Vailo & Albert


Un giorno, di tanto tempo fa, due amichetti di nome Vailo & Albert si trovarono allegramente insieme in un pomeriggio di autunno. Utilizzando uno schermo magico, cominciarono a cercare nuovi amici in quel mondo fatato.
Quante cose belle apparivano ai loro occhi. Luci scintillanti, suoni melodiosi, storie incredibili. Tutto stava andando per il meglio quando all’improvviso sullo schermo apparve un orco cattivo.
Aaaaahhh che paura che faceva!!! Aveva grandi occhi, mascelle serrate e mani che sapevano spaccare bicchieri e lanciare sedie senza nessuno sforzo. I due bambinetti cercarono di cambiare pagina, ma l’orco era dotato di poteri magici e sapeva come trattare con i bambini.
Sapientemente l’orco cominciò a cambiare voce, prima imitando quella di un bambino, poi quella di una vecchietta indifesa e poi quella di un papà gentile. Con questo barbatrucco, l’orco cattivo riuscì ad ottenere la fiducia di Vailo & Albert e li convinse a raggiungerlo nella sua tana.
Ahhhh se avessero saputi i due bimbi, di quale malvagità era capace l’orco. Non si sarebbero diretti fischiettando fino alla sua tana.
Arrivati all’ingresso di quell’orribile grotta, l’orco era già pronto ad aspettarli. Se dallo schermo magico era sembrato cattivo, ora dal vivo lo era 1000 volte di più.
Grandissimo, occupava tutta la porta. Occhi di sangue, capelli di fuoco e una lunga lingua ruvida che spuntava dalla bocca.
L’orco, cominciò a incantarli con tanti giochi divertenti e a proiettare sullo schermo magico filmati e fotografie che facevano diventare le orecchie rosse ai due bambini indifesi.
Ma l’orco, che aveva una fame incredibile di bambini, si accorse che i due amichetti non erano abbastanza paffutelli (anche se forse Albert lo era già) e così decise di ingrassarli.
Portati nella sua cucina, dove era solito preparare minestrone di bambini, cominciò a rimpizzarli di formaggio di montagna, salame nostrano, melanzane e zucchine sottoglio.
Vailo & Albert cominciarono a mangiare e mangiare e mangiare tutte quelle prelibatezze. Il paradiso entrava diretto nella loro bocca e un esplosione di sapori e di gusto li innondava ad ogni morso.
In poco tempo i due bambini diventarono super cicciosellissimi e l’orco spalancata la bocca se li mangio in un sol boccone.
I due bambini si trovarono così nella pancia dell’orco. La cosa sorprendente, è che stare rinchiusi lì dentro non era affatto male. Quella pancia era continuamente innondata di alcool e di nuovi amichetti con cui fare festa notte e dì.
Fu così che i due amichetti Vailo & Albert vissero felici e contenti in quella pancia finché un giorno, tra rombi di tuono e grida di dolore, non furono spinti fuori da un buco nero, che l’orco nascondeva dietro di sè, verso una grande piscina.
Ma questa è un’altra storia.
Vailo.
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Apollo credici – Impressioni di un equipaggio.


Premessa: Il seguente brano doveva essere l’inizio di un libro ottomano, ovvero scritto da quattro amici, io, Albert, VAilo e Beppe. Il primo capito venne pubblicato il 24 Febbraio 2009 su una famosa rivista online del settore, il mio blog, ma a causa dei TROPPI IMPEGNI da parte di tre autori, la storia non ha più avuto un seguito. La pubblico fra i post per far si che l’incompiuta non venga dimenticata.

DIARIO DEL CAPITANO
Spazio, ultima frontiera, data Astrale 644510.4
(2 febbraio 2009 calendario terrestre 10:24 ora di Greenwich)

Abbiamo finito di caricare sabbia, argenteria e fatto il giusto pieno di birra. A mezzogiorno si sganciano gli attracchi. Vento nella norma, non si registrano perturbazioni. Si vedono distintamente ognuna delle due stelle del sistema. L’equipaggio è inquieto, sembra spaventato, ma non vuole parlare.
Sono uomini coraggiosi, hanno già viaggiato con me.
Vuc’s non è riuscito a scoprire cos’è che non va.

