Su di me.


Sono sdraiato sul letto supino e ti osservo come se fosse la prima volta. Siamo in intimo, in tutti i sensi. Hai i capelli neri e lunghi della Via Lattea priva di stelle, la pelle di un sole che non si stanca a guardarti, e quelle gambe lì…

<<Che belle gambe che hai…>>

Il tuo viso risplende, grazie ad un sorriso malizioso ed uno sguardo verace. Con un dolcissimo entusiasmo infantile, ti siedi su di me, sul mio bacino, adagiandone un altro sulla mia bocca. Afferri il fermaglio sul davanzale, lo imprigioni fra le labbra e raccogli sensualmente i capelli, pochi gesti che svelano un’angelica femminilità.

Il tuo ombelico al naturale, categoria in via di estinzione… Ora so cosa c’è sulle porte del paradiso. Ci appoggio delicatamente attorno i polpastrelli e premo lievemente. La tua pelle è il confine… Voglio tutto quel che c’è al di là.

Mi afferri le mani e te le porti sulle gambe.

<<Sei bellissimo…>>

Mi turbi e mi infiammi, mi commuovi… Mi guardi curiosa e divertita, accarezzandomi il ventre ed il petto, mentre le mie mani non riescono a staccarsi dalle tue cosce armoniose.

<<E questo?!?>>

Non capisco a cosa ti riferisci, se alla villosità, se alla pancetta o alle smagliature, normalmente mi agiterei, ma con te, il mio mostro, ha la coda fra le gambe…

<<E’ il tuo giardino. Tanto… Tanto tempo fa ci fu una tempesta, ma l’ho sistemato al meglio per arrivare a te.>>

Sorridi tenerezza… E continui a prenderti cura di me.

<<Hai mai pensato di fare un tatuaggio?>>

<<Non che non mi piacciano, ma non credo che ne avrò mai uno.>>

Sorridi furbizia… Afferri la biro sul davanzale, serri il tappo fra le labbra, assorta, inizi a disegnare su di me…

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La giustizia trionferà?


“Bene” o “male” non sono altro che colori sulla tela i cui nomi cambiano di continuo!
I bambini che non conoscono la pace…
…e quelli che non conoscono la guerra…
…vedono il mondo con occhi molto diversi!

Solo chi ha il potere può stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato!
E questo luogo proprio ora si trova a metà strada tra le due possibilità!

LA GIUSTIZIA TRIONFERA’?!

OVVIO!

PERCHE’ SONO I VINCITORI A ESSERE NEL GIUSTO!

Eiichiro Oda.

Analisi di realizzazione.


“Chiedo soltanto una vita tranquilla, una casetta al mare o in campagna con il giardino, un amore vero e tanto tempo libero!”
VicozzaRecords

“Chiedo soltanto”
Non si sa come mai gli umani siano così capricciosi, viviamo una vita di desideri che poniamo al cielo come se ci spettasse sempre qualcosa, ognuno di noi crede di meritarsi sempre più degli altri, pretendiamo e pretendiamo come se tutti ci fossero debitori. L’autore in questo caso spezza gli schemi di questa pretenziosa umanità ponendo non solo al cielo tale richiesta, ma anche a se stesso di fronte allo specchio tutte le mattine. E’ innanzitutto con se stesso che vuol vivere la realizzazione dei propri sogni. La parola “soltanto” si rivelerà poi ironica, in quanto l’esigenze dell’autore aumenteranno a livello esponenziale fino alla pace assoluta. La parola “soltanto” è forse quella più importante perchè è lei che scaturisce il primo sorriso quotidiano sul viso del poeta.

