La terra di Mezzo.


Email From Albert To VAilo,Vico:
“Figa raga vi racconto un storia sentita ieri. Praticamente c’era sto ragazzo qua, che era con noi ieri sera, si presenta e mi dice sono un elfo. Io non capendo mi sono messo a ridere. Pensavo fosse un coglione… Praticamente ho sentito la sua storia. Allora gli elfi abitano in un “villaggio”, se si puo dire cosi, nella Toscana. trascorrono una vita senza tecnologia. Mi raccontava di quelle storie molto interessanti, mi ha detto che queste case/villaggio sono aperte a tutti, l’alloggio è gratuito e lavori per vivere. Lui mi raccontava che faceva prima il raccoglitore di frutta adesso il taglia legna. La legna extra che taglia la vende per fare un guadagno extra per lui.

Ma la cosa che ci sono rimasto è quando mi ha detto che quando vuole incontrare altri amici elfi mi fa… Sono vicini da me solo un oretta e mezza a piedi! Pero! Poi mi ha raccontato che nel weekend scorso si è fatto tutto il giro della valle a CAVALLO e con il suo cane dormendo nei vari rifiugi di cacciatori! Fide sembra come into the wild. Da ignorante non sapevo potessero esistere ancora queste cose! Soprattutto in italia!
Che ne dite?”

Email From VAilo To Albert,Vico:
“Una mia collega ha fatto la stessa cosa, in una fattoria macrobiotica… Raccoglieva frutta e si pagava così la vacanza, la cosa fantastica è che la fattoria era alle Hawaii… Ho visto le foto e sono uno spettacolo. Lavorava fino alle 16 e poi andava in spiaggia e feste la sera. Il suo “capo” era un pazzo e qualche giorno non andavano nemmeno a lavorare, ma si ubriacavano alla grande!

Gli elfi esistono e anche le fate!”

Email From Vico To Reparto di Neurologia Ospadale di Bussolengo:
“Egregio Dott. Sigimondo Freudo,
si ricorda quel problemino avuto tempo fa riguardo ai miei amici invisibili? Ecco per un po’ non si sono più sentiti e tutto procedeva bene, la mia vita stava prendendo una direzione giusta. Ora però si son fatti risentire e mi hanno parlato del mondo degli elfi e delle fate. Le chiedo se è possibile vederci al più presto per ricominciare le cure, in quanto non vorrei di nuovo farmi trascinare dalle loro assurde idee, e magari sparire per qualche altro weekend. I miei genitori credono che io sia guarito e non vorrei dargli altri dispiaceri.”

Non tutto il male vien per nuocere…


beppe-peace

Precisamente l’anno scorso, nell’euforia di una domenica pomeriggio, il sottoscritto e Beppe decisero di andare ai parketti con una bella mini palla da rugby, ovale, colorata, dura e simpatica. Decidemmo quindi di fare dei bei lanci lunghi da una parte all’altra del campo, con noi si unì Jonny, anche lui esperto lanciatore come noi. Insomma, una stupenda giornata all’insegna del relax, dell’amicizia e dello sport!

Tra i vari lanci arriva il mio turno: “Beppe! Lancio lungo!”
Beppe si lancia in aria per prendere la palla ma qualcosa non va, si sente un rumore strano, non riesce ad afferrare il pallone e si tiene la mano dolorante. Va a finire che il mignolo della mano destra decide di staccarsi dall’osso e guardare verso il gomito… Uno spettacolo agghiacciante…

“Ahi Ahi Ahi!!! Jonny Guarda!!!”
“Ma che schifo! Cosa devo guardare?!?”
“E tiramelo!”
“Ma che cazzo ti tiro! Andiamo all’ospedale!”

Dopo tre ore di ospedale, nel quale Beppe lavora come infermiere, il protagonista si ritrova con il mignolo steccato e un mese di prognosi. Ovvio che Beppe mi guarda male… E’ profonda estate e per di più gli ho rotto il dito, anche se non l’ho fatto apposta. “Dai Beppe, non tutto il male vien per nuocere, adesso stai a casa un mesetto, poi neanche torni al lavoro che vai in ferie! Cosa vuoi di più!”
“Un dito normale!”, risponde…

Insomma, alla fine non tutto il male vien per nuocere, lui era da novembre che lavorava senza sosta, con turni massacranti e non si era fatto nemmeno una festività a casa… Ha passato tutto agosto ad ingrassare e farsi i cazzacci suoi, alla faccia di quelli che lavoravano, passava tutto il tempo da me a bere Mojito, poi, negli orari dei controlli andava a casa, che è a due passi dalla mia… Addirittura a ferragosto vennero a fare un salutino i medici del lavoro… Mentre noi grigliavamo in casa VicozzaRecords!

Morale della favola, ieri vedo Beppe, stressatissimo, incomincia a perdere i capelli e quelli che rimangono si stanno scolorendo, ha i nervi tesi ed è triste per il lavoro, senza neanche salutarmi mi fa:

“Oh! Non è che mi romperesti l’altro mignolo?”