Libertà non apprezzi se galera non provi.


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Il mio tapis roulant è il mondo.

Non me ne vogliano i galeotti, e nemmeno i miei titolari,  ma vedo il lavoro dipendente come una forma di galera o schiavismo che sia. Perchè le famigerate otto ore al giorno, se tutto va bene, trascorse a far guadagnare altri, per una cifra che non sarà mai di pari valore al tempo perduto, dimezzano la giornata dell’essere umano! In più, il tempo che rimane, si dimezza per le necessità impellenti, che siano mangiare, comprare vestiti, pagare bollette oppure perdersi nella burocrazia… E poi si dorme. Rimane quindi ben poco tempo per far le cose che ci piacciono.

Quindi non sempre, così, alla cazzo, puoi tentare di correre i 20 km, e fa niente se poi ne fai solo 17, quel che conta è avere il tempo per muoversi, e farlo in mezzo alla natura, non star seduti otto ore di fronte ad uno schermo.

Quindi non sempre, così, alla cazzo, una sera dici a due amici “Perchè non andiamo in quella città lì in bicicletta, ci facciamo una mangiata e bevuta in quella trattoria dei camionisti col prezzo fisso, e poi smaltiamo nel ritorno?”

Quindi non sempre, così alla cazzo, la mattina ti svegli quando il tuo corpo è stanco di dormire, e la sera vai a letto, quando il tuo corpo è stanco di star sveglio.

Quindi non sempre, così alla cazzo, decidi di riordinare la stanza alle due e mezza del mattino, oppure di passare un’ora seduto di fronte al bar alle quattro del pomeriggio a pensare a cosa fare, o a quanto è bella la ragazza con gli occhiali dell’altro tavolino.

Quindi non sempre, così alla cazzo, capisci che quest’anno, LA SVOLTA, sta anche nei gusti, e capisci che ti fanno impazzire le ragazze con gli occhiali.

Quindi non sempre… Lo si può fare ogni tanto, se ci rimane del tempo libero, nel weekend.

Ed io in queste ferie mi sento libero. Libero di fare quel che voglio, libero di essere ciò che sono.

Il Pan del Diavolo – Libero – From YouTube

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L’evoluzione di un pensiero. (Chiodo fisso.)


C’è bisogno di riposare.

Domattina, se il mio fisico se la sentirà, farò la mia ultima corsetta. Poi stop di qualsiasi attività fisica per una settimana, o una decina di giorni. Vedremo…

Ne ho proprio bisogno. Serve al fisico ed anche alla mente.

C’è bisogno di una botta di vita. Mi devo quindi gasare, predisporre il cervello ed i pensieri al sereno per far si che questo week ed i giorni che seguiranno mi diano sensazioni forti.

Come la scopata che mi son fatto stanotte, dormendo, in quel negozio dove quasi ci sgamavano… Che mi ha generato una forte polluzione notturna. Che schifo porca troia… Che schifo… Che schifo.

Quindi stasera faccio il bravo, come sempre, cercherò di andare anche a letto presto, perchè sarebbe veramente bello svegliarsi domattina in piene forze e correre più che posso, prima della necessaria pausa.

Poi preparerò un bel pranzetto per me ed il mio babbo. Verdure a gogò. Mi riposerò con un film. Poi vedrò… Che cazzo non si può mica programmare tutto!!!

Come la scopata che mi son fatto stanotte, dormendo, in quel negozio dove quasi ci sgamavano… Che mi ha generato una forte polluzione notturna. Che schifo porca troia… Che schifo… Che schifo.

Qualcuno o qualcusa l’avrà pur programmata no?!?

Bisogna accantonare per un po’ quei generi musicali che spingono il pensiero verso orizzonti non troppo definiti, crepuscolari… Vai di rock, ska, reggae, punk, elettronica da sballo!