Essere o non essere? si chiedeva, camminando sul ponte avanti e indietro, spesso sbuffando… Ci sono o ci faccio? Ma soprattutto perchè? Vuc’s ancora non si capacitava di cosa stava accadendo, c’era qualcosa che non andava, ma ancora non aveva scoperto cos’era. A mezzogiorno si sganciano gli attracchi. Sarà la fame che fa brutti scherzi? Da quando siamo stati attaccati dai Gormiti non ci sono più le mezze stagioni…

<<Capitano, sono il Guardiamarina Beppe. Il ponte superiore-inferiore, quello di poppa-prua e il dritta-manca sono puliti, ci si può specchiare o all’occorrenza mangiare direttamente sopra come voleva lei. Un’ultima cosa signore, mi ha riferito Vuc’s che non è ancora riuscito a scoprire cos’è che non va.>>
<<Ottimo lavoro Guardiamarina Beppe. Sicuramente metterò una menzione sul suo curriculum. La Marina deve essere fiera di soldati come lei. Guardamarina, le affido un altro incarico. Rintraccia Vailo l’ingegnere di bordo che dopo la serata brava di ieri non si è ancora presentato all’appello. Il computer di navigazione mi sta dando ancora dei problemi, l’installazione del Kernel Linux non sembra essere stata una genialità. Detto tra noi è un fortuna che lo pago a cottimo.>>
<<La ringrazio per la sua fiducia Capitano! Non la deluderò. Se ho il permesso di parlare signore, per me è sopravvalutato il nostro ingeniere di bordo signore.>>
Congedandosi la ricercà inizio, in lungo e in largo, sul ponte superiore-inferiore, poppa-prua e di dritta-manca. Il Guardiamarina Beppe ad un tratto, come d’incanto si bloccò, distratto dai luoghi della ricerca e pensò, cazzo, questi tre ponti cominciano ad ossessionarmi! E con questa consapevolezza nel cuore prosegui la ricerca sempre più intenzionato a non tradire la fiducia del suo Capitano.

L’idea di fare gli aperitivi con i Long Island non fu molto apprezzata dal fegato dell’Ing. VAilo che si alzo con una forte emicrania. Nella testa un martello gli ricordava costantemente che la sera prima aveva esagerato. Guardò l’ora e si accorse di aver dormito fino alle due del pomeriggio. Ormai il capitano lo stava già cercando e aveva bisogno di una scusa plausibile per giustificare il suo ritardo. Il mal di testa però gli impediva d’inventare qualcosa di sensato. Decise allora di cambiarsi in fretta e sperare che il Capitano fosse troppo occupato a cercare quella maledetta cosa per interessarsi di lui.

Il Guardiamarina Beppe era immerso nella sua ricerca, sperava di concluderla al più presto pensando ai biscottini che gli avrebbe dato il Capitano di Corvetta. A dire il vero dopo circa 7 minuti e 34 secondi di ricerca si era già rotto i 3/4 ma la fortuna girò dalla sua parte e inciampò su una bottiglia vuota di triple sec, cadde… <<#*@**§!!!!>>
Dopo le imprecazioni di rito vide altre bottiglie sparse che conducevano lungo il corridoio di poppa. Pensò, qualcuno si è divertito ieri, senza chiamarmi! (imprecazioni…). Arrivato alla fine delle tracce trovò l’Ing. di bordo indaffarato nel cambiarsi d’abito. Dopo averlo maledetto per averlo lasciato fuori dalla secca della sera prima gli disse che il Capitano lo voleva in plancia già cinque minuti fa!

L’ing. VAilo era fottuto: il Guardiamarina Beppe gli aveva appena detto che il Capitano lo stava cercando. Probabilmente, i lavori che aveva fatto al sistema di bordo il giorno prima, non avevano dato i loro frutti. Adesso, in queste condizioni pietose, non aveva certo speranza per sistemare le cose. Salutò il guardiamarina Beppe che non gli risparmiò una cazziata per non averlo invitato alla secca della sera prima: <<Avresti dovuto invitarmi, mi faccio un culo così con i doppi turni e nessuno mai mi tiene in considerazione!>> VAilo fece finta di non sentire e disse :<<hai una sigaretta da darmi? Mi serve prima di parlare con il Capitano.>>
Beppe stava cercando di smettere di fumare ormai da molto tempo, ma era solito tenere sempre un pacchetto di sigarette in tasca. <<Eccola, ma sbrigati perché il Capitano mi sembrava incazzato.>> Il VAilo accese la sigaretta e fece subito due tiri avidi. Il fumo intensificò la nausea allo stomaco e dovette impegnarsi per respingere il vomito. <<Corro subito, grazie Beppe>> disse il VAilo cercando di nascondere lo stato in cui si trovava.