“una vita tranquilla”
Il narratore, nelle sue “poche” pretese, inserisce scaltramente queste tre paroline che racchiudono la sostanza della maggior parte dei desideri con cui si è scontrato nella sua vita. Durante tutta la sua lunghissima esistenza, l’autore farà di tutto per poter trascorrere, nel lavoro e nel tempo libero, una vita serena all’insegna della spensieratezza e del non accanimento. Cercherà di evitare qualsiasi tipo di stress osservando gli altri, imparando dai loro errori, evitando di fare tutto quello che non fa star tranquille le persone. a causa di questo, col tempo, eviterà addirittura di starci con questo tipo di persone. I problemi degli altri rimarranno tali soltanto fino a quando non gli verrà chiesto, con il cuore in mano, il suo aiuto per poterli risolvere. Il poeta assume da diverso tempo ormai un atteggiamento positivamente egoistico nei confronti di tutto e tutti!

“una casetta al mare o in campagna con il giardino”
Pare questa la stronzata più grande scritta dal romanziere, ma chi lo conosce lo sa, si sta già muovendo da diversi anni ormai in questo intento, incominciando sin da giovine a pagare un bilocale nel bel mezzo della Pianura Padana, sperando che il riscaldamento globale porti il mare fin sotto il suo portone! In realtà preferì soltanto investire nel mattone piuttosto che lasciare tutti i propri averi in un insignificante conto bancario. L’andamento economico mondiale e i sacrifici fatti per poter proseguire nel suo sogno portano l’autore ad affrontare diverse crisi esistenziali. L’appartamento padano è però solo un piccolo passo per il raggiungimento del suo scopo finale…

“un amore vero”
Il cuore del poeta è troppo grande per una persona sola.

“e tanto tempo libero”
La leggenda narra che da giovine il poeta sentì dell’esistenza di uno zio di una collega che non faceva un cavolo tutto il giorno, sempre al bar nonostante avesse soltanto 40 anni. Egli campava grazie agli affitti che prendeva su quattro appartamenti di sua proprietà. Amante del fancazzismo, il poeta si rese subito conto che lavorare anche solo otto ore al giorno era una gran perdita di tempo, decise quindi, grazie alla garanzia dei genitori, di intraprendere il suo primo mutuo per tentar almeno di diventare come questo fantomatico zio. Lo scrittore intraprende anche uno stile di vita che pare privo d’ambizioni carrieristiche, ma che è fondamentale per poter godere della vita stessa, no al pendolarismo e agli straordinari. Il tempo non è denaro, ma sorrisi, arte, parole, amore e perchè no, anche lacrime!

C’è che qui tocca anche un po’ a voi…


Sono passati tanti giorni ormai dal mio ultimo post, son cambiate parecchie cose ma in fondo in fondo non è cambiato proprio nulla, si sta bene e niente di più. Il mio letto è sempre sfatto, gli uccellini continuano a cantare e i sorrisi, veri o falsi che siano, si aggiustano sul viso delle persone, seguendo rigide regole personalizzate.

In questi giorni ho avuto poco modo di conoscere me stesso, questa mancanza di scrittura, di voglia e anche di tempo, ha fermato gli scavi verso il mio “io”, ma mi ha permesso di soffermarmi ad osservare un po’ le cose intorno a me. Oltre al bello di questo pianeta, il creato, quelle piccole cose che vanno ad unirsi formando un orgasmo visivo, si sente spesso anche la puzza di marcio. Il marcio è presente in ognuno di noi, s’impossessa della nostra lucidità per costruirci valide motivazioni a comportarci come dei coglioni.

Io sono un coglione di prima categoria, ho perso tante occasioni nella vita, ma anche no, perchè una delle mie tante correnti di pensiero è che nulla è perduto. Mi piace quindi credere che anche gli altri coglioni di questo pianeta non siano persi e che non lo saranno per sempre. Mi piace pensare che prima o poi anche il gran visir di tutti i coglioni si faccia un esame di coscienza e chieda perdono alle persone a cui ha fatto del male. Insomma, i coglioni vanno e vengono e alla fine della fiera non finiranno mai di starmi attorno.