Ultimamente mi arrivano segnali particolari dalle persone che mi circondano. Quello che più mi ha colpito è l’esser stato giudicato come “matto”. La cosa a caldo non fa molto effetto, ci si ride sopra, ma dopo un po’ mi vien da pensare… Che sia matto veramente? Perchè mi dicono così? Perchè non ho più paura di dire quello che penso, perchè nessuno è più in grado di mettermi i piedi in testa? Perchè sto crescendo? Perchè?

Ma che cazzo me ne frega. Per me siamo tutti uguali. Per me siamo tutti belli e bravi, con un sacco di problemi, che un giorno, chi prima, chi poi, si renderà conto di avere e farà di tutto per risolverli.

Io lo so cosa devo fare, in cosa devo guarire. Io devo realizzare i miei sogni. Devo realizzare qualcosa di grande.

Come la scopata che mi son fatto stanotte, dormendo, in quel negozio dove quasi ci sgamavano… Che mi ha generato una forte polluzione notturna. Che schifo porca troia… Che schifo… Che schifo.

Puttana che performance!

C’è bisogno di scopare.

Pensieri di un aspirante corridore.


Dovrei imparare a pilotare gli elicotteri. Quanta figa beccherei con un elicottero?

Ma chi è quella merda che ha commentato così volgarmente la mia ultima poesia? Chissà se è ancora seduto sul cesso…

450€ spesi per gli occhiali nuovi. La maiala ladra bastarda di una crisi di merda. Mi costava meno un viaggio a Lourdes.

Figa ho bevuto, ho dormito solo 4 ore e ho ancora fiato.

Alla fine sto cazzo di sole è arrivato.

Quel bastardo di Elia ne ha limonate tre ieri, mentre io m’imbambolo come un ciuccio…

Dovevo scoprirlo solo ora che c’è un pullman che ti riporta a casa dalla discoteca? ORA? Quante serate mi son perso a guidare e non bere?!?

Dovevo tagliarmi le unghie dei piedi.

Basta adesso mi fermo, mi fan male le gambe. Se ti fermi sei un fallito.

Chissà che non becchi le due lesbiche dietro qualche cespuglio… Gli farei l’occhiolino, mi metterei il pisello fra le cosce e mi butterei nella mischia.

Bella sta canzone! Son tutte belle le canzoni che ascolto. Mi dovrebbero pagare per la bella musica che ascolto.

Mmm… Ragazza all’orizzonte. Speriamo che sia figa. Speriamo che sia figa. Speriamo che sia figa. Speriamo che sia figa. Figa c’ha 50 anni…

No ma sul serio, cosa costerà un brevetto per pilota di elicotteri? Meno degli occhiali spero…

Quasi quasi mi fermo prima. Se ti fermi prima sei uno sfigato ed un fallito.

Devo abbassare i miei standard, a puntar sempre la più bella, in certe serate, non combino mai un cazzo.

8 km in 53 minuti. Puoi fare di meglio. Tipo scopare un po’…

Duemilaetredici… LA SVOLTA (pt.5 – Speciale 8 marzo)


Auguro a tutte le donne, oggi, domani ed i giorni che verranno, tutto il bene del mondo. Ma soprattutto, la forza. La forza per andare avanti, la forza per denunciare, la forza per vincere questa guerra per l’indipendenza, la dignità e anche contro la violenza. Perchè tante donne stanno da Dio, non hanno problemi, sono indipendenti e sono anche amate. Purtroppo però altre sono vittime di un modo di pensare e di comportarsi vergognoso da parte degli uomini, ma anche da parte di alcune donne.

Credo nella parità assoluta. Sono contro ogni violenza, per un mondo senza vittime di alcun sesso. Credo però che ci son persone che sanno amare e rispettare, altre purtroppo che non lo sanno ancora fare.

Auguro LA SVOLTA anche a tutto questo. Impariamo ed insegniamo ad amare, tutti quanti, la nostra vita e quella degli altri. Diamoci un taglio! Alle stronzate, ai soprusi e alle violenze. Dedico una canzone fantastica a tutti quanti. Il testo spinge al cambiamento, il video è ricco di immagini forti, secondo me rimane però spettacolare e carico di significato… L’esasperazione porta alla sconfitta di tutti.

