimane di ferie fighissime, domani riprenderò le mie vecchie buone abitudini. Dieta, fumare poco, stop alcoolico, attività fisica regolare. Questo oziare mi ha rovinato il fisico, domani mi peserò e mi incazzerò, mi sveglierò e tirerò su le maniche per darci dentro. Ho bisogno di diventare più figo. Ho bisogno di sentirmi bene nel mio corpo, di respirare bene, di sentire i sapori ed i profumi, di saltare in alto in alto! Mi piacerebbe schiacciare a canestro un giorno! O anche solo afferrarlo!

Mi piacerebbe anche riprendere a schiacciare a letto! Sgranchire un po’ l’apparato sessuale, fare un tuffo nel passato per vedere cosa si prova. Che poi, appena ne schiaccio una è finita! Si risveglia il porco che c’è in me ed è finita! Potrebbe ripartirmi la malattia per il sesso. Ma cos’è il sesso poi? Come si fa? Chi è?

No perché se trovo quella giuste e la schiaccio male è un casino!!! Mi devo allenare! Non credete? Chi si allena con me?

Ieri sera ho bevuto troppo, mi son lasciato andare con la scusa delle ferie che finiscono, con la scusa di una notte bianca, con la scusa del voler fare il pirla. Alla fine della fiera ho avuto anche una mezza discussione, diciamo un confronto animato, che si è concluso comunque nel migliore dei modi, dicendosi le cose in faccia con sincerità, cosa che non va molto di moda in questo periodo.

Le persone deludono, io non sono da meno. Anche io deludo. E’ normale e capiterà sicuramente molto più spesso. Ho deciso tempo fa di riprender in mano la mia vita, questo porta ad essere un minimo egoisti… Inoltre sono una persona che fa quasi sempre le cose col cuore in mano, quando non le faccio col cuore in mano, deludo. La gente si aspetta sempre tanto da me, ci son giorni che non ci arrivo a questo “tanto”, allora deludo. Ci son giorni che deludo quasi per ripicca, perché le delusioni ricevute magari son tante! A volte poi deludo in automatico, così, perché non faccio, e non sono, quello che vogliono gli altri.

Insomma, vi deluderò, ma non fatene un dramma, è la vita.

A proposito di drammi, ieri di fronte ad una libreria ho detto…

Perché devo star li a perder tempo a legger libri che mi possono sorprendere o anche deludere? Perché non scrivere io il libro che vorrei tanto leggere? Perché no…. Questo un giorno lo farò e non vi deluderò, qualche cosa farò, si qualche cosa farò, qualche cosa di sicuro io farò… Schiaccerò.

Il regalo più grande.


Ho un’immagine sul frigorifero di casa, sono io, in piedi sulla sedia, con le mani nelle mutande, sorridente, di fronte una torta con due candeline o forse tre. Eravamo in terronia, a pranzo dai miei nonni, ed ero contento. Sicuro che mio padre un goccio di spumante me lo ha fatto assaggiare, per forza… Che quel sorriso lì solo un bel bimbo senza pensieri può farlo, ma per le mani nelle mutande c’è di mezzo per forza l’alcool!

I miei erano belli giovani, i miei nonni erano già grandi e saggi ed io entravo a far parte del mondo dei golosi. Ricordo proprio poco di quei momenti, l’arredamento anni settanta e l’unione fra parenti molto più forte di come è ora.

Stesso giorno di tanti anni fa. I nonni ora non ci son più ed ora sono i miei genitori che hanno preso la parte dei grandi e saggi. Io rimango sempre giovane.

Ci passiamo il testimone generazionale, con qualche differenza dovuta dai tempi che corrono, dal progresso di pensiero e anche tecnologico. Una volta i problemi erano differenti, ed i figli si crescevano in maniera diversa, c’erano altre priorità, e l’affetto verso i figli veniva meno per far posto al lavoro e allo studio. Bisognava portare la pagnotta a casa, bisognava far studiare i figli per dargli un futuro migliore, bisognava dare meno spazio al gioco e più al lavoro e poi allo studio.

