Bologna.


La sveglia alle sei è peggio di un calcio nei coglioni, è una botta che ti prende da fuori e pian piano il dolore s’intensifica nel basso ventre. La sveglia alle sei è però necessaria per prendere il treno delle sette e venti che ci porterà a Bologna, la città dell’affettato, degli universitari e dei portici. Più 38 km di portici attraversano questa città! Ricordo lo stesso stupore quando scoprii che l’intestino di un essere umano è lungo 9 metri!

I protagonisti di questa avventura sono Albert, il VAilo, lo Sganze, io e Paolo. Ma chi è Paolo? Paolo è il nostro nuovo compagno di avventure, un ragazzo modesto del centro Padania che fa il consulente informatico per una delle più importanti aziende del paese, lui gira il mondo col fagotto legato al bastone ed in uno dei suoi tanti viaggi incontrò il VAilo. Fu subito amore e lavorarono insieme per diversi mesi,  poi però il fato li divise ma loro continuarono a sentirsi, a vedersi, ad amarsi. La cosa piacque un sacco anche ad Albert, roba da portarli a partire insieme per l’Europa due anni fa… Una cosa a tre nel vecchio continente. Beh… Dopo questa esperienza direi che se fanno un altro viaggio mi aggrego pure io. Paolo è un personaggio dei fumetti, tranquillo, pacato e compostissimo, la prima cosa a cui ho pensato su di lui è che fosse un supereroe in incognito, tipo Clark Kent…

Bologna è proprio una gran bella città, si fanno un sacco di cose… Si cammina sotto i portici senza perdersi, si visitano le università chiuse, s’incontra una classe di fighe nel museo più sfigato della città, si spendono 10 euro per un aperitivo, si raddrizzano le torri con lo sguardo, si pranza con pane e mortadella e lambrusco, si offre un panino alla barbona di turno, si compra il lambrusco nei negozi degli indiani, si parla male del comportamento della chiesa cattolica nella storia del mondo passeggiando nel duomo, si bevono spritz nei bar delle biblioteche, si fanno aperitivi spartani in albergo guardando film di Renato Pozzetto, ci si lava con il detergente intimo, si beve una birra ogni 10 metri, si scoprono case di parenti lontani, si beve il negroni in un bar che ha il cesso nascosto sottobanco, c’è poi un’osteria dove si mangia divinamente, consigliata da Paolo, già uomo di mondo qui a Bologna dal lontano 1984. Dopo mangiato si bevono gli amari un po’ in giro, e si passeggia tra la gente, tra i locali, i più interessanti sono tutti sottoterra e anche molto imboscati, si balla la techno minimale, Albert e Sganze fanno anche una gara di breakdance, si canta sotto i portici, si canta di notte canzoni di Natale sotto il grande albero in piazza del Nettuno, si finisce a scoprire in anteprima il modello di una nuova automobile, lasciata apparentemente incostudita sotto uno dei tanti portici bolognesi. Ci si sveglia poi in una stanza che sa di morte, vino rosso fermentato e scorregge di pesci di fiume.

Bologna è proprio una gran bella città, ma è proprio piena di gente strana… Abbiamo visto persone educate ma anche persone maleducate e fredde. Onestamente qui l’andazzo non è che cambi molto, ma credevo che a Bologna la gente se la tirasse di meno, trovando un riscontro positivo sul lato estetico ma negativo su quello intellettuale. Ora  è chiaro che io non posso permettermi di catalogare i bolognesi, ma la maggior parte delle persone che ho visto non mi è per niente piaciuta. Sembra quasi che ti parlino dal piedistallo…

Aneddoti che ricordo…

<<Ma la parola filologia esiste?>>
Albert di fronte all’aula di filologia italiana dell’università di Bologna.

<<C’è che qui i miei amici non hanno soldi, quindi se è gratis lei porti tutto quello che vuole da mangiare!>>
VAilo alla cameriera di un bar, dopo che ci aveva chiesto se avevamo bisogno di altro.

<<Ma si… Metti tre fette di mortadella in questo!>>
Io al VAilo che farciva il panino donato alla barbona. Noi poi rimanemmo senza…

<<E questo Fernet è per il ragazzo ubriaco…>>
Il cameriere mentre mi serviva il Fernet…

<<Ma tu che cazzo vuoi?>>
Una ragazza mentre la guardavo aiutare un’altra ragazza con delle sue amiche.

<<Ma che cazzo ridi?>>
La stessa ragazza, dopo che le ho chiesto se gli serviva una mano…

<<Sorrido perchè siete tanto carine e mi fate tenerezza!>>
La mia risposta alla domanda precedente.

<<Se la bevo di rigore andiamo a fighe, anzi, prima andiamo a mangiare>>
Paolo prende posizione nelle indecisioni del gruppo, e vince!

<<Ma non vedi che c’è la telecamera? Non vedi che c’è la telecamera? Non vedi che c’è la telecamera? …>>
Un omone di colore continuava a dire così al posto di picchiarmi, in quanto avevo tolto la coperta alla macchina in esposizione…

<<Ma cazzo io non sono ancora ubriaco, perchè siamo andati subito a ballare, dovevamo bere ancora!>>
Io, vistosamente ubriaco!

<<Dovevate provarci con la ragazza che stava male…>>
Sganze rimprovera noi single per essere andati in bianco…

<<Cos’è stato? Il terremoto?>>
Albert, dopo che sono caduto dal letto nel sonno…

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