Sospirare…


La via segue il fiume in maniera quasi asfissiante, la dove prima c’era altro, di più naturale, ora il sentiero, fin troppo grande e sfarzoso per quel che mi pare. La pavimentazione è a grosse piastrelle, se così posso chiamarle, di una pietra a me sconosciuta, molto resistente a quanto pare, viste le poche rotture e la vecchiaia, che non si vergona a mostrare. Sembra parlare, sembra dire cose senza senso, sembra quasi stressata. Per me è il fiume che la rende così, fossi nel fiume, le direi almeno una trentina di volte al giorno di stare su di dosso, che a me darebbe fastidio tutta quella gente lì…

La sera prendono vita i lampioni, che sbocciano in due verso il cielo, un fiore ad illuminare il fiume, l’altro la strada. Una barriera fra i due, assieme al cornicione, o dirimpetto che sia, anche questo di pietra, anche questa a me sconosciuta. Al centro della strada, grossi vasi in metallo che ospitano piante colorate si alternano ad alberi che sbucano dal sentiero attraverso piccole oasi di terra e qualche mozzicone di sigaretta. Non so che piante siano, non riconosco il metallo dei vasi e nemmeno gli alberi, che son alti alti, cavoli se sono alti.

Di giorno si anima di bancarelle ed artisti di strada, quel che vediamo ci viene riproposto nelle loro tele, in maniera surreale, a volte invece fin troppo realistica. Diversi musicisti ogni tanto danno il meglio di se per qualche moneta, sembra una vecchia radio che suona, che passeggiando cambia da sola la stazione trasmittente. La gente è tanta, tantissima, come se fosse sempre domenica.

I momenti migliori sono all’alba e al tramonto. Quando tutto, lentamente, si spegne e si accende. I raggi del sole scivolano caldi e ruvidi come la carezza della nonna, l’aria penetra e sazia il corpo di vita ad ogni singolo respiro. Per alcuni minuti sembra di essere in un luogo alieno, per non dire un posto magico…

Non so nemmeno il nome del fiume, del luogo che sto descrivendo, non so nemmeno se esiste tutto questo… So solo che ci si può camminare per un giorno intero, mano per la mano, da un’alba all’altra a raccontarci storie ed aneddoti della nostra vita, di fino a quando non ci siamo incontrati…

Prendo invece questa mia tela, la metto in borsa assieme agli appunti di chissà quali altri posti da inventare e me ne torno a casa, a prepararmi, perchè stasera voglio uscire, perchè stasera magari ti potrei incontrare.

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