Per quanto possa sembrare assurdo, un pizzico d’egoismo è il primo ingrediente necessario da utilizzare per realizzare la felicità. Un’egoismo sano, che non vada a danneggiare gli altri. Fregatene dei pareri e delle esigenze altrui. Fregatene di quegli impegni che non ti portano a nulla. Prenditi tutto il tempo che ti serve per poter ottenere tutto quello che vuoi, desidera e soddisfa continuamente tutti i tuoi desideri. Godi di tutto quello che ti incuriosisce. Col tempo poi ti renderai conto sempre più di ciò che veramente hai bisogno perchè solo tu puoi saperlo.Prenditi cura di te e poi potrai prenderti cura anche degli altri. Pensa prima a te stesso e poi potrai pensare anche agli altri. Una volta compreso appieno questo principio, sarai pronto ad utilizzare anche il secondo ingrediente, una manciata abbondante d’altruismo…
I desideri, i sogni, non servono a niente se non cerchi di realizzarli. La felicità che tanto attendi, come manna che scende dal cielo, è dentro di te, cerca di conoscerti a fondo per poterla scoprire.
P.S.: Nei commenti troverete maggiori informazioni al riguardo.
A mio avviso, conoscersi a fondo non è egoismo. L’egoismo sano non esiste, e solo perchè non danneggia gli altri, sempre secondomepersonalissimoparere, non lo fa diventare automaticamente sano.
Godere di tutto quello che ti incuriosisce, soddisfare i desideri: è tutto giusto, anzi, è quello che bisogna effettivamente fare. Ma visto che si tratta di cose complesse, dove anche fare i primi passi è difficile e ancora più difficile è proseguire, dopo si rimane intrisi nell’egoismo iniziale.
Insomma, c’è troppo il rischio che se non riesci a soddisfarlo, dopo la manciata di abbondante altruismo non arrivi. E la felicità sarà anche dentro di noi ma per fortuna non è solo dentro di noi. Tanto varrebbe chiudersi in casa fino alla piena realizzazione delle nostre vite.
Posso capire che è faticoso, e che ci si stufa. Io lo so bene. Ma fregarsene completamente delle esigenze altrui ‘in partenza’ rende completamente e innegabilmente ipocrita il volersene occupare dopo, con tutta l’abbondanza del caso. Se una cosa deve essere poco interessante all’inizio, dopo non lo diventa. E c’è poco da fare.
In ogni caso, attendo di essere corretto se non ho colto delle sfumature invece presenti ma forse più nascoste.
Eh eh, per me sfumature non ce ne sono, appunto perchè ho ben chiaro in testa quello che volevo dire, è probabile quindi che non mi sia espresso nel migliore dei modi, ma anche il lettore ha la sua parte importante in questo testo.
E’ evidente che tu sei una persona che segue i consigli del post da me scritto. L’egoismo da me citato è una parola forte per far comprendere a pieno, ad un determiato tipo di persone, di dedicarsi inizialmente a se stessi. Molta gente non ha tempo per se perchè non vuole trovarselo, nonostante i numerosissimi impegni che lamentano SEMPRE. Lamentele che poi si allargano nelle “cose che gli piacerebbe veramente fare e che NON POSSONO mai fare”.
Non credo sia un percorso difficile da intraprendere per questo tipo di persone, la maggior parte degli impegni presi sono futili e portano a stress, già questo è un segnale che fa capire che non si è sulla giusta strada. Il mio consiglio è quello di rinviarli o addirittura alcuni lasciarli perdere e dedicare quel tempo liberato alla scoperta di se e di ciò che ci circonda, per poter applicare poi quei filtri che ti fan capire cosa ti piace o cosa no.
E’ logico poi che una persona si debba soffermare su ciò che gli piace, su ciò che lo fa star bene, perseverare sulle cose che non danno soddisfazioni, che riteniamo difficili perchè non ci appartengono non è sano. Questo la gente deve ancora capirlo, non mi andava però nel post di dire alle persone in cosa sbagliano, ma suggerire quello che per me è giusto.
Le esigenze altrui, se non ci appartengono, è inutile seguirle. Molte persone si accaniscono a soddisfare desideri che non gli appartengono. L’egoismo da me citato serve per dare la forza a queste persone di mandare a cagare determinate cose per fare quello che le fa star bene. Non c’è poi rischio, secondo me, di danneggiare gli altri o di diventare menefreghisti perchè, ad esempio, nell’amicizia, nell’amore e nella famiglia le esigenze rimangono comuni.
Se s’impara a conoscersi e a volersi bene s’impara anche a conoscere e a voler bene gli altri, conoscenti e non. Secondo me i consigli che ho dato sono essenziali per poterlo fare.
Il “pizzico di sano egoismo” e la “manciata d’altruismo” sono ingredienti che si vanno a mescolare, che devono stare insieme, ma il primo rimane fondamentale per godere a pieno del secondo. Sono convinto che la felicità sia dentro ognuno di noi, ma come posso godere di quella che c’è in te se non riesco a godere di quella che c’è in me?
Grazie per la risposta, l’ho apprezzata moltissimo perchè mi ha dato modo di fare più chiarezza, o almeno spero…
Figurarsi! Ringrazio per la replica esaustiva, ha fatto di certo più chiarezza!
Resto dell’idea che sia un po’ forte scrivere ‘Fregatene delle esigenze altrui’ e ‘Pensa prima a te stesso poi agli altri’ senza il chiarimento che hai appena scritto, perchè qui la prima interpretazione è quella di un egoismo che, come avevo scritto, sano non è. Oltretutto, stare dietro a qualcuno interessato a qualcosa che a te non interessa è comunque una cosa fattibile, e che si può fare anche prima della soddisfazione delle tue esigenze, oppure durante la stessa. Perchè magari si sbaglia il punto di partenza, si crede che quella cosa non serva: solo quando si prova allora si può dire di voler cambiare obiettivo, strada, ecc. ecc. ma prima non bisogna ‘fregarsene’ di niente. Sennò non si è sinceri nemmeno con la cosa che si cerca e si segue solo un disegno predefinito, finendo poi per essere scontenti se non si arriva da nessuna parte (e può succedere, ahinoi!)!
Azz cercherò di essere più chiaro la prossima volta. Nel frattempo aggiungo un p.s. al post!
Quello che spieghi dopo però è uno dei passi successivi. Anticipo solo che deve partire da una curiosità personale, e non per far felici gli altri.
Ogni tanto scrivo post del genere, valuto determinate condizioni che portano alla felicità, sono tantissime, alcune ancora non le conosco ma appena ci sbatterò il naso ve ne renderò partecipe. Appena avrò tempo ti linko qualche altro vecchio post simile, dato che anche te ci tieni molto!
E’ lo stesso principio per cui credo che se non si sta bene con sé stessi, non si potrà mai stare davvero bene con gli altri. Se gli altri diventano una necessità per noi, perché abbiamo paura di stare da soli, perché abbiamo bisogno di una scusa per fare i nostri errori (“L’ho fatto per lui/lei…”), allora non possiamo avere un rapporto sano. Nell’amicizia come nell’amore. Bel post, pieno di positività!
bacio
Micuzza io t’abbraccio!!!
Un abbraccio fa sempre bene! Dunque, ricambio
Non ho letto tutti i commenti. In definitiva non bisogna cercare la felicità; ci si può accontentare della serenità.
Non puoi voler bene agli altri se prima non vuoi bene a te stesso.
Voler bene a se stessi, sembra egoismo; è solo rispetto per se stessi… e “pretesa” di essere rispettati.
Ciao Vic.
cercherò di ricordarmelo!