Chi semina raccoglie sempre.


Ecco… Figa… E’ arrivato il filosofo! “Chi semina raccoglie sempre”. Ha scoperto l’acqua calda…

Che poi questa cosa dell’acqua calda l’ho capita da poco. In pratica coi tempi che corrono adesso, è facile scoprire l’acqua calda! Basta che apri il rubinetto rosso. Ma una volta come facevano? Dovevano prima scoprire il rubinetto rosso!

Succede che una mattina si fa colazione al bar, prima dei grandi preparativi, ed incontro la ex, che poi scrive il messaggino, quello dei ricordi e dei sensi di colpa. Sto diventando proprio un figo…

Succede che una giornata di sbattimenti fatti bene si trasforma nella grigliata più bella mai organizzata a casa mia. Eravamo tutti “cazzi”, ma ora ho la scusa per organizzarne una per sole “fighe”!

Succede che certi amici non li vedi da un pezzo, e quando ci si incontra è come se non ci si fosse mai separati!

Succede che se a me piace una ragazza e glielo dico, “la mando a massa”, perchè son troppo bello ed interessante, ma soprattutto perchè è già fidanzata.

Succede che ogni tanto qualcuno semina merda e ci si inciampa dentro. Basta non stargli troppo intorno che tutto cambia.

Succede che grazie a questo blog ho incontrato un’altra amica, una di quelle storiche che non scrive più da un pezzo ormai. L’ho vista crescere per un po’ ed ora l’ho vista dal vivo, finalmente.

Che dire, carina, incasinata, logorroica, simpaticissima, molto dolce e un poco ingenua.

E quindi che succede? Succede che basta vivere, che ci si diverte e si sta bene. Che basta vivere, che ci si incazza per imparare a star bene! E non per star male! Succede che basta vivere, che si conoscono le persone più interessanti di questo universo.

Succede che bisogna continuare a seminare, succede però che certa gente dovrebbe smettere di farlo nei fazzolettini.

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Io mi sa che prima o poi, a Firenze, mi ci trasferisco.


Porca troia sono su Italo e sto andando a Napoli. E porca troia lo scriverò spesso. Che porca troia mi piace un sacco dirlo ultimamente, mi esce in maniera troppo naturale… Vabbè… Porca troia.

Firenze è nostra ormai. Mia e di Elia. “Siam venuti per la fiorentina”, e ce la siamo magnata, bona… 114 euro in uno dei ristoranti più buoni della città. Carne spettacolare, servizio buono, ma a fare il conto non son poi così mica tanto buoni… 114 euro porca troia.

Poi, porca troia, è pieno, ma che dico pieno, invasato di figa. Roba da matti, ovunque ti giri, ti esce il sangue dal naso! Che poi a noi, in quel locale lì, quello pieno di figa, porca troia, non ci hanno fatto mica entrare.

Che a sceglier le magliette da indossare prima, prima di uscire, “Elia, questa va bene?” “Perfetta!”

Tu con la maglietta non puoi entrare… Niente allora… Che io, porca troia, indosso la maglietta per non farvi vedere le smagliature?!?

Porca troia. Ricordo di avergli detto che mi fanno schifo, a quei buttafuori lì…

Che poi se ci avessero fatto entrare, sarebbe successo il putiferio, perchè io ed Elia, in quei locali lì, tutti pettinati, non ci sappiamo proprio stare, e ci avrebbero cacciato sì, in qualche modo. Porca troia.

E l’ondata di fighe che usciva dal locale era molto più di quella che entrava.

Perchè noi eravamo lì fuori, mica dentro, e allora dentro, le fighe, che ci stanno a fare?

La verità è che la festa era fuori, lo spettacolo era fuori! Le messicane erano fuori, ed Elia, per non farsi la più brutta, che quella senza baffi ci stava con me, non se l’è cagata proprio, questa subito s’è portata via l’amica! Elia mi deve una messicana. Senza baffi. Porca troia.

E Firenze è piena di personcine per bene che hanno ancora dei sogni nel cassetto, studiano per realizzarli, le persone son carine dentro, ma ce ne possiamo accorgere solo le fai stare a proprio agio. Porca troia. E a Firenze ci son sempre personcine per bene, che se lo fanno sucare dalle maiale in Piazza Michelangiolo. Abbiamo visto anche questo… Porca troia.

E niente, peccato che io sia sul treno per Napoli, e lui da solo sull’A1 per Milano… Perchè c’è stata una bella sintonia, e ci si sarebbe divertiti ancora alla grande, ancora e poi ancora, e poi ancora e porca troia! Ci si divide così, ma si continua, in separata sede, si continua a vivere.

