E meno male che se chiudo fortissimo gli occhi vedo ancora le stelle…

Chiudo la porta ed appoggio le chiavi in quel grosso posacenere di marmo che mi hanno regalato a Natale, non le lascio mai nella serratura. Ripongo il cappotto nell’armadio lungo il corridoio ed accendo le luci di tutta la casa. Casa dolce casa… Accendo quindi lo stereo e scelgo un cd di musica Jazz, alzo il volume, non voglio sentire nient’altro.

Nel lavandino ci sono i frammenti della colazione, gli do una pulita veloce non prima di essermi versato un bicchiere di vino rosso piacentino, bello tosto, proprio come me. Non c’è altro da fare per fortuna, non è il giorno del bucato e nemmeno quello della polvere, è il giorno perfetto per cucinarsi qualcosa di buono, di poco pretenzioso e inventato al momento, con quello che c’è in frigorifero, anche perchè oggi non è nemmeno il giorno della spesa, lo è domani ed infatti nel frigo non c’è molto: due petti di pollo, un peperone, mezza busta d’insalata, dei pomodorini di serra e mezza mozzarella di bufala portata ieri direttamente dalla terronia da Jerry. Facile per uno come me, due spaghetti con pomodorini e mozzarella, striscioline di pollo e peperoni saltate in padella da farcirci una piadina con l’insalata.

La pesantezza della giornata si scrolla di dosso in un istante, dell’ottima musica, che vibra in tutte le stanze, un vino che col primo s’abbina poco, ma che risveglia schiaffeggiando le papille gustative e poi la cucina, l’officina dei cinque sensi..

Chiudo la porta ed appoggio le chiavi in quel grosso posacenere di marmo che ci hanno regalato a Natale, non le lascio mai nella serratura per farti entrare. Voglio vederti sbucare all’improvviso mentre preparo la tavola, voglio sorprendermi e sorprenderti con un bicchiere di vino, bello frizzante, proprio come te… “Bentornata amore mio!” Fino al prossimo arrivederci.

Tentativo di ripresa scrittura quotidiana n°69, quello che mi passa per la testa.

Dopo le ferie, intorno alla fine del mese d’Agosto, mi ritrovai di fronte all’ufficio una pila di volantini riguardanti corsi serali. Tra questi inglese, francese, spagnolo, informatica, arte, fotografia, scrittura e compagnia bella. Quel periodo ero un po’ in crisi e quel pacco di volantini sembrava proprio un segno del destino, un aiuto a dare quel cambiamento che ho sempre cercato, quel cambiamento che porta al miglioramento.

Il miglioramento personale deve portare beneficio, logico quindi dedicare il proprio impegno in attività nel quale abbiamo già quella piccola predisposizone naturale, che possiamo chiamare talento o perchè no, vocazione. Inutile perder tempo e salute dietro a cose che non ci “prendono”.

Che corso poteva scegliere un informatico, blogger e sognatore come me? Naturalmente il corso di cucina! Ah “cucina” non l’avevo scritto?!? Eh vabè…

Ieri abbiamo fatto tagliatelle al ragù, tagliolini panna e funghi e gnocchi ripieni di zola e mascarpone. Ho assaggiato solo UNO gnocco ripieno, nonostante la bellezza di qui piatti, la fragranza e il calore di quei profumi… Le tentazioni mi perseguitano, pare un girone dell’inferno qui. Ma adoro cucinare… Settimana scorsa ho creato per la mia famiglia un risotto capolavoro, naturalmente non l’ho potuto mangiare, ma che soddisfazioni vedere gli altri farlo con gusto.

Anche se non mangio niente di quello che faccio, mi piace comunque farlo. E’ evidente che mi piace vedere le persone felici! E’ evidente che ho bisogno di alimentare più il mio ego che la mia pancia. Va bene così, ho il doppio della soddisfazione, son felice e dimagrisco, che mi rende ancora più felice.

Son già un buon partito ora [e non sto scherzando (chi mi conosce lo sa)], figuratevi quando sarò alleggerito… Ci sarà un gran bel da fare…

Ufficialmente a dieta.

Da lunedì scorso sto seguendo una dieta dimagrante davvero figa! Dico questo perchè si mangiano molti cibi sani e nutrienti, che a fine pasto appagano in sazietà e gusto, nonostante la mancanza di grassi. Non ho ancora sgarrato e fino al 21 dicembre, primo incontro col dietologo, non sgarrerò.

La dietà è fisicamente sostenibile, mi sazia e mi rende sereno, nei giorni lavorativi tutto procede alla grande e sono anche abbastanza felice. Le grane arrivano nel weekend, quando ci si vede con gli amici (i pochi rimasti), devo rinuniciare a cene fuori, all’amaro dopo il caffè, alle birrette e soprattutto agli aperitivi… Mi piaceva un sacco mangiare “cagatelle” al bancone sorseggiando qualcosa di alcoolico. Il weekend trascorso, sotto questo punto di vista, è stato massacrante, tutte queste tentazioni mi si ripresentavano in casa e fuori casa, per il momento sono stato forte, non sono crollato e mi auguro di non farlo mai.

