Un altro passo verso la perfezione.


Sono nel letto con un piccolo netbook, il pigiama del Milan, la tv accesa su un canale a caso, così… Per compagnia… Che poi c’è un programma che spiega come fanno la carta da culo…

Ho passato un’altra giornata piena, le classiche otto ore di lavoro, dilungate causa cazzeggiamento in ufficio, una coca al bar, cena diversa dal solito, grazie alla presenza di mezzi parenti/nuovi amici dalla terronia, poi ancora a sistemare pc, uno che proprio non so dove sbattere la testa, che come al solito si risolverà con qualche click e niente più, ma a trovarle ste voci di menu, ma poi, ce lo vogliamo mettere un bel punto a sta frase? No!

Dato il mio lieve lasciarsi andare ed il mio esame di coscienza, ho deciso finalmente di attuare quel piano diabolico per fare il fisico paura, grazie agli allenamenti guidati dal mio amico Melo, che sta studiando seriamente per diventare un personal trainer coi controcoglioni. Io ho bisogno di lui, lui fa gavetta su di me, ci si viene incontro così tra amici.

Ieri mezzoretta d’esercizi, roba per bambini, ho sudato come un porco e non riuscivo a fare tutto, ma ero lì, e ci provavo! Ed esser già lì per me è esser già a metà dell’opera. Perché io son sempre stanco, io c’ho un’enciclopedia di scuse per non fare dell’attività fisica sempre a disposizione, io non ho voglia, io ho sempre quel freno lì tirato che mi fa star fermo. Quindi è anche un po’ tardino ora, che devo alzarmi presto domattina, altro allenamento col Melo! Chiaro che non c’ho voglia, ma bisogna tirarsela fuori se si vuol diventare come il David.

Che io diventerò come il David, già mi ci vedo, devo solo godermi ogni gocciolina di sudore che uscirà dalla mia pelle, ogni sforzo muscolare, ogni madonna e bestemmia tirate nei momenti di dolore. Tutto! Perché la fatica farà crescer sempre di più la goduria del risultato che otterrò.

Ho ancora in testa quella visione di me che piango di fronte allo specchio, un’esplosione di gioia e liberazione. La sconfitta del mostro che mi tiene al guinzaglio. L’orgoglio per aver mantenuto le promesse da me fatte, ancora una volta. Che io le promesse le mantengo sempre, che a me non è mai piaciuto dire una cosa e poi farne un’altra, o non fare niente proprio…

Quindi ora dovrei spegnerlo questo pc, ma non ne ho molta voglia. Mi sento solo e vorrei fare l’amore con il mondo intero. Ma chi non lo è? Ma chi non ha voglia di fare l’amore? Quanti cazzo siamo su questo pianeta a sentirci soli, a voler far l’amore e a non fare un cazzo?

Beh, da oggi uno in meno, perché io mi sono rotto il cazzo. Basta timidezze, basta scuse, basta tutto. Ormai lo so, quel che dico faccio, quel che faccio mi fa star bene, quel che mi fa star bene vi diverte, quel che vi diverte vi predispone a darmela.

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16 thoughts on “Un altro passo verso la perfezione.

    • Si, ma che vitaccia… Ho fatto tutta una vita dall’altra parte. Ho desiderato tanto, ho visualizzato quel che voglio essere. Ora devo diventarlo. Altrimenti che campo a fare?

          • sono un blog appena sbocciato, qualche giorno prima dell’estate. spero di sopravvivere al grande freddo…

          • Rettifico, Agosto 2008. Diverse stagioni a seguirsi, si sclera, si piange, si ride… Si cresce ecco. Scrivendo poi ti rendi conto cosa c’è che non va, come puoi risolverlo… WordPress è terapeutico. Meriterebbe il Nobel per la pace più di Obama e l’UE

Se hai qualcosa da dire al riguardo, questo è il momento giusto.

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