Ora è giunto quindi il momento di smettere di osservare troppo gli altri e di rifarsi un piccolo esamino di coscienza. Ripeto quindi di essere un coglione di prima categoria, questo anche perchè continuo e continuerò a voler bene a tutti quanti, continuerò a credere in un vostro cambiamento, perchè se posso farlo io non vedo come voi non possiate riuscirci. Credevo di essere a buon punto nella mia ricerca della perfezione, stando con me stesso ho saputo conoscermi e raggiungere il benessere, ma ho fatto anche una scoperta fondamentale, molto ipocrita ed egoista, ma essenziale per il bene di tutti. Se le persone che mi circondano continuano a lasciarsi andare in cattiverie, a non rispettare il mondo in cui vivono e le persone che “amano”, io non potrò mai sentirmi perfetto. E questa scoperta vale per ognuno di noi.

Non mi sentirò da Dio finchè non sarò circondato da angeli.

Contro tutte le ingiustizie.


MTV Exit + Muse MK Ultra Official Video – From YouTube

Ci vuole informazione cazzo! Informazione! Le nostre domande malate in questa economia malsana creano la nascita di offerte al di fuori del limite umano. Droga, contrabbando e prostituzione fanno soffrire brave persone ed arricchire gente malata e perversa. State attenti a cosa fate, a cosa volete, perchè spesso quel che vogliamo ha creato tanta sofferenza. Nel mondo a molte persone mancano i beni primari per sopravvivere, la libertà e la dignità.

Un’altra cosa di cui poco si parla è la pratica delle mutilazioni genitali sulle donne nel mondo. Consiglio, dopo la visione del video, di leggervi il seguente articolo dell’amico quarchedundepegi che trovate cliccando qui.

Un sabato di mezza estate – Chi dorme non piglia alcol!


L’aperitivo.
Ore 19:00, giornata pesante trascorsa a sistemare un pc e a prendere i biglietti di Yann Tiersen, si viaggia, sotto il sole, puliti e profumati per il sabato sera. Come mai così presto? Bisogna andare dal Kras a farsi pagare per i lavori svolti, e dato che lui non ci sta dentro con i soldi, mi paga con un aperitivo. Che poi non so se per lui sia meglio o peggio, io so solo che con quei soldi mi sarei comunque ubriacato. Decidiamo quindi di azzerare la filiera per risparmiare eventuali perdite di tempo. Entrando in camera sua, vicino al letto, noto un tavolino con una bottiglia di vino e dei piattini con affettati e formaggi… Oh figa… Ho interrotto un brutto momento… E invece no, è tutto per me, e ci si ubriaca ascoltando frenchcore e parlando di fighe. Che siano italiane o bulgare, hanno sempre la testa malata.

La cena.
Raggiungo gli altri con la mia motocicletta, sono già brillo, la bottiglia di vino si è poi moltiplicata e son diventate due. Una a testa quindi, o dovrei dire, una già in testa, che dona allegria, tanta allegria. Il bello poi, è che gli altri sono al bar, quindi l’attesa dei soliti ritardatari, si tramuta in quattro bicchieri di Lugana, belli freschi, che vanno giù come mio padre quando scende in cantina, a prendere il vino, bel cuntént. Si va poi a cena, in uno di quei ristoranti dove c’è il cameriere gay, dove entri col timore che ti prendano per il culo, dato che la prima volta che ci siamo andati, il cameriere, si era preso un mio amico in simpatia, e gli dava delle porzioni della madonna, mentre a noi ci spiegava a fatti cosa fosse realmente la fame nel mondo.
La cena invece è andata benissimo, tris di primi, costata da 1kg in due, una bottiglia da vino in due e due giri di limoncello offerti dalla casa, che secondo me “offerti” è una parola grossa dopo aver speso 40€ a cranio.

Il dopo cena.
Delirio e allegria in ogni mia singola cellula, in giro con la mia motocicletta, tra parco, bar e casa di Fede, per poi accamparsi lì definitivamente con tutti gli altri a far festa, tra limoncelli, rum e altre risate in bottiglia. In questa fase della serata cercavo in tutti i modi di rompere il mio telefonino, lanciandolo ovunque e prendendolo a calci, senza successo. Per il resto, il degenero ha impossessato tutti, per prima la stessa Fede, che si è addormentata appena arrivati, lasciando casa sua in balia degli svitati, che inteneriti, l’hanno coperta con la trapunta dei gatti…