Vuc’s camminiava ancora avanti e indietro per il ponte dell’astronave, quando ad un certo punto viene colpito da un crampo allo stomaco, sente i muscoli della schiena che si muovono da soli, l’istinto lo porta ad avvicinarsi alla ringhiera di sicurezza, si affaccia verso il porto interstellare ed incomincia a vomitare. Quel dannato Ing.VAilo… Bisognava proprio bere il Long Island per festeggiare l’appalto dei sistemi Linux su questa cazzo di astronave? Speriamo almeno che funzionino, porca miseria, è un mio amico, ma di Linux non mi fido per un cazzo… E poi io cosa ci sto a fare a vagabondare su questo ponte, so che stavo cercando qualcosa e centra con il fatto che bisogna partire. Peccato che le uniche parole che mi vengono in mente sono… Fermaglio, bagaglio, boccaglio, sonaglio, tenaglio, ammiraglio… ammiraglio… Ammiraglio! Sono l’Ammiraglio! Oh porca puttana bisogna partire! Dove sono le chiavi! Le chiavi dell’astronave dove le ho messe?

Intanto il Capitano, con viso un po’ corucciato, rifletteva in silenzio nella fredda cabina dei sistemi di controllo. Alcuni dubbi sulla riuscita della missione e su alcuni dei suoi adepti tenevano impegnata la sua mente. E poi c’era sempre quella strana aria che echeggiava nell’equipaggio. Dubbi che decise di condividere con L’Ammiraglio Vuc’s entrato da poco nella cabina. <<Signor Ammiraglio, meno di un ora alla partenza e il computer di navigazioni da ancora dei problemi. Ho gia fatto chiamare l’Ingnegnere di bordo. Non le nascondo la mia preoccupazione. Siamo in ritardo sulla tabella di marcia>>
L’Ammiraglio non sembrava dimostrarsi teso o preoccupato. Il suo carisma era ben noto e la sua tranquillità nel gestire anche le situazioni piu difficili lo precedeva. <<Si calmi.. stiamo procedento bene>> Sticazzi! E le chiavi?
La conversazione si interruppe… Era finalmente arrivato l’Ingegnere.

<<Buongiorno Capitano e buongiorno anche a lei Ammiraglio.>> disse il VAilo entrando nella sala di comando <<Purtroppo il sistema di navigazione non è ancora funzionante al 100% e ho bisogno di un altro giorno per poterlo rimettere in sesto.>>
<<Probabilmente ha bisogno di più lei di un altro giorno… per ripigliarsi. Ha ancora la cravatta legata in testa da ieri sera Ingegnere>> replicò il Capitano. Il VAilo pensò a come fosse possibile che il Capitano si trovasse così in forma dopo la serata di ieri. Ricordava che era stato proprio il Capitano a insistere per fare gli aperitivi con il Long Island.  Non per niente è il Capitano! Pensò L’Ing. VAilo, sistemò in fretta la cravatta e continuò dicendo: <<Cercherò di sistemare il tutto entro sera>>. Il Capitano a quelle parole si girò di scatto e alzandosi sulle punte disse: <<le do due ore per far partire questa bagnarola, entro le 7 dobbiamo essere su Giove a fare gli aperitivi!>>
<<Ai suoi ordini Capitano!>> disse il VAilo sperando di riuscire in quell’impresa quasi impossibile.

<<Se è d’accordo sul programma delle prossime ore mi congederei>> disse il Capitano all’Ammiraglio.
<<Andrei ad avvisare il Guardamarina Beppe del nostro lieve ritardo. Un’altra cosa, io e l’Ing. ci chiedavamo se questa nave fosse dotata dell’avanzatissimo sistema di pilota automatico dell’industra Bevi-Guidi&Company. L’equipaggio è gia abbastanza teso, non me la sentirei di far rinunciare a qualcuno la nostra prima missione su Giove: apprendimento del Folclore Gioviniano e Tecniche Applicate a Supporto Di Nuovi Aperitivi.>>
Anche se agli occhi del capitano l’Ammiraglio Vuc’s sembrava fosse tranquillo come al solito, non fu della stesso avviso L’Ing. VAilo. Infatti egli era capace di leggerti negli occhi come nessuno mai. Riusciva a fiutare il senso di disagio anche a km di distanza. Notò subito che avesse una strana espressione; e nn si riferiva di certo alla faccia smorta dovuta alla secca della sera prima o alle nuove botte in più punti del corpo. Sembrava preso da altri pensieri.
Tutto fu piu chiaro quando chiese:
<<Ammiraglio se mi affida il mazzo di chiavi inizio subito con le riparazioni.>>