Antony and the Johnsons – Cut the world – From YouTube

Per così tanto tempo ho obbedito a quel decreto femminile

Ho sempre contenuto il tuo desiderio affinché non mi ferisse

Ma quando mi deciderò a dare un taglio al mondo?

I miei occhi sono coralli che assorbono i tuoi sogni

La mia pelle è una superficie da spingere fino al limite

Il mio cuore è la testimonianza di scene pericolose

 

Ma quando mi deciderò a dare un taglio al mondo?

Quando mi deciderò a dare un taglio al mondo?

 

Quando mi deciderò a dare un taglio al mondo?

 

Antony and the Johnsons

E niente… Vado a letto e metto su un bel film.


Ore 02.08. Domenica 24 Febbraio 2013.

Sono veramente stanco, in tutti i sensi. Talmente stanco che non ho nemmeno voglia di svestirmi e di mettermi nel letto. Il letto è a trenta centimetri, ho tolto solo le scarpe e slacciato la cintura. Mi sento un attimino gonfio, sicuro domani mi sveglierò presto per motivi fisiologici. Fanculo. Fanculo sul serio perchè ho voglia di dormire fino a tardi, ed è anche un po’ per questo forse che sono ancora qui, per stancarmi di più.

Non ho scritto per giorni, non ho passato una bellissima settimana, una leggera influenza ancora mi accompagna. Tornavo a casa dal lavoro, e con le troppe cose da fare alla fine non riuscivo a mettermi a scrivere qualcosa. Poi ho un sacco di confusione in testa, un sacco di cose da dire… Le elezioni, i sogni di vita, i sogni d’amore, i viaggi che vorrei fare… Troppe cose che vien quasi l’ansia a pensarci troppo. E qui mi è scappato un mezzo sorriso.

Il calorifero perde, ogni minuto cade una goccia, la bacinella è piena per un terzo ed è li da due giorni. Un po’ squallido lo so, ma la pigrizia mi fa piacere anche il rumore della goccia che si schianta con milioni dei suoi simili. Ora mi alzo un attimo e accendo una candela alla vaniglia, e spengo la luce. Faccio atmosfera.

Ho messo anche il pigiama. Che botta di freddo! Metto anche un po’ di musica, Apparat, non male il suo ultimo album. Dovrebbe far qualcosa con Yann Tiersen, credo che ne uscirebbe un capolavoro senza pari. Questa musica scaturisce puri stati d’ipnosi.

Cazzeggio. Viaggio e cazzeggio.

Devo spezzare una lancia a favore di tutte le donne, le vere donne, a proposito del post precedente e di quelli che verranno. Se chiamo maiala una ragazza, è perchè questa ci si comporta così, non appiccico appellativi gratuitamente io. Ecco. E se ci si comporta così, significa che certi atteggiamenti li ho visti o subiti di prima persona. Ecco. Non mi affido alle malelingue. Ecco.

Di solito non mi giustifico, non ne ho bisogno, ma per voi, per chi non mi conosce, per chi fa facili sentenze su due righe che legge… Ecco… Mi sembra il minimo farlo.

Ho un debole per le persone sensibili. Per la musica, i film e le fotografie. Ho un debole per le emozioni. Devo continuare a divertirmi, il resto verrà da se.

Ore 03.08. Domenica 24 Febbraio 2013.
Ora metto i tag ed il titolo al post.

 

Non c’è niente da fare in quei momenti, se non fare l’amore.