P.S.: Sono appena arrivato in terronia, la canzone d’accoglienza dice così: “Il gioco del mandingo, ti giro e poi ti spingo…”

Un po’ di freschezza e genuinità.


Così, come direbbe Mario, “dritto pe dritto”, quel che c’ho in testa.

I capelli.

Ieri ho corso 15 km, piano piano, senza scatti o progressioni, stesso passo, stesso fiato, dall’inizio alla fine. Ne avevo ancora… Ci ho messo quasi due ore, un tempo altissimo, ma ne è valsa la pena. Sento che posso fare di più, sento che posso fare di meglio. Sento che non è la velocità che mi assilla, ma la distanza. Voglio andare lontanissimo, ma voglio farlo lentamente.

Quindi, con questi tempi, probabilmente mi toccherà chiedere ferie…

Vabbè ma qui sembra che si parli solo di correre, corsa e vita. Cambiamo argomento.

La figa.

Non c’è.

Mica come Dio. Lui c’è sempre. Anche quando vi toccate, anche quando fate l’amore.

Alcuni gli danno anche del porco. Io con quei poteri, probabilmente, farei altrettanto…

Ma non li ho… Mi tocca quindi salvare il mondo.

Qualche pippa, altrimenti vado in pappa…


Che a me in fondo, la mia vita piena di vizi non è che dispiacesse molto, chiaro che, con tutto quel bere, mangiare e fumare, non c’era da stare troppo tristi ecco… Tutto aiutava a socializzare, a divertirsi e a dimenticarsi dei problemi… Gli effetti collaterali arrivavano però puntualmente il giorno dopo. Postumi pesanti come pianeti, pensieri che si facevano più scuri del buio.

Che a me in fondo, questa vita senza vizi non è che dispiaccia molto, chiaro che senza bere, mangiando sano e fumando pochissimo, il mio fisico è quasi sempre pronto a tutto, non mi viene il fiatone per le stronzate, mi piaccio di più, son più sicuro di me… C’è che non va però che manca quella marcia in più per render tutto un po’ più leggero. Perché è giusto esser sempre lucidi, ma una mente in perenne elaborazione come la mia, ha bisogno di qualche pausa, di qualche distrazione.

Poi il buon vino, le birre trappiste, un piatto un po’ più gustoso, anche solo un cazzo di amaro dopo il caffè della cena ecco… Ste cose un po’ mancano…

Credo sia arrivato il momento della via di mezzo. Una vita di eccessi, 14 mesi di sacrifici. Serve conciliazione e criterio, troppe privazioni mi fan sentir legato, mi serve capire che io posso, ogni volta che voglio. Devo studiare bene questo concetto di volontà per capire se posso iniziare oppure no.

Quando voglio? Perché voglio? Ti serve per dimenticare dei problemi? Che tipo di problemi? Cose gravi? Ti serve per festeggiare, per sciogliere una conversazione? Perché ti annoi? Per alleviare una sofferenza che hai paura di affrontare? Riuscirai a smaltirlo in qualche modo?

Ecco, prima di bere, assaggiare qualcosa o fumare, io mi farò un po’ di domande per capire se ne vale la pena o no. La negazione a prescindere sarà pane per i suoi denti.

Qui si impara a vivere, ogni giorno che passa, si impara a vivere.

Sabato invece andrò ad una festa di carnevale e berrò per fare casino e andare a cuccare con il mio compagno di figa Elia.

Le seghe delle medie.


Ciao miei cari lettori, come vanno le cose? Diciamo bene e chissenefrega di tutto il resto? Così ci evitiamo quelle situazioni imbarazzanti che si creano quando qualcuno espone i propri problemi all’altro? Fatta!

Facciamo così… Parliamo del più e del meno.

Ho comprato una tuta dell’Adidas e anche un bel maglioncino. Fare shopping senza tutti quei chili di troppo è una vera pacchia, una goduria quando vedi che taglie di modeste dimensioni ti fanno sembrare un bel figurino, quella facilità poi nel trovare quella giusta appena scopri un capo d’abbigliamento gradevole… Si gode un po’ meno quando si inserisce il codice del bancomat, ma vabbè… Tutto ha un prezzo.