La mancata risposta non faceva altro che confermare le sue convinzioni. Dentro di se l’Ammiraglio esplodeva in un BigBang di ricerca interiore assoluta. Si sentiva morire e vedeva immagini di se e dei momenti più significativi della sua vita. Con questo metodo cercò disperatamente il mazzo di chiavi, studiando fotogramma per fotogramma tutto ciò che era avvenuto la sera prima. Peccato che la sua memoria aveva salvato soltanto immagini di decoltè, cosce e culi delle ragazze presenti alla festa. Sto sclerando con queste cazzo di chiavi, ma si può sapere dove ho la testa? Possibile perderla ad ogni festa? Mi ci vorrebbe una Marlboro per allentare la tensione, un altro aperitivo ci aspetta e non possiamo tardare.
Mentre l’Ammiraglio si accende la sigaretta, gli viene un’idea geniale. <<Ing. VAilo questo guasto mi ha rovinato la sorpresa! Capitano accenda il video-interfono che ho un messaggio per tutto l’equipaggio>>
<<E di cosa si tratta? E’ un’emergenza? Non si parte più? Guardi che devo prima avvisare il PR, quello ci sta aspettando con tanto di striscione di benvenuto, e poi abbiamo gia pagato tutto in anticipo…>>
<<Non  si preoccupi Capitano, è una sorpresa che rallegrerà l’equipaggio!>>
Il Capitano si appresta ad accendere il video-interfono, ma a causa del guasto di Linux parte il sistema di comunicazione sperimentale del Guardiamarina Beppe e dell’Ammiraglio Vuc’s, su tutti i monitor dell’astronave si visualizza un Porno di Cintheria che fa Squirt con una FuckMachine, le urla della povera ragazza dilagano per tutti i corridoi.
<<Era questa la sorpesa Ammiraglio Vuc’s?>>
Chiesero contemporaneamente L’ing. VAilo ed il Capitano Albért.
<<No porca miseria!!! Questo era TOP-SECRET!!! Passatemi il microfono e bloccate questo filmato!!!>>
Il Capitano gli passò il microfono mentre l’Ing VAilo faceva finta di sistemare il problema, incantato da quella patatona che spruzzava tanta acqua quanto un pulivapor.

“A TUTTO L’EQUIPAGGIO, RIPETO, A TUTTO L’EQUIPAGGIO, aaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhh, QUI E’ L’AMMIRAGLIO VUC’S CHE VI PARLA, suck my cock baby, HO NASCOSTO UN MAZZO DI CHIAVI in the ass please, in the ass NELL’ASTRONAVE, APRO UNA CACCIA AL TESORO, Yeeessssssss bitch, your pussy is a sweet treasure ORGANIZZATEVI PURE IN SQUADRE, noooooo, two cocks nooooooo CHI TROVERA’ PER PRIMO IL TESORO VERRA’ PROMOSSO AD UN GRADO SUPERIORE E, cum on my face, cum on my face NON DOVRA’ GUIDARE PER UN MESE INTERO, aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhh

<<Siamo in breve ritardo>> (Yeeessssssss bitch, your pussy is a sweet treasure) disse il Capitano al Guardiamarina Beppe sul ponte pasta dov’era intento a lucidarlo per bene (noooooo, two cocks nooooooo). <<Come mai?>> chiese il Guardiamarina <<Se posso chiedere signore>>, il capitano con un gesto leggermente di stizza fece capire che era colpa di quel dannato Linux! (cum on my face, cum on my face NON DOVRA’ GUIDARE PER UN MESE INTERO, aaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhh).
Linux era l’unico motivo che si metteva tra il Capitano e il suo aperitivo su Giove… Rammaricato se ne andò, passando per i due ponti consecutivi, pastiglia e pasticchiuzza che brillavano come non mai, dato che il guardiamarina aveva appena finito di tirarli a lucido! Il guardiamarina fissava il capitana mentre si allontanava ma era come se nn lo vedesse! Il suo pensiero era a quella frase: NON DOVRA’ GUIDARE PER UN MESE INTERO.
Un mese intero un mese intero… era questa la frase che si ripeteta ritmicamente Beppe, pensando a tutti i ponti che avrebbe potuto lucidare se non avesse più dovuto guidare. Anche se il suo vero obiettivo erano tutti gli spini che si sarebbe potuto fare mentre lucidava…
In lui scattò qualcosa, e cominciò a correre più veloce delle radiazioni solari nello spazio infinito, più veloce di una buona loffa sparata dal sedere giusto. Il sottofondo “in the ass please, in the ass” lo aveva convinto che le chiavi potevano essere solo in un posto. Piombò nella cabina dell’Ammiraglio, <<posso entrare signore?>>
<<Si entri pure, ma piano non faccia male>>
<<Sarò delicatissimo signore>>
<<Bravo figliolo>> rispose.
L’Ammiraglio era palesemente sudato, paonazzo e un pò ansimante. Il lettore dvd era ancora in funzione e sul display ruotava il titolo del film appena finito: “Viaggio al centro della donna”.  Come nel film “Viaggio al centro della terra” i protagonisti entravano dal buco nero di un vulcano, qui invece entravano dal buco nero del…
Infilò una mano nel pacchetto di cartone dei Kleenex sul tavolo e vi tirò fuori le chiavi. Il viaggio attraverso lo spazio poteva avere inizio, e il guardiamarina penso ad un’ultima cosa… “Ah… Quanti buchi neri…”

Man vs Woman #6


Negozio di Mariti:

A New York è stato appena aperto un nuovo negozio dove le donne possono scegliere e comprare un marito. All’entrata sono esposte le istruzioni su come funziona il negozio:

1) Puoi visitare il negozio SOLO UNA VOLTA.
2) Ci sono 6 piani e le caratteristiche degli uomini migliorano salendo.
3) Puoi scegliere qualsiasi uomo ad un piano oppure salire al piano superiore.
4) Non si puo’ ritornare al piano inferiore.

Una donna decide di andare a visitare il Negozio di Mariti per trovare un compagno.
Al primo piano l’insegna sulla porta dice: “Questi uomini hanno un lavoro.” La donna decide di salire al successivo.
Al secondo piano l’insegna sulla porta dice: “Questi uomini hanno un lavoro e amano i bambini.” La donna decide di salire al successivo.
Al terzo piano l’insegna sulla porta dice: “Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini e sono estremamente belli.”. “Wow” – pensa la donna, ma si sente di salire ancora.
Al quarto piano l’insegna sulla porta dice: “Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini, sono belli da morire e aiutano a fare le faccende di casa.”“Incredibile! – esclama la donna – Posso difficilmente resistere!” Ma, detto questo, sale ancora.
Al quinto piano l’insegna sulla porta dice: “Questi uomini hanno un lavoro, amano i bambini, sono belli da morire, aiutano nelle faccende domestiche e sono estremamente romantici.”La donna è tentata di restare e sceglierne uno, invece decide di salire all’ultimo piano.

Il cartello del sesto piano: “Sei la visitatrice N° 31.456.012 di questo piano, qui non ci sono uomini, questo piano esiste solamente per dimostrare come sia impossibile accontentare una donna. Grazie per aver scelto il nostro negozio!

Di fronte a questo negozio è stato aperto un Negozio di Mogli.
Al primo piano ci sono donne che amano far sesso.
Al secondo piano ci sono donne che amano far sesso e sono ricche.

I piani dal terzo al sesto NON SONO MAI STATI VISITATI.

Fonte: Bastardidentro

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Lo stallone e il maiale.


Un fattore comprò uno stallone da monta, un esemplare stupendo! Lo pagò una fortuna ma dopo un mese il cavallo si ammalò. Così il fattore, disperato, chiamò il veterinario:

– Beh… il suo cavallo ha un virus, deve prendere queste medicine per tre giorni, dopo il terzo giorno vengo a controllare. Se non si sarà ripreso dovremo abbatterlo!

