Vailo & Albert

Un giorno, di tanto tempo fa, due amichetti di nome Vailo & Albert si trovarono allegramente insieme in un pomeriggio di autunno. Utilizzando uno schermo magico, cominciarono a cercare nuovi amici in quel mondo fatato.
Quante cose belle apparivano ai loro occhi. Luci scintillanti, suoni melodiosi, storie incredibili. Tutto stava andando per il meglio quando all’improvviso sullo schermo apparve un orco cattivo.
Aaaaahhh che paura che faceva!!! Aveva grandi occhi, mascelle serrate e mani che sapevano spaccare bicchieri e lanciare sedie senza nessuno sforzo. I due bambinetti cercarono di cambiare pagina, ma l’orco era dotato di poteri magici e sapeva come trattare con i bambini.
Sapientemente l’orco cominciò a cambiare voce, prima imitando quella di un bambino, poi quella di una vecchietta indifesa e poi quella di un papà gentile. Con questo barbatrucco, l’orco cattivo riuscì ad ottenere la fiducia di Vailo & Albert e li convinse a raggiungerlo nella sua tana.
Ahhhh se avessero saputi i due bimbi, di quale malvagità era capace l’orco. Non si sarebbero diretti fischiettando fino alla sua tana.
Arrivati all’ingresso di quell’orribile grotta, l’orco era già pronto ad aspettarli. Se dallo schermo magico era sembrato cattivo, ora dal vivo lo era 1000 volte di più.
Grandissimo, occupava tutta la porta. Occhi di sangue, capelli di fuoco e una lunga lingua ruvida che spuntava dalla bocca.
L’orco, cominciò a incantarli con tanti giochi divertenti e a proiettare sullo schermo magico filmati e fotografie che facevano diventare le orecchie rosse ai due bambini indifesi.
Ma l’orco, che aveva una fame incredibile di bambini, si accorse che i due amichetti non erano abbastanza paffutelli (anche se forse Albert lo era già) e così decise di ingrassarli.
Portati nella sua cucina, dove era solito preparare minestrone di bambini, cominciò a rimpizzarli di formaggio di montagna, salame nostrano, melanzane e zucchine sottoglio.
Vailo & Albert cominciarono a mangiare e mangiare e mangiare tutte quelle prelibatezze. Il paradiso entrava diretto nella loro bocca e un esplosione di sapori e di gusto li innondava ad ogni morso.
In poco tempo i due bambini diventarono super cicciosellissimi e l’orco spalancata la bocca se li mangio in un sol boccone.
I due bambini si trovarono così nella pancia dell’orco. La cosa sorprendente, è che stare rinchiusi lì dentro non era affatto male. Quella pancia era continuamente innondata di alcool e di nuovi amichetti con cui fare festa notte e dì.
Fu così che i due amichetti Vailo & Albert vissero felici e contenti in quella pancia finché un giorno, tra rombi di tuono e grida di dolore, non furono spinti fuori da un buco nero, che l’orco nascondeva dietro di sè, verso una grande piscina.
Ma questa è un’altra storia.
Vailo.
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Campovolo 2.0: Discorso finale.

“Uno dei complimenti che mi fanno più spesso e che più mi fanno piacere è un complimento che fa così: Luciano, tu hai il più bel pubblico di tutti. L’ho preso come un complimento, ma in realtà non è un complimento, è una constatazione basta guardarvi, è un dato di fatto! Attezione, hanno detto proprio una parola precisa, un aggettivo preciso, è il piu BELLO DI TUTTI! Nel senso che non è un fatto di lineamenti, è un fatto di quello che riuscite ad esprimere! E’ un fatto di sentimenti che riuscite a provare e a trasmettere, e che arrivano forti e chiari e che sono uno specchio di un anima che evidentemente siete voi.  Volevo solo dirvi una cosa prima di tutto Campovolo è stata una festa speciale e io vorrei proprio, perlappunto, che grazie a Campovolo e grazie alla Vostra bellezza voi concepiste almeno un migliaio di figli, fra questa sera e domani, voglio almeno mille figli da Campovolo, va bene?! E poi la bellezza così almeno viene perpetuata, se proprio non volete arrivare al figlio vi fermate un attimo prima, però sapete cos’è giusto fare dopo il concerto, là c’è un accampamento, c’è un appostamento che permette comunque quanto voi ben sapete…  E poi dopo aver concepito i vostri mille figli, siccome là fuori è pieno di gente che dice che non c’è speranza e non c’è futuro, voi sappiatelo che nel momento in cui pensate che non ci sia speranza e non ci sia futuro, ALLORA LA SPERANZA SMETTE DI ESISTERE E IL FUTURO SMETTE DI ESISTERE. Ed è per questo motivo che voi dopo aver concepito i mille figli ve ne andate là fuori, portate a far vedere le vostre facce, e diteglielo a quelli là che IL MEGLIO DEVE ANCORA VENIRE!”