I miei nonni son cresciuti sicuramente con poco affetto, i miei genitori con poco più, ed io con poco più ancora. Tante problematiche che abbiamo avuto secondo me derivano tanto da questa situazione. Mi son ritrovato spesso a dar la colpa ai miei genitori sul come son cresciuto. Ho sentito a volte anche mio fratello lamentarsi per questo, e a volte anche mia madre e la mia cugina. Da adolescente poi io i miei non li sopportavo, per me era tutta colpa loro.

Poi si cresce e si capiscono un sacco di cose, che i miei genitori avrebbero potuto sicuramente far di piu, stessa cosa i miei nonni ed i miei bisnonni, ma si lotta sempre per la sopravvivenza, e col tempo questa lotta assume forme differenti, ma rimane. Probabilmente anche io nei riguardi dei miei futuri figli… Non possiamo però scaricar la colpa su di loro, troppo facile ragazzi comportarsi così. Come ho detto prima, poi si cresce e ci si deve render conto di tutto questo, e soprattutto che ora tocca a noi prendere in mano la situazione e far si che migliorino le cose.

Se siamo al mondo e siamo qui oggi è grazie al sacrificio e all’amore di qualcuno. I miei genitori ci sono sempre stati e so che ci saranno sempre. Se sono qui ora è grazie a loro e grazie anche a tutte le persone che hanno incrociato la mia vita, che hanno condiviso qualcosa con me, che mi hanno insegnato e donato qualcosa.

A questo punto non posso non ricordare anche tutti i morti del tremendo terremoto dell’Irpinia del 1980, perchè se non ci fosse stato quel terremoto, i miei non si sarebbero mai conosciuti, i miei fratelli non sarebbero qui, io non sarei qui, queste vite non sarebbero mai esistite. Il sacrificio di molti per la vita di pochi.

Questo è il dono più grande che mi si poteva fare, farmi nascere e farmi vivere questa vita, piena di dolore e di gioia, ma piena! Ed è per questo che non devo sprecarla, per me, per chi mi ha cresciuto, per chi ho incontrato e per chi incontrerò.

Auguri a me, ed un grazie a tutti voi. Ventinove anni e finalmente sentirli.

L’amore vero, i maiali, e qualche sorriso.


Sabato tre agosto duemilaetredici ha vinto l’amore. Ha vinto l’amore vero.

Naturalmente io non centro un cazzo. Anzi, un pochino, perchè ne son stato testimone. Già… State leggendo le parole di un testimone.

“Io ho visto tutto!”

Talento e il suo bel camionista si son sposati ed io ho festeggiato firmando un contratto e alzando qualche calice di troppo! Per tutte le divinità, il vero amore esiste e lo si festeggia al meglio, senza troppi fronzoli. Io ho sentito la gente vera! In questa festa non c’era imbarazzo e non vi erano i soliti formalismi del cazzo che caratterizzano un matrimonio. La musica, le foto, la cerimonia, e bla bla ,e bla bla ancora bla bla, e che palle!

Qui c’erano i sorrisi veri, la tensione vera dello sposo, il velo di finta calma che copriva la sposa. Che donna ragazzi, e che uomo il mio camionista. Non mancavano poi i sorrisi degli invitati, e le battute e la confidenza con gli sposi e tutti quanti. Sabato ha vinto l’amore. E il caldo. Parimerito.

Ma vogliamo parlare dui quanto ero bello io?!? No, meglio di no.

Subito dopo il matrimonio, quindi pieno di cibo e alcool, sono andato alla cena di classe del mio paese. A mangiare e bere ancora un po’. Tipo i maiali. Quelli ingordi. Quelli che non sono mai stanchi di festeggiare. Quelli che piuttosto che far niente, vanno anche in discoteca, quelli che si addormentano alle cinque del mattino sotto l’acquedotto, quelli che si svegliano il mattino dopo pesando CINQUE kg in più.

CINQUE.

Maiali coi sensi di colpa, autolesionisti, che si fanno a manetta 25 km sotto il sole cocente.

Maiali credenti, che non si masturbano se non per procreare.

Ieri sera altro colpo di fulmine. Meno male che ero sobrio e stanco. Che poi, sobrietà e stanchezza son solo scuse. Capita solo che ogni tanto ne arriva una bellissima e rimani lì come un pirla…

E niente… Ora so quello che prova la gente quando mi vede.

E io voglio portarvi il sole, ma ho ancora paura di scottarmi. Per ora mi limito con qualche piccolo sorriso.