Il maiale lì vicino ascoltò tutta la conversazione. Dopo il primo giorno di medicinali era tutto come prima! Il maiale si avvicinò al cavallo e gli disse:

– Forza amico, alzati!

Il secondo giorno la stessa cosa, il cavallo non reagiva.

– Dai amico, alzati, altrimenti dovrai morire! – lo avvisò il maiale.

Il terzo giorno gli diedero la medicina ma… niente! Il veterinario arrivò e disse:

– Purtroppo non abbiamo scelta, dobbiamo abbatterlo perché molto probabilmente ha un virus e potrebbe contagiare gli altri cavalli!

Il maiale sentendo questo, si precipitò ad avvisare il cavallo:

– Forza vecchio mio, il veterinario è arrivato, forza alzati, ora o mai più! Alzati subito, dai!!!

Il cavallo con un sussulto, si alzò e cominciò a correre!

– Miracolo… dobbiamo festeggiare! – gridò il fattore – Facciamo una festa!

AMMAZZIAMO IL MAIALE!

Morale della storia:

Fatti sempre i cazzi tuoi!

Da facebook.

Man vs Woman #5


Un mattino un uomo torna dopo molte ore di pesca e decide di fare un sonnellino.  Anche se non pratica del lago, la moglie decide di uscire in barca.  Accende il motore e si spinge ad una piccola distanza: spegne, butta l’ancora, e si mette a leggere il suo libro.

Arriva una Guardia Forestale in barca, si avvicina e le dice:
“Buongiorno, Signora. Cosa sta facendo?”
“Sto leggendo un libro” risponde lei (pensando: “non è forse ovvio?!?”).

“Lei si trova in una Zona di Pesca Vietata,” le dice.
“Mi dispiace, agente, ma non sto pescando. Sto leggendo”.

“Sì, ma ha tutta l’attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento. Devo portarla con me e fare rapporto”.
“Se lo fa, agente, dovrò denunciarla per molestia sessuale” dice la donna.

“Ma se non l’ho nemmeno toccata!” dice la Guardia Forestale.
“Questo è vero, ma possiede tutta l’attrezzatura. Per quanto ne so potrebbe cominciare in qualsiasi momento.”

“Le auguro buona giornata signora” e la guardia se ne va.

MORALE:
Mai discutere con una donna che legge, è probabile che sappia anche pensare.

Fonte: Facebook

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Man vs Woman #4


Questa storiella gira su Facebook, riguarda una lettera scritta da una donna per lasciare il marito, di seguito la risposta dell’ormai ex marito. E’ molto divertente, citerei la fonte, ma oltre a dire che è su Facebook non sò… Credo che sia divenuta ormai una di quelle tante storielle divertenti di dominio pubblico.

La moglie:

Caro marito, ti scrivo questa lettera per dirti che ti lascio per qualcosa di meglio. Sono stata una brava moglie per te per sette anni e non devo dimostrartelo. Queste due ultime settimane sono state un inferno. Il tuo capo mi ha chiamato per dirmi che oggi ti sei licenziato e questa e’ stata solo la tua ultima cazzata.
La settimana scorsa sei tornato a casa e non hai notato che ero stata a farmi i capelli e le unghie, che avevo cucinato il tuo piatto preferito ed indossavo una nuova marca di lingerie. Sei tornato a casa e hai mangiato in due minuti, e poi sei andato subito a dormire dopo aver guardato la partita. Non mi dici più che mi ami, non mi tocchi più. Che tu mi stia prendendo in giro o non mi ami più, qualsiasi cosa sia, io ti lascio.

Buona fortuna!

Firmato: la tua ex moglie

P.s.: se stai cercando di trovarmi, non farlo: tuo fratello e io stiamo andando a vivere a Rimini insieme .