Luciano Ligabue.

Tranquilli! Appena trovo quella giusta VENGO pure io!

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Noi siamo un trio!

Cosa accomuna il VAilo, Vico e Albert?

Tutti e tre si faranno un bel weekend in Europa, probabilmente in Olanda !!!!

A nessuno dei tre piace girare scalzo nella loro città natale.

Tutti e tre possiedono un antico scrigno di giada contenente la ricetta della Coca Cola.

Tutti e tre si sono sbronzati su una riva di un fiume.

Tutti e tre hanno un umorismo speciale che li rende unici agli occhi degli insegnanti.

Tutti e tre vorrebbero giocare a calcio balilla, ma in tre non si può.

Tutti e tre fanno una bellissima coppia.

Nessuno dei tre ha preferenze sui tre.

Uno suona la chitarra, uno il benjo e l’altro canta!

“Il lungo, il corto e il pacioccone
sono tre bravi cow-boys.
Non usano mai le pistole
perché lo sceriffo non vuole.
Ma quando quel trio fa il concertino
fermarlo nessuno mai potrà
Ghengherenghenghen – ghengherenghenghen
Ghen – ghen – ghen – ghen – ghen
Il lungo, il corto e il pacioccone!!!”

Noi tre facevamo il “giro giro tondo”, e quando tutti cascavano per terra, noi galleggiavamo in aria!

Piccola peste.

C’è un bambino che frequenta il parco dove vado a giocare a basket, avrà forse cinque anni e gira sempre con la sua biciclettina a rompere i coglioni al mondo intero. Passa addirittura in mezzo a noi mentre giochiamo, rischiando la pelle, cosa avvenuta più volte ormai, che poi lui si arrampica fino sugli alberi per più di dieci metri e secondo me… Secondo me va anche a caccia di squali…
Passato ormai più di un mese dalla frequentazione assidua del parco, si è permesso pure di prendere una sconcertante confidenza, tutto iniziò una sera, quando me ne stavo tornando in bicicletta, il furbetto mi tagliò la strada, mi porse la mano aperta e mi chiese i soldi per poter passare, me la cavai sorridendo e schiacciandogli il cinque…

Diverso tempo dopo, capita in un momento di relax, dove io ed Hell chiaccheravamo belli sudati sulla panchina all’ombra, si avvicina la piccola peste al mio amico esclamando: <<E’ vero che te mangi la mia merda?>> Hell non ci ha pensato due volte rispondendogli a tono: <<Eh no bimbo, sei te che mangi la mia!>>

Ma la scena che mi ha lasciato più allibito, con la bocca aperta ed il cuore pieno di gioia e sconforto, è stata quando la piccola peste si è avvicinato al mio amico Nico, dopo che questo era stato un po’ a limonare con la sua ragazza Elena.

Piccola Peste:<<Ah ma la Elena è la tua morosa?>>
Nico:<<Eh si, e te ce l’hai la morosina?>>
Piccola Peste:<<Ah io si, io ne ho tre! La Nicoletta, la mamma della Nicoletta e Rosa.>>
Nico:<<Ah caspita, addirittura tre morose!>>
Piccola Peste:<<Ah dimenticavo, son quattro! La Nicoletta, la mamma della Nicoletta, Rosa e la Elena! >>