La giustizia trionferà?

“Bene” o “male” non sono altro che colori sulla tela i cui nomi cambiano di continuo!
I bambini che non conoscono la pace…
…e quelli che non conoscono la guerra…
…vedono il mondo con occhi molto diversi!

Solo chi ha il potere può stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato!
E questo luogo proprio ora si trova a metà strada tra le due possibilità!

LA GIUSTIZIA TRIONFERA’?!

OVVIO!

PERCHE’ SONO I VINCITORI A ESSERE NEL GIUSTO!

Eiichiro Oda.

Cerco questo nelle persone…

Il freddo mi screpola le mani, soprattutto la destra, quella che uso per fumare, per salutare e per aprire e chiudere le porte. Metto, quando ricordo, una crema idratante, puccio direttamente il dorso della mano destra nella scatoletta metallica che la contiene e lo sfrego su quello della mano sinistra. Mi da fastidio avere i palmi delle mani unte, mi fa sentire impotente non poter toccar qualcosa. Spalmo la crema finchè scompare e mi guardo allo specchio. Mi piaccio, non mi piaccio, dipende dalle giornate, da quanta luce entra nella stanza o da i doni della vita nelle ore precedenti.

Mi guardo negli occhi e parte un ghigno spontaneo che significa tutto e niente. Mi perdo nel riflesso dei miei occhi. Uno smarrimento che fa esplodere un Big Bang di pensieri, domande e risposte che mi fanno sentire vivo. Fuori da qui ho costantemente lo sguardo rivolto verso l’infinito, invece da solo, in una stanza chiusa, lo ritrovo dentro di me. Mi seduce questa distanza con l’ignoto. Mi fa senitre vivo.

Quando invece delle mura mi dividono da esso, lo ricerco nei discorsi e negli occhi della gente. La maggior parte di questi sono finestre aperte dalle quali si possono intravvedere stanze vuote, certe invece arredate in maniera confusionaria, altre in un lusso privo di qualsiasi significato. Nelle giornate peggiori, scivolo maldestramente sbandando tra il giudicare e il giustificare. Nelle giornate migliori invece… Continuo a cercare.

Ci s’imbatte poi in quello sguardo, quello che ricorda il mio. Ci si riflette negli occhi di un altro che come me non ha orizzonti, dove persevera il buio dell’universo e il luccicchio delle proprie costellazioni. Dove si scorgono galassie cariche di gioie, di paure, d’amore e di dolore. Mi paralizzo di fronte a tutto questo. Mi sento parte di questa esistenza, la mia anima esplode attraverso questa gabbia di carne, spinta dal suo eterno colmare…