Il marito:

Cara ex moglie, niente ha riempito la mia giornata come il ricevere la tua lettera. E’ vero che io e te siamo stati sposati per sette anni, sebbene l’ ideale di brava moglie, a patto che esista, sia molto lontano da quello che tu sei stata. Guardo lo sport così, tanto per cercare di affogarci i tuoi continui rimproveri.
Va così male che non può funzionare.
Ho notato quando ti sei tagliata tutti i capelli la scorsa settimana, e la prima cosa che ho pensato e’ stata: “sembri un uomo!”. Mia madre mi ha insegnato a non dire nulla se non si può dire niente di carino. Hai cucinato il mio piatto preferito, ma forse ti sei confusa con mio fratello, perchè ho smesso di mangiare maiale sedici anni fa.
Sono andato a dormire quando tu indossavi quella nuova lingerie perché l’ etichetta del prezzo era ancora attaccata: ho pregato fosse solo una coincidenza il fatto di aver prestato a mio fratello 50 euro l’ altro giorno e che la tua lingerie costasse 49,99 euro.
Nonostante tutto questo, ti amavo ancora e sentivo che potevamo uscirne.
Così quando ho scoperto che avevo vinto alla lotteria 10 milioni di euro, mi sono licenziato e ho comprato due biglietti per la Giamaica. Ma quando sono tornato tu te ne eri andata.
Penso che ogni cosa succeda per una precisa ragione. Spero tu abbia la vita piena che hai sempre voluto.
Il mio avvocato ha detto, vista la lettera che hai scritto, che non avrai un centesimo da me.

Abbi cura di te!

Firmato: ricco come il demonio e libero

P.s.: non so se te l’ ho mai detto ma mio fratello, prima di chiamarsi Carlo.. Si chiamava Carla: spero che questo non sia un problema.


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Dott. Albert


Albert nasce in una famiglia di origini afro-padane nel 1984: il padre “Robert Lambert Albert” è il capo-pellicciaio distrettuale mentre la madre “Elizabert Dessert in Albert” svolge la professione d’insegnante al Centro Formazione Professionale dello stato di Camembert. Nove mesi prima dell anascita di Albert, Bill Gates pregò a Dio di fornirgli ispirazione su come doveva essere l’interfaccia grafica per i sistemi operativi Microsoft.

Trascorre felicemente la sua infanzia nelle praterie di una contea che ha il nome composto dalle parole “cazz” e “ano”.
Sin da piccolo si differenziava dagli altri dalle sue grasse risate scaturite dal solo pronunciare le parole “cacca, pipì e pupù”.
L’approccio con il primo computer lo ebbe a 2 anni, scoprendo che erano formati da “Chip”, smontò tutti i videogiochi della zona convinto che ci rinchiudessero dentro degli uccellini. Un anno dopo minò le fondamenta del codice binario facendo scontrare i trenini di lego che aveva in cameretta.

Nel 1988 avviene l’ottimizzazione del Multitasking, egli riusciva a leggere Topolino, ascoltando la musica e bevendo un Billy, il tutto mentre faceva la cacca!
Nello stesso anno scrisse anche il saggio che illuminò la maggior parte degli scienziati del secolo, dal titolo: “Se la matematica è un’opinione del VAilo, l’informatica, per me, è una barzelletta”.

I primi guai con la giustizia risalgono al 1990, quando investì con il triciclo tutti i gatti del paese, solo perchè il suo computer dava l’errore “Mouse non trovato”. La rigida disciplina imposta dal padre lo fece crescere con spirito sempre più ribelle. Per provocarlo indossava jeans strappati e si fece crescere barba e riccioli. Cercò quiete nel tennis, iniziando a giocare all’età di sei anni.
Nel 1990 partecipò per la prima volta a lezioni di tennis in gruppo mentre l’anno seguente, a causa delle numerose risse,cominciò a prendere lezioni private con cadenza settimanale. Divenne subito campione, scoprendo l’algoritmo per disputare la partita perfetta. Si ritirò all’età di 10 anni per mancanza di stimoli, scrivendo il libro “Datemi una racchetta e due palline che vi batterò a tennis”, libro che rimane tuttora in prima posizione nella classifica dei libri più venduti nel suo paese.

L’amore per l’informatica era sempre presente in lui, infatti, sin dalla terza elementare, egli aggiustava computer per arrotondare la paghetta. Qui scopri che tutti i problmemi software dei pc si potevano risolvere formattando, tutti in paese lo conoscevano col nome di “Format C:”.

Albert è principalmente un autodidatta, le notti passate al pc e i giorni a scuola lo fecero diventare un vero e proprio genio. Studiando la serie di Fibonacci, la serie di Fourier e la serie di Stargate, egli elaborò la serie di Albert:

[Asso,2,3,4,5,6,7,fante,cavallo,re.]