Quei giorni che ti prende la stanchezza e il malumore. Al lavoro ti pigliano per il culo, l’ambiente intorno a te non cambia di una virgola, peggiora, diminuiscono le facce amiche ed aumentano le facce antipatiche, di quell’antipatico che già sai, non quell’antipatico a pelle…

Arrivi a casa morto dentro. Una morte che si espande piano piano verso l’esterno, prendendo ossa e muscoli. Il corpo è una pezza lasciata al gelo, la testa è una pezza intrisa di olio e grasso, il cuore è una pezza…

La camera è piena di distrazioni, film, fumetti, musica, libri e costruzioni, per non parlare del computer, del televisore e della playstation. Rimango immobile ad osservare il tutto. Guardo un film? Leggo un libro? Faccio una partita? Sistemo i Lego? Imparo qualcosa? Passano i secondi, poi i minuti, diverse decine di minuti. Non mi decido. Non so che fare…

E’ il momento peggiore della mia giornata, quando il quotidiano in qualche modo ti ha svuotato e ti lascia paralizzato in una stanza a non saper che cazzo fare. Ma tu in fondo lo sai cosa vuoi fare, tu vuoi stare con lei, tu il film lo vuoi guardare con lei, il libro lo vuoi leggere di fianco a lei, che ne legge un altro, ed ogni tanto alzi lo sguardo ad ammirarla e a pensare “porca troia era ora!”, poi metti la musica e sul letto ti rilassi con lei, non da solo come un coglione a cambiar canale, ma con lei, a guardarsi negli occhi, a raccontarsi la giornata, a limonare fino a quando non c’è rimasto più niente addosso. Ma lei chi?

Allora vado a lavarmi, poi decomprimo il tutto come uno zombie, guardando un telefilm. Ceno coi miei, quasi obbligato e poi esco a camminare ed in giro non c’è un cane.

L’evoluzione del pensiero, dopo aver visto un po’ di figa.


Ieri ero ad un corso obbligatorio sulla sicurezza, per i lavoratori del commercio, ed avevo alla mia sinistra una bella maiala trentenne con pantacollant e scollatura ricca d’esperienza. Io mi ero vestito da figo. Che non si sa mai… Niente questa era sempre a gambe accavallate, ma mai dritta! O mi rivolgeva il seno, oppure le chiappe… E che chiappe, da fissare all’infinito come quando si fissa il cielo. Che uno può anche pensare… Son segnali… Ma quali segnali! Anche se fosse poi, alla mia destra c’era uno più figo di me, più magro, più abbronzato, con gli occhi più verdi e i capelli più biondi, che si faceva notare perchè interagiva spesso nella lezione facendo sempre interventi appropriati… Quindi i segnali sarebbero stati sicuramente per lui. Che pensandoci se fossi stato bisex, probabilmente adesso sarei ancora la a terra svenuto.

Uno fa tanto per farsi figo, che alla fine c’è sempre qualcun altro più figo di te.

Torniamo poi al discorso delle diciottenni, pare ormai che io non pensi ad altro, d’altronde è la seconda volta in pochi giorni che mi ritrovo in luoghi dove queste sfoggiano il meglio di se. Questa volta in un locale dove non si privilegiava la fattanza, ma la bella presenza. Un piazzale trasformato nel salotto della moda, ove non oso nemmeno immaginare quali discorsi impegnativi escano da quelle labbra, quelle giovani labbra, quelle labbra che sfuggono facilmente ai miei sguardi perchè attirati di forza dai seni e dai glutei così tosti che sembra di sbatter la testa contro un muro! CAZZO!

Se dovessi incontrare un giorno i genitori di queste ragazze, secondo me mi ringrazierebbero, con riserva, perchè come può un figo come me, non averle ancora toccate?!? Rimango pur sempre un signore, quando sono sobrio.

Sembra un po’ che me la sto tirando in effetti. Mi sento un figo, faccio lo snob, finto chic ed arrapato. Ma io, nonostante i chili persi, ho ancora la testa del timido ciccione, che si mette sempre da parte ad osservare… Ad immaginare…  A perdermi in ragionamenti assurdi…

Perchè mi sono ostinato ad ascoltare Lara Del Rey e non Adele, che ha la voce molto più bella ed è poco meno deprimente? Perche Lana è più figa! Adele è cicciona e a me le ciccione non piacciono, d’altronde non mi son mai piaciuto nemmeno io. Quindi mio caro buon Vuc’s, dove è andata a farsi fottere quella valanga di buonsenso e signorilità che tanto millantavi?

Perchè io, se non ho dei dubbi prima di tornare a casa, non dormo bene.