Quando vado al bar quindi, caffè o the caldo rigorosamente non zuccherati e vi dirò, il caffè amaro secondo me fa proprio schifo, ti rovina il palato e ti storpia il sorriso. Non so come faccia il VAilo a berlo così…

Domani mi peserò e vedrò i risultati della prima settimana, spero siano buoni, giusto per mantenere viva la forza che mi serve per poter proseguire. E proprio per la forza di cui ho bisogno che ho scritto questo post, per render pubblico il mio stato di dieta, per far si che la gente mi chieda, per far si che anche gli altri si aspettino dei risultati, per far si che mi controllino, per far si che io non li deluda, perchè ho notato che sono predisposto a deludere me stesso, ma mi viene veramente difficile deludere gli altri.

Manifesto del benessere universale (bozza)

La situazione italiana attuale mi ha demoralizzato molto, i cambiamenti che tanto attendiamo non vengono mai realizzati a causa di una classe politica che da trentanni non concretizza nulla per il benessere ed il progresso dei cittadini.  Questa classe politica deve cambiare, ma prima di tutto la mentalità dei cittadini, e non solo di chi andrà a sostituirla. La mentalità che si respira in questo paese è intrisa di immoralità.
La costruzione di un paese migliore deve avvenire dal basso, dai cittadini che ne fanno parte, da noi. La speranza che ci ha accompagnato in questi anni ha bisogno di una buona dose di reazione da parte nostra per far si che non sia vana. Bello sì desiderare un paese migliore, ma bisogna anche costruirlo, passo dopo passo, con i nostri pensieri, con le nostre parole e con i nostri atteggiamenti. I cambiamenti non arrivano con le sole preghiere, partono da noi.

La sfiducia che ci accomuna, che respiriamo nell’aria, nasce dalla mancata risposta alla domanda “ma cosa possiamo fare, noi che non abbiamo potere governativo?” Noi possiamo cambiare la nostra mentalità, noi dobbiamo far conoscere a tutti il principio di onestà, dobbiamo applicarlo ed insegnarlo ai nostri figli, ci vuole un cambiamento generazionale negli atteggiamenti nei confronti della vita, per far si che tra trentanni a governare ci siano persone oneste e non più corrotti e raccomandati.

Ma allora noi cosa possiamo fare? Cambiamo e diffondiamo il cambiamento dal basso! Miei cari “indigeni sfiduciati”, amatevi, coltivate le vostre virtù, sognate e realizzate i vostri sogni, imparate a conoscere voi stessi, amate le piccole cose, ringraziate e rispettate la terra in cui vivete, le persone con cui vivete e i doni che vi vengono fatti. Dite sempre la verità, dite sempre quello che pensate, chiedete sempre cosa volete per voi e per gli altri, ricordatevi che una vostra esigenza può essere anche quella di altri. Pagate i servizi che vi vengono offerti, pagate le tasse, chiedete sempre le fatture e gli scontrini fiscali, non lavorate in nero, non assumete personale in nero, non datevi alla prostituzione, non rubate, fate la raccolta differenziata. Lasciate poi perdere il mondo della droga, non ha mai portato soluzioni a nessuno. Pagate il bollo, guidate solo da sani e rispettando il codice della strada, non guidate senza assicurazione. Viaggiate e onorate e rispettate chi vi sta ospitando. Prendete fiato ogni tanto e chiedetevi se siete nel giusto, se siete felici, mettetevi sempre in discussione perchè ci vuole poco a perdere la via che si vuole seguire. Emozionatevi e fatemi emozionare. Poi magari ci troveremo dei compagni, faremo o adotteremo dei bambini e potremo far vedere a loro quanto è bello questo paese e le persone che lo abitano.

P.S.: Ho sicuramente tralasciato qualcosa, potete aggiungerla nei commenti, costruiamolo insieme questo manifesto!

Che cosa stai cercando?

Per quanto possa sembrare assurdo, un pizzico d’egoismo è il primo ingrediente necessario da utilizzare per realizzare la felicità. Un’egoismo sano, che non vada a danneggiare gli altri. Fregatene dei pareri e delle esigenze altrui. Fregatene di quegli impegni che non ti portano a nulla. Prenditi tutto il tempo che ti serve per poter ottenere tutto quello che vuoi, desidera e soddisfa continuamente tutti i tuoi desideri. Godi di tutto quello che ti incuriosisce. Col tempo poi ti renderai conto sempre più di ciò che veramente hai bisogno perchè solo tu puoi saperlo.Prenditi cura di te e poi potrai prenderti cura anche degli altri. Pensa prima a te stesso e poi potrai pensare anche agli altri. Una volta compreso appieno questo principio, sarai pronto ad utilizzare anche il secondo ingrediente, una manciata abbondante d’altruismo…

I desideri, i sogni, non servono a niente se non cerchi di realizzarli. La felicità che tanto attendi, come manna che scende dal cielo, è dentro di te, cerca di conoscerti a fondo per poterla scoprire.

P.S.: Nei commenti troverete maggiori informazioni al riguardo.

Nel novecentocinquanta…

La dolce vita, chissà se un giorno anche noi la vivremo…  Guardando questo video ho un senso di nostalgia di un qualcosa che non ho mai vissuto, assurdo ma reale, vorrei sentire il profumo carico di speranza ed ottimismo di quel periodo, vorrei che rinasca un paese, vorrei che nasca un nuovo amore…

Amedeo Minghi – 1950 – From YouTube