Nasce la grande amicizia con l’Ing. Vailo, conosciuto nel 1995 ad una conferenza tenuta da “BOB L’AGGIUSTATUTTO”.
Nel 1996, mentre il mondo intero era impegnato a vedere Kasparov battere a scacchi il computer Deep Blue dell’IBM, Albert stava sfidando un IBM 286. Vince al primo round, mandando ko il pc con un pugno solo, in una partita che viene commemorata come “il colpo di genio”.
Iniziano quindi gli anni dell’adolescenza, bersagliato da una così grande quantità di richieste e di stimoli da parte del mondo esterno, Albert conosce l’alcol e non se ne separerà mai più.

Il periodo delle scuole superiori per Albert è il più importante della sua vita, sia a livello sociale che geniale. Approfondisce l’amicizia nata con il VAilo negli anni precedenti e conosce il grande guru fisico/spirituale Vuc’s. Il famoso duo divenne finalmente il magnifico trio.
Il Vuc’s illuminò Albert quando egli gli chiese: “Oh grande Vico, questo bicchiere di Montenegro, secondo te, è mezzo pieno o mezzo vuoto?”
Il Vico rispose: “Caro Albert, questo bicchiere adesso è vuoto!”

Gli anni della gioventù sono un continuo alternarsi di secche, studio e corse in bicicletta per sfogare lo stress.
La vita mondana incomincia a dargli alla testa, continue infatti le serate nei locali, frequentazioni di modelle e di cattive compagnie. Nel 1999 scopre quanto è buona la Lemon Soda se corretta con il Gin. Nel capodanno del 2000, dopo aver bevuto diversi Gin Lemon, risolve il problema del Millennium Bug fissando sul monitor le due cifre che segnano la data dell’anno fino a farle sdoppiare. Nel 2002 scoprì che la Redbull non metteva le ali, ma se ci si aggiungeva della vodka si poteva comunque volare.

Gli anni universitari non sono poi tanto differenti da quelli delle superiori, l’ossessione di divertirsi sempre di più e
di non accontentarsi mai lo portano a fondare, insieme ai suoi inseparabili amici, il Team Goliardica e la fondazione Yes Weekend, organizzando serate e weekend nell’assoluta goliardia. In compenso però, riesce ancora a distinguersi dagli altri nello studio, formulando nuove teorie che lo portarono a diventare una delle migliori menti italiane di questo secolo.

Una delle invenzioni più importanti fu quando disse alla polizia di essere appena stato ad uno schiuma party, dopo che lo fermarono nudo a guidare per le tangenziali di Milano. Da non dimenticare la ricerca che fece sulle chiavi della casa in montagna, risolvendo il problema mettendo tavoli e sedie dietro la porta per mantenerla chiusa.

Si laurea oggi, discutendo davanti a milioni di persone la tesi che sconvolgerà il mondo: “nel 2015 ci sarà la fiera EXPO a Milano, nel 2016 ci saranno i mondiali in Brasile, è quindi impossibile che nel 2012 ci sarà la fine del mondo”. Questa tesi lo candida per il prossimo premio Nobel per la pace.

Tutto il mondo si chiede ora che fine farà Albert. Nella conferenza stampa tenuta il giorno prima della discussione della tesi, alla domanda “Cosa farai ora che sei diventato dottore in informatica?” ha risposto: Guadagnerò navigando! Servirò Gin-Lemon sulle navi crociera!”

Bibliografia

1988 – “Se la matematica è un’opinione del VAilo, l’informatica, per me, è una barzelletta”

1994 – “Datemi una racchetta e due palline che vi batterò a tennis”

1995 – “Come convivere con la formattazione”

1995 – “Nascita di un genio, la serie di Albert”

1996 – “Hardware: parte di un pc da prendere a pugni”

1997 – “Tutto si può aggiustare, anche senza Bob”

1999 – “Scusa ma sto bevendo un Gin Lemon”

2000 – “Millenium Bug, un errore a prima vista”

2003 – “Tre metri sopra il cielo, nascita del Vodka Redbull”

2005 – “Il Signore dei weekend”

2006 – “TuHaiL’AIZ”

2007 – “Frasi da non dire alle forze dell’ordine”

2008 – “Se questo è un uomo, ho bevuto troppo…”

2009 – “Sodoma e Goliardica”

2010 – “iPhone per capelli ricci”

2010 – “Datemi una Wii e un Motion Plus che vi batterò a tennis”