A me non è mai piaciuto fare shopping, mi scassavo sempre i maroni a star li a provar vestiti, o ad aspettare gli altri che li provavano e stavan li a chiederti se era carino quello, se stavan bene con quell’altro… Due maroni… Invece ora mi sento pronto ad affrontare la sfida, mi piacerebbe far compagnia ad una bella figa che si prova dei bei vestitini primaverili oppure degli intriganti pantaloni di pelle…

A proposito di tute, sabato sera c’è stata una bella reunion tra vecchi compagni delle scuole medie. Per me il periodo delle medie non è stato per niente facile, io ero il ciccione puzzone della classe e me ne sentivo dire di ogni alle spalle… Vuoi un po’ gli ormoni, vuoi un po’ il bisogno di riscatto, mi son dovuto far notare con la mia pazzia. Allora tra le tantissime cazzate combinate, facevo finta di farmi le seghe durante le lezioni, rigorosamente in tuta con le mani in tasca. Pensadoci ora è una cosa da veri imbecilli, ma con la testa di un ragazzino cambiano molte cose, soprattutto dopo che vedi che tutti se la ridono, divertiti, e che le lezioni passavano più leggere. Per farmi notare dovevo fare cazzate, oppure dovevo drogarmi, meno male che ho scelto la prima. Alla cena di classe, tra un brindisi e l’altro, che non so per quale motivo ad ogni brindisi dovevo sostenere un discorso, quei bastardi dei miei ex compagni mi hanno ricordato sta cazzata che facevo, allora si è scherzato di brutto su sta cazzata delle seghe e della tuta, che ho ringraziato tutte le ragazze presenti e non, per le piacevoli fantasie concesse durante le lezioni.

Oh io alle medie ci avevo provato con quasi tutte, mai nessuna si è concessa a me, secondo me però ora un pensierino su questo bel bocconcino simpaticone se lo son fatto pure loro. Tutto torna. Mi piacerebbe un giorno sapere se c’è mai stata una persona sulla terra che si sia masturbata pensandomi…

Elio e le storie tese – Tapparella – From YouTube

L’evoluzione del pensiero, dopo aver visto un po’ di figa.


Ieri ero ad un corso obbligatorio sulla sicurezza, per i lavoratori del commercio, ed avevo alla mia sinistra una bella maiala trentenne con pantacollant e scollatura ricca d’esperienza. Io mi ero vestito da figo. Che non si sa mai… Niente questa era sempre a gambe accavallate, ma mai dritta! O mi rivolgeva il seno, oppure le chiappe… E che chiappe, da fissare all’infinito come quando si fissa il cielo. Che uno può anche pensare… Son segnali… Ma quali segnali! Anche se fosse poi, alla mia destra c’era uno più figo di me, più magro, più abbronzato, con gli occhi più verdi e i capelli più biondi, che si faceva notare perchè interagiva spesso nella lezione facendo sempre interventi appropriati… Quindi i segnali sarebbero stati sicuramente per lui. Che pensandoci se fossi stato bisex, probabilmente adesso sarei ancora la a terra svenuto.

Uno fa tanto per farsi figo, che alla fine c’è sempre qualcun altro più figo di te.

Torniamo poi al discorso delle diciottenni, pare ormai che io non pensi ad altro, d’altronde è la seconda volta in pochi giorni che mi ritrovo in luoghi dove queste sfoggiano il meglio di se. Questa volta in un locale dove non si privilegiava la fattanza, ma la bella presenza. Un piazzale trasformato nel salotto della moda, ove non oso nemmeno immaginare quali discorsi impegnativi escano da quelle labbra, quelle giovani labbra, quelle labbra che sfuggono facilmente ai miei sguardi perchè attirati di forza dai seni e dai glutei così tosti che sembra di sbatter la testa contro un muro! CAZZO!

Se dovessi incontrare un giorno i genitori di queste ragazze, secondo me mi ringrazierebbero, con riserva, perchè come può un figo come me, non averle ancora toccate?!? Rimango pur sempre un signore, quando sono sobrio.

Sembra un po’ che me la sto tirando in effetti. Mi sento un figo, faccio lo snob, finto chic ed arrapato. Ma io, nonostante i chili persi, ho ancora la testa del timido ciccione, che si mette sempre da parte ad osservare… Ad immaginare…  A perdermi in ragionamenti assurdi…

Perchè mi sono ostinato ad ascoltare Lara Del Rey e non Adele, che ha la voce molto più bella ed è poco meno deprimente? Perche Lana è più figa! Adele è cicciona e a me le ciccione non piacciono, d’altronde non mi son mai piaciuto nemmeno io. Quindi mio caro buon Vuc’s, dove è andata a farsi fottere quella valanga di buonsenso e signorilità che tanto millantavi?

Perchè io, se non ho dei dubbi prima di tornare a casa, non dormo bene.