Il vuoto.
Momenti che in pochi ricordano, ma ci sono fotografie a testimoniare che eravamo quasi tutti vivi…

La notte.
Mi addormento per terra sul tappeto, Pasqua si è preso cura di me, dandomi un cuscino e togliendomi le calze. Lo vedo poi portare Fede di sopra a letto, come se fosse una sposa, e secondo me ha anche cozzato addosso a qualcosa che lei si è svegliata con diversi lividi… C’è chi mi saluta, con le mani unte, mentre la stanza gira… I gatti mi vengono a trovare, dormiamo un po’ insieme, ma poi se ne vanno… Russo troppo…

La mattina.
Ore 9:00, giornata pesante e ricca di postumi, mi sveglio in un luogo che non è la mia stanza, non è la mia casa. Vado in bagno a fare tre ore di pipì, a lavarmi la faccia e i denti con il dito. Sono in paranoia perchè non ho chiesto il permesso di dormire lì e non sapevo quindi se c’erano in giro eventuali genitori. Sento poi dei rumori e qualcuno avvicinarsi alla porta… Un sollievo della madonna quando poi si è rivelata Fede. Si sveglia anche Paola e facciamo colazione con vino bianco, pasticcini e “succo alla frutta del sabato sera”. Rievocazioni di ricordi sotto uno splendido portico, passeggiata in un magnifico giardino, a piedi nudi, con tanto di assaggio di basilico, salvia e menta, il tutto sotto lo sguardo allibito dei vicini di casa… C’è stato anche un rinnovo d’amicizia, tra due amiche, che per non esser banali, scambiano con i piedi, un segno di pace.

Usar la testa…


mirasta

Desiderio di tranquillità ma allo stesso tempo di rivoluzione, una rivoluzione  lenta ma efficace, risolutiva. Ogni giorno penso a come fare per poter cambiare tante cose, ma non cose su di me, cose sul mondo, sull’altra gente. Ora non che io mi senta perfetto, ma la mia volontà nel diventarlo è altissima! Faccio di tutto ogni giorno per sentirmi migliore, sacrifici, grandi e piccoli che siano, che mi danno soddisfazioni.

Non voglio di certo che siano tutti quanti così, la differenza delle persone fa bello il mondo, ma cribbio secondo me ci vorrebbe un po’ di buon senso. La gente secondo me dovrebbe pensare quando fa qualcosa, pensare almeno alle conseguenze. Anche io sono un grande sostenitore della frase “Vivere la vita come viene” ma spesso, anzi, sempre, possiamo decidere noi come VIENE la vita, per il nostro bene e per quello degli altri.

Quindi che ci vuole a pensare un attimo prima di fare qualcosa? Rinunciare può rivelarsi utile quanto agire, vale quindi il contrario. Valutare bene se una cosa è da fare o no! La priorità siamo noi stessi certo, ma noi stessi abbiamo anche bisogno delle persone che ci stanno attorno, noi non siamo solo noi, ma anche le persone che ci circondano, siamo anche parte di loro…

L’istinto è un’altra parte fondamentale di questo contesto, l’istinto è il nostro libretto d’istruzioni alla vita, è quello che sa cose che non ci ha mai insegnato nessuno, ma che ci ha donato chi ci ha creato. Per quanto possa essere contradditorio, l’istinto è importante quanto la valutazione delle azioni da intraprendere. Entrambi, devono essere utilizzati alla pari, rigorosamente PRIMA l’istinto POI la valutazione ed INFINE l’azione.

Secondo me, se facessimo tutti così, vivremmo già in un mondo LEGGERMENTE migliore.

Passiamo alle cose serie ora: l’istinto è quello di rifarmi i capelli RASTA, valutando però il tempo per mantenerli è eccessivo, non mi fanno entrare in tutti i locali, tutti son convinti che sono un drogato e per di più gli sbirri mi fermerebbero sempre, come già capitato e ogni volta mi perquisirebbero non una ma due volte, come già capitato. Conclusione, per il momento tengo ancora i capelli corti.